Provincia di Torino – Inceneritore del Gerbido, se la salute va in fumo!!!

Gli abitanti della zona del Gerbido iniziano l’anno nuovo con i vecchi problemi: odori nauseabondi provenienti dall’impianto rendono irrespirabile l’aria, specie la sera. Per Trm è solo vapore acqueo, ma la popolazione non si fida.

Anno nuovo, vecchi problemi. Per gli abitanti della zona del Gerbido il 2014 è iniziato avvolto nei fumi provenienti dal camino dell’inceneritore. Nuvole grigiastre che rendono l’aria pesante irrespirabile, accompagnata da odori nauseabondi “di plastica bruciata o di ammoniaca”, al punto da non consentire di aprire le finestre. Situazione che si ripete, a quanto pare, frequentemente, in specie alla sera. È avvenuta subito dopo Natale, si è riprodotta il 2 gennaio e ancora l’altro giorno, 4 gennaio: tutto documentato con riprese video e fotografie. Racconta Daniela Allotta, battagliera residente di Beinasco, comune della cintura sud di Torino, che ha scritto una lunga lettera alle autorità di controllo e alle istituzioni amministrative e politiche: «Sabato 28 dicembre si sollevava una quantità incredibile di fumo, ho potuto notare che il grosso del fumo era prodotto dal camino dell’inceneritore ed andava a creare una nuvola gigantesca sopra il sito. Dalla parte bassa dell’inceneritore usciva del vapore acqueo, ma in quantità minori. La nuvola prodotta dai fumi non andava a diminuire e l’aria risultava particolarmente pesante ed irrespirabile. Al punto da provocarmi irritazioni,  bruciori alla gola, abbassamento di voce e fastidio a respirare. Ho quindi chiamato alle ore 23,12 il 118, che mi ha messo in contatto con una addetta Arpa, alla quale ho fatto le mie rimostranze».

Stessa situazione e stessa scena si è ripetuta giovedì 2 gennaio 2014. «I fumi  e l’aria irrespirabile erano tali che l’Arpa, allarmata dalle numerose telefonate, ha effettuato sopralluoghi a Beinasco. Purtroppo questa situazione si ripete tutte le sere. Ai fastidi respiratori, alla tosse allergica, al catarro, si aggiunge il male alla testa che non ti lascia mai e che arriva puntuale tutte le sere. Di giorno l’impianto fuma, ma in modo più discreto, anche se a volte il fumo esce copioso con un colore grigio, che spesso tende al grigio scuro. Così ristagna per ore e crea immensi ammassi nuvolosi nel cielo, che si mescolano alle nuvole naturali».

Se a ciò si aggiunge la lunga catena di guasti, intoppi e interruzioni – almeno 9 – da quando l’impianto è entrato in funzione (l’ultimo è avvenuto il 23 dicembre), è più che comprensibile la preoccupazione delle popolazioni. «Nonostante le segnalazioni nessuno prende in considerazione il problema – denuncia Allotta -, né  gli amministratori né i mezzi di informazione. Per noi che viviamo a Beinasco la vita è diventata un incubo. È impossibile aprire le finestre per le puzze (spesso sentiamo odori di plastica bruciata o di ammoniaca) e l’aria schifosa. Ora dobbiamo assistere a questi spettacoli orribili, l’intera zona avvolta da fumi grigiastri, fumi che si mescolano al vapore acqueo e scendono sulle case, avvolgendo le abitazioni, la tangenziale… Sembra di vedere l’Ilva, tanto è osceno questo scenario».

Sulla vicenda interviene anche la sezione torinese dell’Isde, associazione dei medici per l’ambiente, che di fronte agli allarmi lanciati dai cittadini conferma la «preoccupazione sottolineando come l’incenerimento dei rifiuti non sia la scelta corretta di gestione del materiale di scarto». Nella nota, firmata dalla dottoressa Luisa Memore, si evidenzia come «l’ennesimo stop delle 3 linee avvenuto il 23 dicembre, giorno in cui le emissioni registrate di Polveri totali, carbonio totale ed ammoniaca – solo per citare alcuni parametri monitorati dalla stessa TRM – sono andate ben oltre i limiti consentiti dalla legge».

Altri informazioni correlate nella sezione Ambiente.

[Fonte: Lospiffero.com]

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