Regione Piemonte – Sanità: la rivolta dei camici bianchi!!!

I medici della Città della Salute di Torino sono in agitazione. Sotto accusa le politiche del governo regionale: tagli agli organici e straordinari non retribuiti. I sindacati: “Vogliono distruggere il sistema sanitario pubblico”. Cota: “Colpa dello Stato”.

“Tagli a organici e carriere, mancate assunzioni, ore di lavoro non pagate, attacchi alla libera professione, mancanza di coperture per il rischio professionale e aumento delle cause di risarcimento”. Il cahiers de doléances è come al solito ricchissimo e queste sono solo le principali ragioni della protesta dei medici della Città della Salute, che confluirà in un’assemblea indetta dalle organizzazioni sindacali Anaao, Cimo, Fassid e Aaroi domani mattina (ore 10,30) nell’aula magna del Cto. Un attacco che giunge proprio mentre la più importante azienda sanitaria torinese vive una fase di passaggio, tra l’addio del direttore generale Angelo Del Favero, destinato al vertice dell’Istituto Superiore di Sanità, e chi dovrà rilevarne il testimone (si parla di Maurizio Dall’Acqua, attualmente dg dell’Asl To2, ma anche di altri direttori come Giorgio Rabino, Maurizio Dore, Gian Paolo Zanetta e Mario Pasino).

«L’attuale governo regionale piemontese, delegittimato dal comportamento disgustoso dei suoi componenti, e ispirato unicamente dalla sua innata incompetenza, procede imperterrito nell’opera di distruzione del Servizio Sanitario – si legge in una virulenta nota dell’Anaao -. La costituzione della cosiddetta Città della Salute, con l’accorpamento di Molinette, Cto, Sant’Anna e Regina Margherita, ne è l’esempio: dopo due anni di “riorganizzazione”, questa non ha portato nulla, se non maggiori disagi a cittadinanza e operatori sanitari».

Il teorema dei rappresentanti di medici, dirigenti e anestesisti è la volontà della Regione Piemonte di «distruggere» il sistema sanitario pubblico, «rendendo impossibile la vita dei medici». Alcuni esempi? «L’ospedale funziona grazie alla montagna di ore di straordinari non retribuiti e non riconosciuti che fanno quotidianamente i suoi dipendenti – afferma Maurizio Dagna, referente Anaao del Cto -. Il contratto è bloccato da tre anni e lo sarà ancora per uno o due. Per non parlare dell’esplosione delle cause di risarcimento di cui ora devono rispondere in prima persona medici e infermieri». Quest’ultimo punto è una ferita aperta: da quando le Molinette, come altre Asl e Aso, hanno deciso di non sottoscrivere più polizze assicurative per le cause risarcitorie, a rimetterci è stato il personale medico e infermieristico. Le aziende sanitarie, infatti, avrebbero valutato più conveniente l’istituzione di un fondo ad hoc per la gestione delle cause, salvo poi rivalersi sul personale in caso di sconfitta.

Intanto da Roma il governatore Roberto Cota, impegnato nei lavori della Conferenza delle Regioni per il riparto del Fondo nazionale da 109,9 miliardi ha manifestato soddisfazione per l’applicazione dei costi standard: «A noi i costi standard vanno benissimo, siamo per l’immediata introduzione, anche in questo caso si riafferma la virtuosità del Piemonte, l’applicazione, infatti, ci premia. Il problema è lo Stato che ha ridotto la quota complessiva dei fondi per la sanità e adesso per far funzionare il sistema sanitario nazionale dobbiamo decidere come gestire il cosiddetto fondino».

[Fonte: Lospiffero.com]

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