Regione Piemonte – Sanità: Cancellata la riforma Cota!

In Commissione via libera alla legge che cancella le sei Federazioni care a Monferino. Passano gli emendamenti dei democrats per la riorganizzazione del sistema sanitario. Reschigna (Pd): “Ci hanno messo un anno e mezzo ma l’hanno capito”.

Via libera dalla IV Commissione di Palazzo Lascaris al disegno di legge della giunta che cancella le Federazioni sanitarie. Il testo che approderà in una delle prossime sedute del Consiglio Regionale sancisce la definitiva abrogazione delle sei strutture sovra-zonali che, secondo la riorganizzazione impostata dall’allora assessore Paolo Monferino, hanno avocato, per il breve periodo della loro esistenza, neppure un paio di anni, le funzioni interaziendali svolgendo compiti di programmazione della rete ospedaliera e della rete distrettuale del territorio, gestione dei contratti del personale, supporto tecnico-amministrativo (acquisti, logistica, gestione magazzini, reti informative. ecc). Con risultati unanimemente giudicati insufficienti, se non addirittura deleteri per l’intero sistema. Al loro posto nasceranno delle “aree sovra zonali”, il cui numero sarà individuato con una delibera di giunta (le previsioni parlano di 5 o 6), all’interno delle quali verranno indicate delle aziende capofila. Gare e bandi passano in capo a Scr, la società di committenza regionale, mentre le attività informatiche vengono dirottate al Csi.

Tra i vari provvedimenti è stato approvato un emendamento presentato dal Pd, con alcune correzioni condivise all’interno della Commissione, nel quale si stabilisce che non sarà un’unica azienda sanitaria all’interno dell’area vasta a gestire tutte le funzioni dell’area; pertanto, sarà l’Assessorato regionale, di concerto con i direttori generali delle aziende sanitarie, a definire quali funzioni attribuire alle singole aziende sanitarie, che dovranno comunque esercitarle in nome e per conto delle altre. «È un passaggio importante – spiega il capogruppo democratico Aldo Reschigna -, perché altrimenti l’individuazione di un’unica azienda sanitaria all’interno dell’area vasta avrebbe determinato problemi organizzativi enormi». Posizione largamente condivisa da tutte le forze politiche. «La chiusura delle Federazioni è una buona notizia – chiosano i democratici -, dopo un anno e mezzo di soldi buttati al vento per pagare lo stipendio agli amministratori unici, finalmente la Giunta regionale è venuta sulla nostra posizione iniziale: Asl capofila e specializzazione delle Asl per le funzioni».

Sempre in tema di sanità, la consigliera della Federazione della Sinistra, l’ex assessore Eleonora Artesio, denuncia che nel documento di programmazione economico-finanziaria per il triennio 2014-2016 non è previsto alcun fondo per l’avvio della costruzione di nuove strutture sanitarie e in particolare delle due Città della salute di Torino e di Novara. Per queste ultime due, si  fa riferimento a generici finanziamenti statali o formule, come il project financing, che sarebbero allo studio, quindi ben lontani dall’essere individuati. Per il resto della città e del Piemonte, invece, solo adeguamenti strutturali. “Gli stanziamenti per il prossimo triennio, pari a 275 milioni di euro, sono praticamente quelli messi a disposizione a più riprese dalla Giunta Bresso, in particolare con l’accordo di programma firmato con il Ministero della salute nel marzo del 2008, che da solo valeva 260 milioni di euro. Ciò significa che si proseguirà nel completamento di progetti già avviati in precedenza, dal poliambulatorio di Ivrea al presidio di Venaria, ma che non ci sarà alcuna prospettiva per le  tante strutture della Regione che attendono risposte serie per la loro riqualificazione, a partire dalle Molinette ”. In questo quadro, l’unica novità è rappresentata dai 50 milioni di euro recentemente resisi disponibili all’interno del Fondo di sviluppo e coesione, che, tuttavia, serviranno unicamente a tamponare le situazioni di emergenza, quindi ad adeguare gli edifici agli standard di sicurezza.

[Fonte: Lospiffero.com]

Lettera di Andrea Buquicchio, capogruppo Idv, Regione Piemonte (clicca qui)

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

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