Comune di Torino – Fassino: Dopo l’inceneritore del Gerbido vendiamo anche le sedi istituzionali.

Dopo avere deliberato la vendita dell’80 % delle quote di TRM (inceneritore del Gerbido per intenderci) il Comune di Torino sta predisponendo la cessione degli immobili dove il comune ospita le sue attività istituzionali. Michele Curto di SEL già lo aveva avuto questo sentore quando si pensava di vendere TRM e lo aveva dichiarato con queste parole:  “Un giorno scopriremo che hanno liquidato il Municipio“. Bene quel giorno sembra sia arrivato.

Dopo che avrà venduto anche la casa non le resterà che vendersi le mutande, semprechè qualcuno le voglia, visto che anche quelle sono sfondate come le casse del Comune di Torino. Tanto come sempre pagheranno i cittadini le incapacità gestionali degli amministreatori pubblici non all’altezza dei compiti che dovrebbero svolgere. Un altro assist all’antipolitica complimenti…..

Da “Lospiffero.com”

Fassino vara l’operazione Sansone. Approfittando della pausa estiva il sindaco ha predisposto una “segreta” ricognizione degli immobili da destinare ad un apposito fondo. Ultima, disperata mossa per evitare il commissariamento.

Anche se i tempi cambiano, il mese d’agosto è per i dipendenti comunali sinonimo di ferie, gli organici sono ridotti e gli uffici vengono lasciati, pericolosamente, incustoditi. Nessuno resta a presidiare i palazzi del potere e così i servizi segreti del sindaco Fassino hanno l’occasione propizia per dare avvio all’operazione segreta “Sansone”. Ovvero “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Era estate e nella Torino post olimpica si toccavano i quaranta gradi all’ombra, quando dei misteriosi geometri e architetti, celati sotto le false spoglie di fantomatici tecnici della sovrintendenza con baffi e barbe finte, sono stati avvistati nei pressi dei palazzi di Via Meucci, di via Corte d’Appello e di Via San Francesco da Paola muniti di rotelle metriche, taccuini e macchine fotografiche. Con questi potenti mezzi, ricevuti direttamente dalle mani del sindaco in una segretissima cerimonia, avevano il compito di salvare, solo per qualche mese, il destino politico di Piero Fassino.

Non è una notizia segreta che i conti del Municipio siano ormai al collasso, ma nessuno avrebbe immaginato che la Giunta pensasse addirittura di vendersi i palazzi che ospitano gli uffici istituzionali pur di avere ancora un po’ di tempo a disposizione prima dell’inevitabile commissariamento. A poco importa che questi palazzi siano considerati beni indisponibili – non è infatti concesso al Comune alienare dei beni che sono indispensabili per la propria attività istituzionale – perché i servizi segreti del sindaco sono in grado di inventare ogni sorta di escamotage pur di salvare il monarca. Sembrerebbe infatti che, dopo un’accuratissima rilevazione, eseguita all’oscuro degli stessi direttori da cui dipendono gli uffici in questione, la Città di Torino sia in procinto di cedere ad un fondo immobiliare la proprietà degli stabili.

Ovviamente il tutto viene fatto per “valorizzare l’immobile” oppure per “razionalizzare le spese” mica per recuperare qualche milione di euro necessario a Palazzo Civico quanto l’acqua nel deserto. L’interesse pubblico ancora una volta è stato messo da parte, perché sarebbe stato troppo lungo, un’inutile perdita di tempo, pensare ad un piano simile a quello varato dalla Regione Piemonte che, con la costruzione del grattacielo, dismetterà progressivamente tutte le sedi sparse per la città. I giornalisti nostrani si guardano bene dal criticare Fassino, non vorrebbero incorrere anche loro nel reato di lesa maestà, e quindi se la prendono con Roberto Cota, della serie “ti piace vincere facile.” Quello che interessa al sindaco è solo e soltanto riuscire ad avere qualche mese di più, qualche settimana di più a disposizione, anche se questo comporterà la completa spoliazione dei beni di tutta la città, di tutti i torinesi. Torino deve essere funzionale al suo monarca ed i suoi beni devono servire per far sì che lo status quo perduri.

L’arrivo di un commissario governativo, auspicabilmente prima che i torinesi subiscano un incalcolabile danno, sarebbe infatti la fine di quell’intreccio politico-bancario-familistico che nella Torino olimpica ha premiato le amicizie e non il merito e ha usato dei soldi pubblici per finanziare costosi giocattoli privati, quali ad esempio Turismo Torino o le varie Fondazioni. Il commissario potrebbe, infatti, vedere la reale situazione dei conti e capire finalmente che di quei quasi 5 miliardi di euro di debiti più della metà sono andati a pagare consulenze, stipendi e stravaganze varie e non sicuramente per rendere Torino migliore, “investiti in infrastrutture” come il sindaco in un triste refrain va ripentendo da un anno a questa parte. E così in una Torino, nella quale il morbo ormai si va ormai diffondendo, un Fassino-Aschenbach stanco e col maquillage colante, pur di non privarsi per qualche istante della giovinezza e della bellezza del potere, nega le evidenze del colera e attende la fine guardando un Monti-Tadzio che gli indica una salvezza, che però non arriverà mai.

[Fonte: Lospiffero.com]

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Una risposta a Comune di Torino – Fassino: Dopo l’inceneritore del Gerbido vendiamo anche le sedi istituzionali.

  1. Reblogged this on Sinistra Ecologia e Libertà – Pinerolo and commented:
    Non resterà più nulla da vendere ed il fallimento sarà completo… complimenti al sindaco, all’assessore al bilancio ed a tutta la maggioranza… ma cosa aspettano Grimaldi e Curto consiglieri di SEL a smarcarsi da questa maggioranza inetta ed incapace di rilanciare Torino? Questa amministrazione Torinese al pari di quella della nostra città Pinerolo si sta limitando ad amministrare il declino della città e non inventarsi idee per un rilancio turistico che per Torino è dimostrato sarebbe il volano per una nuova economia.

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