Regione Piemonte – Sanità: Emodinamiche salve Moncalieri ed Orbassano! non devono chiudere anzi potenziate!

Dopo che gli esperti della Società cardiologica hanno suggerito il mantenimento dei laboratori di emodinamica di Moncalieri e di Orbassano e addirittura consigliato il potenziamento del reparto di Rivoli, l’Assessore Cavallera è costretto a smontare un altro pezzo del piano sanitario regionale partorito dalla giunta Cota. Una continua ecatombe che dimostra la completa incompetenza di tutti gli attori del centro destra che si sono succeduti alla guida della Sanità Piemontese.

Salvi i reparti di Moncalieri e Orbassano. L’annuncio dell’assessore alla Sanità durante la commissione di questa mattina. Esultano i consiglieri di ogni schieramento. Decisiva la relazione degli esperti della Società italiana di cardiologia invasiva.

La Regione salva le emodinamiche di Moncalieri e dell’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano. Dopo una battaglia politiche e a carte bollate durata quasi un anno l’assessore alla Sanità Ugo Cavallera è stato costretto a cedere e a rivedere i piani di chiusura. La decisione è stata annunciata questa mattina in commissione. Esultanza bipartisan tra i banchi del Consiglio regionale, dove dal berlusconiano Daniele Cantore al Fratello d’Italia Massimiliano Motta, fino ai democratici Aldo Reschigna, Nino Boeti e Mauro Laus, tutti si erano battuti per evitare la scure di piazza Castello. Decisiva per il dietrofront, la relazione della Società Italiana Cardiologia Invasiva, cui l’assessorato alla Sanità si era rivolto per esprimere una valutazione sul riassetto dei servizi di emodinamica. Un parere tenuto a lungo segreto nel quale gli esperti non solo bocciavano la chiusura dei reparti di Moncalierie di Orbassano, ma addirittura consigliavano di potenziare il servizio di Rivoli. Insomma, una  netta disapprovazione del piano fino a quel momento portato avanti dall’esecutivo di Roberto Cota.

Dall’analisi è emerso che “presso il laboratorio di emodinamica dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri sono state effettuate, durante il 2012, 770 angioplastiche coronariche, 112 di queste sono state angioplastiche primarie eseguite in corso di infarto miocardico acuto. Questi dati segnalano come questo laboratorio si collochi al settimo posto tra i laboratori Piemontesi per volume di interventi di angioplastica coronarica con una percentuale alta di interventi eseguiti in emergenza (15%) in corso di infarto miocardico acuto”. Pertanto, l’attività di questo laboratorio risulta quindi superiore alla media di interventi eseguiti in Regione Piemonte per singolo laboratorio (attività media 487 angioplastiche), “produttività” inoltre superiore al numero minimo di interventi di angioplastica coronarica fissati in Regione Lombardia per singolo laboratorio (250 angioplastiche per anno). La sentenza è netta: “Questi dati segnalano come l’esistenza del laboratorio in oggetto risponda ad una effettiva necessità e difficilmente potrebbe essere vicariato dal potenziamento di laboratori vicini. Si ritiene che sarebbe quindi opportuno continuare a garantire l’attività corrente del laboratorio di Emodinamica di Moncalieri”.

Una doccia fredda, anzi – visto l’argomento – un vero colpo al cuore della riorganizzazione sanitaria della Regione. È quella che emerge dalla relazione della Società Italiana di Cardiologia Invasiva a cui l’assessorato alla Sanità si era rivolta per esprimere una valutazione sul riassetto dei servizi di emodinamica. Un parere tenuto finora accuratamente segreto, giacché suona come una netta sconfessione delle decisioni intraprese dalla giunta Cota. Gli esperti, infatti, non solo bocciano la chiusura dei reparti di Moncalieri e di Orbassano, ma addirittura consigliano di potenziare il servizio di Rivoli. Insomma, una  netta disapprovazione.

I responsabili regionali del GISE – Società Italiana di Cardiologia Invasiva – Giuseppe Musumeci (Lombardia), Bernhard Reimers (Veneto) e Elisabetta Varani (Emilia-Romagna) hanno valutato l’attività dei Centri di Emodinamica Piemontesi sulla base dei dati messi a disposizione dalla Società Italiana di Cardiologia Invasiva (GISE) recentemente pubblicati (Giornale italiano di Cardiologia Invasiva n. 2 Aprile-Giugno 2013) la loro localizzazione geografica, ed altri parametri quali-quantitativi.

Dall’analisi è emerso che “presso il laboratorio di emodinamica dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri sono state effettuate durante il 2012 770 angioplastiche coronariche, 112 di queste sono state angioplastiche primarie eseguite in corso di infarto miocardico acuto. Questi dati segnalano come questo laboratorio si collochi al settimo posto tra i laboratori Piemontesi per volume di interventi di angioplastica coronarica con una percentuale alta di interventi eseguiti in emergenza (15%) in corso di infarto miocardico acuto”. Pertanto, l’attività di questo laboratorio risulta quindi superiore alla media di interventi eseguiti in Regione Piemonte per singolo laboratorio (attività media 487 angioplastiche), “produttività” inoltre superiore al numero minimo di interventi di angioplastica coronarica fissati in Regione Lombardia per singolo laboratorio (250 angioplastiche per anno). La sentenza è netta: “Questi dati segnalano come l’esistenza del laboratorio in oggetto risponda ad una effettiva necessità e difficilmente potrebbe essere vicariato dal potenziamento di laboratori vicini. Si ritiene che sarebbe quindi opportuno continuare a garantire l’attività corrente del laboratorio di Emodinamica di Moncalieri”.

Da salvare anche il reparto del San Luigi Gonzaga di Orbassano, nel quale sono state effettuate durante il 2012 648 angioplastiche coronariche, 76 di queste sono state angioplastiche primarie eseguite in corso di infarto miocardico acuto. “Questi dati segnalano come questo laboratorio si collochi al nono posto tra i laboratori Piemontesi per volume di interventi di angioplastica coronarica con una percentuale alta di interventi eseguiti in emergenza (12%) in corso di infarto miocardico acuto. L’attività di questo laboratorio risulta quindi superiore alla media di interventi eseguiti in Regione Piemonte per singolo laboratorio (attività media 487 angioplastiche)” e superiore al numero minimo di interventi di angioplastica coronarica fissati in Regione Lombardia per singolo laboratorio (250 angioplastiche per anno). Pure in questo caso, rilevano come “l’esistenza del laboratorio in oggetto risponda ad una effettiva necessità e difficilmente potrebbe essere vicariato dal potenziamento di laboratori vicini visto anche che presso l’Ospedale degli infermi di Rivoli vengono già effettuate 937 angioplastiche coronariche, 219 delle quali angioplastiche primarie eseguite in corso di infarto miocardico acuto”. Anzi, si “ritiene che sarebbe quindi opportuno continuare a garantire l’attività corrente del laboratorio di Emodinamica di Orbassano suggerendo anche il potenziamento di quello di Rivoli favorendo l’apertura di una seconda sala di emodinamica presso quest’ultimo”.

[Fonte: Lospiffero.com]

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