Regione Piemonte – Sanità: ancora aule di tribunale per la sanità pubblica!

La Regione Piemonte sembra amare le aule dei tribunali, nonostante la sospensiva del TAR pronunciata pochi giorni fa in relazione alla chiusura dell’emodinamica del San Luigi di Orbassano, continua a fare orecchie da mercante e l’associazione dei medici dirigenti del Piemonte si rivolge alla magistratura contabile per bloccare la chiusura di questa struttura.

La battaglia politica sulla Sanità Regionale si è ormai spostata nelle aule di tribunale. Lì, tra un ricorso e l’altro, si sta smontando la riforma targata Paolo Monferino della giunta Cota, varata per rimettere in sesto i sanguinolenti bilanci di piazza Castello. E’ ancora l’Anaao Assomed – associazione dei medici dirigenti – a rivolgersi ai giudici, questa volta alla magistratura contabile. Il 21 giugno scorso ha presentato un esposto alla Corte dei conti per bloccare la chiusura del laboratorio di emodinamica dell’ospedale San Luigi. Una scelta che secondo i medici piemontesi “graverà sul Servizio sanitario regionale per 10 milioni di euro circa. Una cifra che andrebbe a incidere su un bilancio già martoriato dai debiti”.

Insomma si profila un nuovo capitolo della querelle politico-legale tra le associazioni di categoria della Sanità piemontese e la Regione. L’ultima era terminata con l’ordinanza del Tar, che aveva sospeso la chiusura dei laboratori di Orbassano e Moncalieri, decisa con delibera regionale lo scorso 28 dicembre.  Ora l’associazione dei medici dirigenti interpella anche la magistratura contabile. L’obiettivo è dimostrare come la chiusura di tali laboratori rappresenti, oltre che una privazione per i cittadini, anche un danno economico al servizio pubblico. «Chi ha deciso di investire risorse per chiudere servizi, dovrà prepararsi a rimetterci di tasca propria – afferma il segretario regionale di Anaao Assomed Gabriele Gallone -. Dopo l’ordinanza del Tar, l’esposto alla magistratura contabile assume un valore ancora più importante. I responsabili della Sanità piemontese, a tutti i livelli, sono avvertiti: faremo il possibile per difendere il Servizio sanitario e per contrastare sprechi e cattive gestioni del denaro pubblico».

L’assessore Cavallera “smentisce” Pichetto Fratin sulle emodinamiche e ammette: “Non abbiamo ancora una linea condivisa”. In due giorni due posizioni opposte. Frizioni anche sul destino delle Federazioni sovrazonali. Opposizioni sulle barricate.

Resta incandescente il dibattito sulla sanità in Consiglio regionale. In un’aula che ha più l’aspetto di un sanatorio che di un’assemblea legislativa – tra cerotti, stampelle e tutori (esibiti da Placido, Lupi, Botta e Costa) – sono gli effetti della riforma sanitaria a scatenare gli animi dei consiglieri di via Alfieri. Soprattutto dopo che il Tar ha accolto i ricorsi contro la chiusura delle emodinamiche del San Luigi di Orbassano e del Santa Croce di Moncalieri. Durante il dibattito in aula è lo stesso assessore alla Sanità Ugo Cavallera che ammette: «Non è possibile riferire in aula sulle emodinamiche perché non c’è un orientamento consolidato in giunta». Insomma, l’esecutivo non sa ancora cosa fare. E questo, nonostante a stretto giro dal pronunciamento dei giudici amministrativi fosse arrivato perentorio l’annuncio del vice presidente Gilberto Pichetto Fratin, pronto a una impugnativa al Consiglio di Stato.

Contraddizioni che hanno fatto scatenare i consiglieri d’opposizione: «A Cavallera non interessa discutere della rete ospedaliera con i consiglieri regionali, nonostante i numerosi impegni presi in tal senso, preferisce affidarsi alla magistratura o ai tecnici» attacca il capogruppo del Pd Aldo Reschigna, mentre il suo collega Mauro Laus spiega: «Abbiamo ascoltato un assessore prima riluttante e poi cerchiobottista, costretto, suo malgrado, a giustificare la fuga in avanti del collega Pichetto, che anche una fetta della maggioranza ha giudicato irriguardosa nei confronti del Consiglio». Posizioni divergenti all’interno della maggioranza, che da tempo bloccano l’azione dell’amministrazione, sulle emodinamiche come sulle federazioni, altro tema sul quale ieri il presidente del gruppo di Progett’Azione Angelo Burzi si era dichiarato contrario alla soppressione annunciata dai vertici dell’esecutivo: si tra di «organismi di fatto bocciati dal Tavolo Massicci – prosegue Laus -. Mentre in commissione l’assessore parla di abolizione, illustri esponenti della sua maggioranza ne chiedono il mantenimento: oggi Cavallera per ben due volte sull’argomento ha taciuto, segno che non è nelle condizioni di difendere apertamente il suo orientamento». Toni accesi anche dai banchi della maggioranza: «Nel giro di due giorni due assessori hanno detto due cose completamente diverse» è la chiosa del consigliere pidiellino Daniele Cantore. Ha proposto lo scioglimento della Commissione, di cui pure è presidente, la pidiellina Carla Spagnuolo: «Che ci stiamo a fare se tanto la giunta non dialoga con noi?».

[Fonte: Lospiffero.com]

Dal sito ANAAO: AMOS. L’Assessorato vuole diffondere il modello a tutte le aziende sanitarie. La lettera di Morgagni in esclusiva e i diversi retroscena.

Scarica i documenti deliberati del piano di riordino della sanità:

DELIBERA      ALLEGATO      TABELLE

Qui solo l’elenco delle chiusure degli ospedali e delle strutture con la data di cessazione!

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

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