FIAT – Landini (FIOM): Mar”p”ionne bluffa su Mirafiori!

“Ma quale uscita dal tunnel, stanno spegnendo lo stabilimento torinese”. Unica voce fuori dal coro osannante è l’organizzazione guidata da Landini, che sferra un duro attacco alla Fiat. Annuncio per prorogare la cassa integrazione e prendere tempo

“Non siamo all’uscita dal tunnel, ma stiamo assistendo al tentativo di spegnere progressivamente Mirafiori”. Unica voce stonata che dissente dal coro osannante sull’annunciato investimento Fiat a Mirafiori è quella di Maurizio Landini. Il leader dei metalmeccanici della Cgil è piuttosto scettico sulla reale portata della promessa fatta ieri da Sergio Marchionne: «Io non conosco altri stabilimenti che stanno in piedi solo con un Suv. Quindi a spanne si vede, con ottimismo, che almeno metà degli operai di Mirafiori non rientrerà a lavoro».

Uno scetticismo più che giustificato, visti anche i tempi, perlomeno “sospetti”, dell’anuncio, alla vigilia della scadenza della cassa integrazione. E quindi il nuovo proclama “capita a proposito” per evitare la messa in mobilità dei lavoratori e prendere un altro anno abbondante di tempo. L’obiettivo del Lingotto, stando alle dichiarazioni, è quello di realizzare a Mirafiori un polo del lusso in sinergia con l’impianto di Grugliasco, dove vengono prodotte la Maserati Quattroporte e la Maserati Ghibli. Un evidente spostamento di quote di produzione da un polo produttivo all’altro. La Fiom è molto scettica, anche perché di cifre se ne sono viste poche. “Pur giudicando positivamente la decisione della direzione aziendale di investire per la produzione di un modello a Mirafiori – si legge nel comunicato Fiom – rimane il fatto che tale scelta arriva con tre anni di ritardo. Un ritardo che i lavoratori hanno pagato con decine di migliaia di ore di cassa integrazione – prosegue -. Dalle dichiarazioni stampa delle organizzazioni sindacali firmatarie, anche se nel comunicato congiunto non se ne trova traccia, sullo stabilimento di Mirafiori si passa da due modelli, annunciati nel 2010 dall’Azienda, ad un solo modello per la cui realizzazione ci sarebbe bisogno di ulteriore cassa integrazione per lavoratrici e lavoratori, senza alcuna certezza sul futuro”.

Il segretario Fiom, oggi a Torino per l’attivo dei quadri nell’ambito di Fiumana, la festa organizzata ai Giardini Ginzburg, ricostruite le tappe: «A novembre 2010 Marchionne venne all’Unione Industriale di Torino e dichiarò che per dare da lavorare a tutti a Mirafiori servivano 250-280 mila auto. Allora diceva che non poteva perdere mesi a discutere. Ma in tre anni non ha fatto nulla nello stabilimento torinese e oggi dice che si farà solo un Suv. Se poi si guarda alla storia recente, ci sono stati altri annunci per Mirafiori a cui poi non è stato mai dato corso». Se il Lingotto ieri non avesse presentato un progetto ad hoc – puntualizza Landini – «non aveva diritto ad altra cassa integrazione», rincarando la dose, prima dell’affondo: «Non siamo all’uscita dal tunnel, ma davanti al tentativo si spegnere progressivamente Mirafiori». Alla faccia delle tante espressioni di ottimismo.

Il leader della Fiom, inoltre, è scettico a proposito della disponibilitàdi Fiat di far rientrare nelle fabbriche i delegati del sindacato da lui guidato. «La Fiat invita la Fiom a nominare le Rsa, ma succederà come a Melfi con il reintegro degli operai, che sono a libro paga della Fiat, ma non possono lavorare».  Secondo Landini, la Fiat dirà alla Fiom: “Tu nomina pure le Rsa, ma non ti chiamo al tavolo delle trattative”.

Insieme all’annuncio del nuovo investimento su Mirafiori, secondo la Fiom, ieri la Fiat ha sottoscritto un patto con i sindacati firmatari del contratto di primo livello e con Cisl, Uil e Ugl per blindare il contratto, dopo il rientro della Fiom in fabbrica. «Trovo singolare che la Fiat che dice di avere il consenso dei lavoratori in fabbrica debba fare un accordo per difendere un altro accordo». «Ieri Cisl, Uil e Ugl, oltre ai sindacati di categoria hanno firmato un accordo in cui si dice che le organizzazioni sindacali si impegnano a sostenere la validità, anche in sede giudiziaria, del contratto specifico di primo livello». Un fatto che secondo Landini «va anche contro la sentenza della Consulta, che dice che un accordo ad escludendum è anticostituzionale». I confederali non andrebbero solo contro la sentenza della Corte, «ma santificano anche il superamento del contratto nazionale. Hanno accettato il ricatto della Fiat per tenerci fuori». Con tale atto,  «siamo in presenza di un atteggiamento che la Fiat ha già usato a Melfi, dove si pagano i lavoratori purché non entrino in fabbrica. Quindi ci riconoscono, purché non ci sediamo alle trattative». La Fiom, ha annunciato Landini, sul tema farà una riunione con la segreteria Cgil.

[Fonte: Lospiffero.com]

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