Regione Piemonte – I revisori bocciano il bilancio. Cota al capolinea?

Il Collegio dei tre professionisti esprime parere negativo sul documento contabile di previsione 2014: superato il tetto consentito all’indebitamento. Per l’anno in corso la giunta ricorre a mutui per 435 milioni. Rilievi anche su tempi e mancanza di dati.

Il Bilancio della Regione Piemonte non passa l’esame dei revisori dei conti: la giunta Cota sfora il tetto massimo dell’indebitamento consentito. Secondo i tre professionisti che compongono il Collegio, organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione, che opera, per la prima volta da quest’anno, in raccordo con la sezione regionale di controllo della Corte dei conti, il “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2014, bilancio pluriennale per gli anni 2014-2016” con l’iscrizione di 435 milioni di euro tra mutui e prestiti supera il tetto consentito dalla legge, fissato ad un massimo del 20% sulle cosiddette “entrate libere” (ovvero quelle legate alle entrate tributarie con l’esclusione delle risorse destinate al servizio sanitario). Nello specifico si tratta di 1,58 miliardi, il risultato della sottrazione tra le entrate complessive (circa 9,3 miliardi) e la quota riservata alla Sanità (7,7 mld).

«L’indebitamento regionale è soggetto ai vincoli posti dalla Costituzione, dalle leggi statali e dalle leggi regionali al fine di garantire la corretta gestione delle risorse pubbliche – ricordano nella loro relazione Alberto Tudisco (presidente), Vito Di Maria e Enrico Severini -. Dal progetto di bilancio predisposto emerge che la rata annuale destinata ad ammortamento dei mutui è ben superiore al limite del 20% imposto dalla legge. Risulta pertanto illegittima e comunque in contrasto con fonti normative di rango superiore, la proposta di autorizzare la Giunta regionale, contenuta nell’art. 3 del D.D.L. “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per gli anni 2014 – 2016”, a contrarre nuovi mutui ovvero ad emettere nuovi prestiti obbligazionari per il 2014, in violazione anche del disposto dell’art. 10, comma 3, dell’Ordinamento contabile (L. R. 7/2001)».

Il Collegio, «nel rilevare nuovamente la mancata osservanza delle norme poste dalla Legge per il ricorso all’indebitamento regionale, richiama, infine, l’attenzione sull’entità dell’indebitamento complessivo dell’Ente stesso, indebitamento ben rappresentato nella deliberazione n. 20/SEZAUT/2013/FRG “RELAZIONE SULLA GESTIONE FINANZIARIA DELLE REGIONI ESERCIZI 2011 – 2012”, rivolgendo un invito all’amministrazione affinché adotti, senza indugio, tutte le opportune iniziative finalizzate alla riduzione dell’indebitamento in modo da garantirne la sostenibilità e salvaguardare gli equilibri presenti e futuri del bilancio».

Ma non è l’unico rilievo contenuto nel corpo documento, 70 pagine, consegnato stamane ai consiglieri regionali impegnati nella Prima Commissione di Palazzo Lascaris al tour de force in vista della scadenza dell’esercizio provvisorio (entro il 31 gennaio), richiama l’esecutivo per i ritardi accumulati nei tempi e per la documentazione non sempre esauriente fornita. «Il Collegio dei Revisori, pur dando atto che la Giunta regionale ha approvato, in data 7 ottobre 2013, il testo del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2014/2016 (…) costata che i termini per la presentazione del bilancio annuale e pluriennale non rispettano i termini previsti nell’art. 65 dello statuto della Regione (L. R. 4 marzo 2005, n. 1). Il Collegio dei Revisori, costatato che risultano ancora iscritti residui attivi molto remoti, rileva che nel bilancio non è stata accantonata alcuna somma a titolo di fondo svalutazione crediti». Particolarmente puntuali  sono inoltre le critiche sulle spese fuori controllo sostenute dalle società partecipate e la mancata trasparenza riscontrata in numerosi atti contabili.

Per tutta questa serie di motivazioni, «In relazione alle motivazioni specificate nel presente parere, con particolare riguardo alla proposta di autorizzare la Giunta Regionale, contenuta nell’art. 3 del D.D.L., di ricorrere ad ulteriore indebitamento, richiamato l’articolo 40 quater della Legge Regionale n. 7/2011, l’organo di revisione esprime parere non favorevole sulla proposta D.D.L. “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2014, bilancio pluriennale per gli anni 2014 – 2016».

Per l’assessore al Bilancio Gilberto Pichetto Fratin la bocciatura dei revisori dei conti riguarda solo un’artificio tecnico: “Quando abbiamo predisposto il bilancio – spiega – abbiamo previsto in entrata un mutuo di 135 milioni, in attesa di conoscere l’importo esatto del decreto paga-debiti”. Un escamotage contabile, insomma, per “evitare una variazione di bilancio”.

Ecco la relazione completa dei Revisori dei Conti della Regione Piemonte

[Fonte: Lospiffero.com]

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