Regione Piemonte – Il TAR annulla l’ennesimo provvedimento della giunta Cota. Continua la debacle di questa amministrazione!

Terza bocciatura consecutiva dei giudici amministrativi al governatore. La Regione non ha girato 6 milioni di fondi vincolati alle comunità montane per il servizio idrico integrato. Riba: “Basta interventi a pioggia per colmare questo o quell’interesse localista”.

Guai a parlar di Tar a Roberto Cota. Non bastava la sentenza con cui i giudici amministrativi hanno annullato le elezioni del 2010, non bastava la sospensiva ai tagli ai Trasporti varati dalla sua giunta, ora l’ennesima tegola su un’azione amministrativa che evidentemente si è mossa forse con troppa disinvoltura nell’utilizzo dei fondi a disposizione, certo nel tentativo di far quadrare i precari bilanci dell’ente. La Regione Piemonte, attraverso le Ato, dovrà assegnare alle Comunità montane sei milioni di euro per la manutenzione ordinaria del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico.

A stabilirlo è la sentenza che ha sospeso la delibera della Giunta 52-6255 del 2 agosto 2013 dopo il ricorso presentato dalla Comunità montana Alpi del Mare, rappresentata e difesa dall’avvocato Michele Parola. «La motivazione è chiarissima – spiega Ugo Boccacci, presidente della Comunità montana -. Il Tar conferma il nostro presupposto cioè che sei milioni di euro, provenienti dalla quota di tariffa del servizio idrico integrato, non possono essere distratti illegittimamente e non destinati alle Comunità montane». Questo perché «tutti i 22 enti sovraccomunali realizzano i Piani di manutenzione ordinaria, d’intesa con la Regione. Si tratta di opere che vanno oltre i confini amministrativi dei singoli Comuni, in quanto eseguiti per le difese spondali di fiumi e torrenti, per la protezione delle fondi idriche, per la gestione dei versanti e la prevenzione dei movimenti franosi. È inammissibile, secondo il Tar, un atto senza accordi politici, senza intese con gli enti locali. La Regione non sapeva come pagare interventi promessi, così ha fatto leva sulla cassa disponibile. Una pratica che andrebbe sempre evitata, a maggior ragione quando tocca soldi previsti per proteggere e salvaguardare un territorio fragile». Secondo Boccacci, «ora la Regione Piemonte deve fare marcia indietro, soprattutto nel riconoscere una volta per tutte il ruolo insostituibile degli enti sovraccomunali, gli unici in grado di prevedere interventi per lo sviluppo locale e per la prevenzione del dissesto».

«La sentenza del Tar – aggiunge Lido Riba,presidente Uncem Piemonte – spazza via una cultura municipalista e individualista. I fondi Ato vanno usati per i Piani di manutenzione ordinaria e per nient’altro. Il Tar è chiarissimo: nessuna distrazione, nessun intervento a pioggia per colmare questo o quell’interesse localista». Dei 6 milioni di euro previsti, 1,5 milioni andrà alle Comunità montane del Torinese, 2,2 a quelle di Cuneo, 1,3 a quelle alessandrine, 307mila euro alle biellesi e Valsesia, 540 alle Comunità del VCO. Solo questi ultimi erano già stati ripartiti alle Comunità montane dall’Ato 1 VCO-Pianura Novarese, dopo un ricorso analogo a quello delle Alpi del Mare presentato dalla Comunità Montana Valli dell’Ossola.

[Fonte: Lospiffero.com]

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