Regione Piemonte – Sanità: Nuovo direttore e nuova organizzazione periferica!

Nel giorno in cui l’ex numero uno di Agenas viene designato al vertice della macchina di corso Regina, l’assessore Saitta presenta in giunta il nuovo sistema di organizzazione. Piemonte diviso in aree sovrazonali con una azienda capofila.

Nel giorno in cui, dopo settimane di attesa, la Sanità regionale ha il suo nuovo direttore generale, arrivano novità anche sul fronte dell’organizzazione periferica, in particolare sulla gestione della spesa. La giunta che ha indicato nell’ex dg del Santa Croce di Cuneo, nonché già numero uno di Agenas, Fulvio Moirano il successore del dimissionario Sergio Morgagni (come peraltro annunciato dallo Spiffero) ha, infatti, affrontato anche il tema scottante del “dopo federazioni sanitarie”. Morte e sepolte poco dopo esser state partorite dalla mente manageriale dell’allora assessore Paolo Monferino come sistema per ridurre i costi, rivelatosi ben presto fallimentare, la moribonda giunta Cota con il nuovo responsabile della sanità Ugo Cavallera aveva cercato di porre rimedio alla “topica” individuando delle “aree di coordinamento interaziendali” per “la gestione dei servizi amministrativi, tecnici, logistici, informativi, tecnologici e di supporto” .

Un rimedio rimasto, tuttavia, solo sulla carta. Tant’è che questa mattina, il numero uno di corso Regina Antonio Saitta riferendone in giunta ha spiegato come “a parte le censure ministeriali, le proroghe illegittime dei contratti (caso eclatante quello della Asl 1 diretta dalla redordwoman delle proroghe Giovanna Bricarello n.d.r.),  le polemiche politiche, l’aumento di spesa legato alle Federazioni e ai loro organi la parte operativa di quella legge non ha mai avuto attuazione”. Forte anche del fatto di aver risolto la questione del direttore generale, la cui assenza in questo periodo non ha certo agevolato l’attività dell’assessorato, Saitta ha dato l’impressione di voler accelerare sul fronte della gestione e del controllo della spesa. “E’ indispensabile dare corso proprio a quella parte operativa della legge dello scorso novembre per razionalizzare e mettere a sistema prima di tutto il grande capitolo degli acquisti della sanità pubblica”. Per questo dopo aver condiviso stamane con la Giunta (e nei prossimi giorni lo farà anche con la Commissione consiliare appena sarà insediata) la scelta di individuare una sola azienda capofila all’interno di ognuna delle cinque aree per coordinare  tutti gli acquisti, Saitta si confronterà con la commissione presieduta da Domenico Ravetti. Se l’obiettivo prioritario è quello di “risparmiare” come dice l’inquilino di corso Regina, è altrettanto importante “agire con la massima trasparenza nella grande partita di acquisti ed appalti”. Così, annuncia che la Regione Piemonte “vigilerà direttamente in ognuno dei cinque tavoli sovrazonali di coordinamento per verificare che la programmazione di acquisiti centralizzati avvenga nel rispetto delle regole”. Per dare corso alla nuova organizzazione sarà necessario individuare il capofila nell’ambito delle cinque aree, oltre alla Città della Salute, che sono: asl TO1 – TO3 – TO5 – Mauriziano – San Luigi; TO2 – TO4;  VC – NO – BI – VCO – Ospedale maggiore di Novara; CN1 –CN2 – Ospedale S. Croce di Cuneo;  AL – AT – Ospedale SS Antonio e Biagio Alessandria.

Una partita che Saitta giocherà, non senza doversi confrontare con le solite ambizioni e lotte di campanile (motivo in più per chiudere celermente le partita, come parrebbe intenzionato a fare), ma con accanto una figura tecnica e di esperienza come quella del neodirettore Moirano, che a differenza di Monferino è riconosciuto come interlocutore da dirigenti e manager del settore. “Uno che la Sanità piemontese la conosce come pochi altri” è il commento che ricorre tra gli addetti al lavori e negli stessi corridoi al secondo piano di corso Regina dove ci si chiede se ci sarà un passaggio di consegne, seppure tardivo, tra l’ex Morgagni e il suo successore. Pare che nei giorni scorsi Saitta si sia chiesto più volte il perché dal suo insediamento non abbia ricevuto neppure una telefonata dall’ex vertice operativo dell’assessorato, dimessosi senza attendere neppure la nomina del nuovo assessore. Come aveva, invece fatto il direttore dell’allora assessore Eleonora Artesio: con l’arrivo dell’assessore Caterina Ferrero, Vittorio Demicheli era rimasto al suo posto. Fino all’arrivo di Monferino. Già, proprio lui, il padre delle federazioni sanitarie. (s.r.)

[Fonte: Lospiffero.com]

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