Regione Piemonte – Sanità: 118 la riforma peggiorerà le cose!

Nonostante l’ampio fronte contrario alla riorganizzazione del comparto, passa la linea dell’assessore Cavallera (e del superdirigente Bono). Motta (FdI) dissente e il leghista Tiramani minaccia un esposto in Procura per “danni erariali”.

L’emergenza vera è nella maggioranza della Regione Piemonte. Che, nonostante la consistenza del fronte contrario alla riorganizzazione del servizio di emergenza, subisce il diktat dell’assessore Ugo Cavallera, a sua volta prono alle indicazioni di Danilo Bono, superdirigente del settore. Una discussione, quella svolta in Consiglio Regionale – prima in seduta straordinaria e, poi, al termine di lunghe (quanto infruttuose) trattative politiche, con il ritiro della mozione di Massimiliano Motta, sulla quale sembrava si potesse registrare un’ampia convergenza. Il consigliere dei Frateli d’Italia ha manifestato il suo dissenso non partecipando alla votazione. mentre il collega leghista Paolo Tiramani, pur adeguandosi alla disciplina di coalizione, ha minacciato di presentare un esposto in Procura per “danni erariali” che tale riorganizzazione produrrebbe. Per molti, si è trattato del remake di un film già trasmesso nell’aula di via Alfieri, al momento del confronto sulle emodinamiche.

A questo punto, attacca il Pd, i costi aumenteranno anche con la gestione del personale che la Giunta ha in mente: un bando di trasferimento volontario per spostare personale dalle Asl alla centrale operativa di Novara. Il bando avrà due effetti, entrambi negativi: o sceglierà la centrale unica il personale utilizzato nell’emergenza (Dea e Pronto soccorso), e questo impoverirà i Dea, costringendo l’Asl a nuove assunzioni o andrà alla centrale operativa personale non esperto, con evidenti problemi per l’efficienza del servizio, dato che quel personale si forma in anni di esperienza. “Per questo oggi abbiamo chiesto alla Giunta regionale di non varare la delibera sul personale, e di ripensare all’organizzazione del 118, in modo da non farne un corpo separato dal resto della sanità piemontese e non disperdere quel patrimonio di professionalità e capacità che il 118 in Piemonte ha sempre rappresentato”, scrivono in una nota i democratici Aldo Reschigna e Wilmer Ronzani.

L’Assessore Cavallera ancora una volta ha rifiutato quanto richiesto non solo dal Consiglio regionale, ma dalle associazioni dei medici e dai sindacati. Ha imposto alla sua maggioranza di ritirare un Ordine del giorno, che conteneva richieste analoghe a quelle del Pd, così come nella precedente seduta aveva imposto la modifica del testo. Ma questa è solo una vittoria apparente».

«Il progetto attuale rafforza solo l’organizzazione aziendalista del 118; dopo oltre 6 anni di organizzazione dipartimentale, i dati confermano quanto noi medici denunciamo: è un sistema antieconomico» era stata in mattinata la dura presa di posizione della Fimmg, l’organizzazione dei medici di base. I dati prodotti dai medici impiegati nel Servizio di Emergenza Territoriale registrano che i costi globali del sistema (ad oggi circa 120 milioni di euro annui) «sono lievitati di circa il 30 per cento rispetto al modello preesistente alla riforma in senso dipartimentale. Manca – dicono i medici – in parallelo una altrettanta reale evidenza di un incremento di qualità; a tale impegno economico occorre aggiungere i costi dell’elisoccorso».

[Fonte: Lospiffero.com]

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

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