Tasse sulla casa: il gioco delle tre carte!!!!!!

tasse640Tares, Trise, Tasi, Iuc ogni giorno il governo cambia nome alla tassa sulle prime case…..

Abolita l’IMU si cercano nuove entrate per sopperire al mancato incasso dell’Imposta Municipale Unica sostituendola con un altra imposta che anzichè far pagare meno aumenterà il balzello…..

Letta ti prego fammi pagare l’IMU e basta!

Il gioco delle tre carte imposto dal PDL al governo delle larghe intese….. pur di tenerli al governo è stata soppressa l’IMU consapevoli che si sarebbe dovuti inteveniore diversamente per mantenere inalterate le entrate fiscali…..

Quello che mi fa più arrabbiare e che tutti se ne sono accorti c he l’abolizione dell’IMU è una fesseria e nessuno ha il coraggio di dire lasciamo tutto così e non prendiamo in giro gli italiani. Non ci sono risorse per abolire questa tassa quindi la manteniamo così inalterata. Invece no si preferisce “fottere” i cittadini illudendole di ridur loro la pressione fiscale ma in realtà con una mano si da e con l’altra si toglie….. Riducendo il reddito disponibile non si comprende come questo governo intenda rilanciare i consumi e di conseguenza l’economia….. se non consumo non c’è produzione e quindi le aziende chiudono riducendio ulteriormente il reddito….. ma evidentemente è un ragionamento troppo complesso per i nostri governanti…..

Tolta l’IMU introdotta la TARES (TARSU più il balzello dello 0.3% per i servizi indivisibili), adesso si introduce la IUC, Imposta Unica Comunale che avrà due componenti, una per i servizi indivisibili e l’altra per i rifiuti. Su quest’ultima non cambia nulla ma per la componente servizi, la contestata Tasi, tornano le detrazioni che, come hanno assicurato gli stessi relatori della manovra, avranno gli stessi effetti delle vecchie detrazioni Imu. Questo però non vuol dire che si torna alla detrazione base di 200 euro più 50 per ciascun figlio a carico. Per quello ci sarebbe voluto un bel pacco di miliardi mentre l’accordo raggiunto ieri in commissione Bilancio dopo una trattativa estenuante sul piatto si limita a mettere 500 milioni.

Nelle dichiarazioni ufficiali ieri gli esponenti di maggioranza hanno parlato di un miliardo e mezzo ma di questa somma un miliardo c’era già nella versione originaria della legge di stabilità e serve a compensare i comuni del minor gettito della Tasi rispetto all’Imu. Se infatti la vecchia tassa valeva in media sulle prime case 225 euro la Tasi con l’aliquota minima dell’uno per mille si sarebbe pagata in media 79 euro, che diventavano 198 con l’aliquota spinta al massimo del 2,5 per mille. Quindi sul piatto restano 500 milioni che finiranno in un fondo riservato ai comuni, ma vincolato alla introduzione delle detrazioni sulla prima casa. Un modo per sanare una distorsione della Tasi, che pur riducendo in media l’importo da pagare per i contribuenti, non prevedendo più ne’ detrazioni di base, ne’ sconti per i figli a carico, finiva per far pagare di più i proprietari di abitazioni modeste, che con redditi catastali basse prima pagavano poco o non pagavano affatto.

Cosa potranno fare i sindaci col mezzo miliardo aggiunto sul piatto dalla legge di stabilità lo spiegano i calcoli fatti per noi dalla Uil Servizio politiche territoriali. I 500 milioni si tradurranno mediamente in non più di 25 euro di detrazione secca a famiglia. Sufficienti ad esentare dalla Iuc circa il 10% delle prime case, che equivalgono a un milione e 800mila abitazioni. Più o meno le stesse che nel 2012 non pagavano l’Imu. Gli altri si dovranno accontentare di uno sconticino, che allarga a vantaggio della Iuc la forbice con la vecchia Imu, ma che è ben lontano dalla promessa di esentare buona parte dei proprietari di prime case fatta da più di un esponente politico. E non solo del centro destra.

L’emendamento, è bene chiarirlo subito, si limita a stanziare le risorse ai comuni, senza fissare a 25 euro la detrazione, che è quanto in media i sindaci potranno abbonare ai proprietari di prima casa. Ma c’è chi potrà decidere di concentrare lo sgravio solo sulle famiglie numerose, magari fissando detrazioni di 50 euro per ciascun figlio a carico.

Oppure qualcun altro deciderà di avvantaggiare chi abita in abitazioni più modeste, introducendo ad esempio una detrazione di 100 euro per chi ha possiede un immobile con rendita catastale bassa. In media però, calcola sempre la Uil, l’importo della nuova Iuc scenderà a 54 euro rispetto ai 79 della Tasi se l’aliquota resterà al minino (ossia all’uno per mille) e si ridurrà comunque a 173 euro, contro i 198 della Tasi nel caso, che si preannuncia assai più frequente, i comuni decidano di innalzare l’aliquota al livello massimo del 2,5 per mille.

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