Regione Piemonte – Maggioranza allo sbando. Bilancio a rischio?

Nel centrodestra è caos sull’approvazione della legge finanziaria. La Lega Nord vuole garanzie sulla legittimità dei provvedimenti sottoposti al voto del Consiglio. Scontro anche sulla decadenza di Giovine. Pd sulle barricate. Pichetto: “Ce la faremo”.

In gioco c’è l’approvazione stessa della legge di bilancio. Ancora una volta il Consiglio regionale del Piemonte diventa il teatro delle schermaglie di una maggioranza sempre più lacerata, in cui i sospetti reciproci si mescolano ai rischi di illegittimità di ogni atto da approvare, dopo che la sentenza del Tar ha annullato le elezioni del 2010, facendo automaticamente decadere quegli stessi consiglieri che entro il 31 gennaio dovrebbero votare la finanziaria della Regione.

Dunque che fare? La tensione è palpabile e gli alterchi (tutti all’interno della stessa coalizione verdeazzurra) ne sono la testimonianza più lampante: un esempio su tutti le parole al veleno che il capogruppo della Lega Nord Mario Carossa avrebbe recapitato al presidente di Palazzo Lascaris Valerio Cattaneo nella riunione di capigruppo in cui si dovevano decidere le modalità di approvazione del dispositivo: «Spera che il Consiglio di Stato ci mandi tutti a casa perché sennò per te sarebbe un anno molto lungo». Cambia l’argomento, ma i toni restano gli stessi, quando l’aula si trova a calendarizzare la decadenza di Michele Giovine – al momento solo sospeso dal suo incarico dopo la sentenza che lo ha condannato a due anni e otto mesi di carcere per firme false -: protagonista ancora una volta il leghista Carossa, che questa volta va in rotta di collisione con il capogruppo di Fratelli d’Italia Franco Maria Botta, il quale ha minacciato di far saltare il numero legale se si procede nella direzione della decadenza. Così la riunione della Giunta per le elezioni è stata procrastinata da mercoledì a venerdì. E dire che si tratta di un atto dovuto, per il quale anzi si è atteso fin troppo, visto che la sentenza della Cassazione è arrivata alla fine dello scorso anno.

Il Pd attacca e dopo che Roberto Placido ha dato dell’abusivo a Roberto Cota (con tanto di cartello a favore di flash) parla di «maggioranza allo sbando», priva di una regia vista la «sparizione del presidente della Giunta» che «sta portando la Regione Piemonte sempre più vicino al baratro». E ancora: «Che il centrodestra stia allontanando da solo e consapevolmente l’approvazione del bilancio è evidente se si considerano i rinvii, le liti e gli scontri interni che stanno caratterizzando la discussione. Lo  dimostra anche la scelta del relatore di maggioranza della finanziaria (si tratta del capogruppo di FdI Botta ndr) di rinunciare alla sua funzione. Non vogliono neanche assumersi la responsabilità di sancire la decadenza di Giovine. E’ così forte il suo potere ricattatorio nei confronti della maggioranza e della Giunta?».

Sulla finanziaria tutto gira attorno a quale tipo di legge si dovrà approvare. Nei giorni scorsi il presidente della commissione Angelo Burzi aveva proposto alla giunta di presentare un bilancio cosiddetto «tecnico», ovvero spogliato di tutte quelle spese discrezionali che potrebbero disattendere i criteri di «urgenza e indifferibilità»  cui hanno chiesto di attenersi gli uffici di via Alfieri in seguito alla sentenza del Tar. Anche perché nei giorni scorsi sul documento licenziato dalla giunta gli stessi revisori dei conti della Regione si erano pronunciati negativamente  perché con l’iscrizione di 435 milioni di euro tra mutui e prestiti supera il tetto consentito dalla legge, fissato ad un massimo del 20% sulle cosiddette “entrate libere” (ovvero quelle legate alle entrate tributarie con l’esclusione delle risorse destinate al servizio sanitario). L’assessore Gilberto Pichetto assicura che quell’ostacolo è stato superato e ora chiede ai consiglieri un atto di fiducia oltre che di «responsabilità», escludendo la possibilità, come richiesto ancora da alcuni esponenti di maggioranza, di un ulteriore parere dei revisori («non danno pareri, fanno un altro mestiere»). E lo stesso Pichetto poi gettare acqua sul fuoco: «Entro il 31 dicembre l’aula voterà, lo ha confermato in queste ore lo stesso Carossa. Le schermaglie fanno parte del contesto e dell’esigenza di chiudere questa partita in tempi brevi. Quello che posso dire è che rispetto ai rilievi emersi dalla relazione dei revisori dei conti sono state apportate delle modifiche e ora è necessario chiudere». Il Pd, intanto, ha convocato una conferenza stampa per domani in cui spiegherà perché, a suo parere, “i conti non tornano”. Per  Wilmer Ronzani (Pd), secondo relatore di minoranza, «la finanziaria è il segno del fallimento della politica dell’attuale maggioranza». Fra i punti critici ha ricordato le federazioni sanitarie «la cui cancellazione e il reintegro nelle Asl del personale sancisce l’inutilità di tali enti» e gli stanziamenti per la lotta alle ludopatie, in quanto non giudicata materia a carattere indifferibile e urgente.

Ecco la relazione completa dei Revisori dei Conti della Regione Piemonte

[Fonte: Lospiffero.com]

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