Regione Piemonte – Cota, ancora una irregolarità: ma non sarebbe ora di dimettersi?

La giunta Cota dimostra ancora una volta la sua incapacità gestionale e la sua sprovvedutezza. I giudici annullano una sua legge regionale dopo altri innumerevoli provvedimaneti cassati dal TAR e dal Consiglio di Stato, forse sarebbe il caso di iniziare a pensare seriamente di uscire di scena e ridare voce ai cittadini dimettendosi ed andare a nuove elezioni per dare finalmente un governo credibile a questa Regione.

da Lospiffero.com

La Corte costituzionale boccia la legge che ha consentito l’assunzione di personale esterno, aggirando i vincoli del Governo. Rischiano di decadere decine di collaboratori dei gruppi consiliari, gli assistenti degli assessori e, forse, persino numerosi direttori.

Dalla prossima settimana tutti i collaboratori della Regione Piemonte assunti grazie alla legge finanziaria del 2011 potrebbero rimanere a casa. E’ questo l’epilogo di una querelle giudiziaria tra lo Stato e l’ente di piazza Castello, conclusasi con la sentenza della Corte Costituzionale che boccia senza appello il provvedimento adottato ormai due anni orsono dall’amministrazione Cota, per aggirare il blocco delle assunzioni imposto dal governo Berlusconi l’anno precedente. Una pronuncia che potrebbe di fatto provocare un vero e proprio terremoto nella macchina burocratica regionale, paralizzandone l’attività. A rischiare il posto sono gran parte dei collaboratori dei gruppi consiliari, i dipendenti degli uffici comunicazione, i portavoce e le professionalità esterne previste a supporto degli organi di vertice della Giunta e del Consiglio. Potrebbero risultare nulle anche le assunzioni di diritto privato, a tempo determinato, per le strutture di vertice di Capo di Gabinetto e di Direttore regionale e quelle adottate negli enti strumentali per le sostituzioni di personale assente per gravidanza e maternità.

A finire sotto la lente dei giudici è il comma 3 dell’articolo 14, attraverso il quale la Regione stabiliva tutta una serie di deroghe al decreto legge 78/2010. Come anticipato da Italia Oggi «si tratta in particolare del limite alle assunzioni parametrato sul 50% della spesa 2009 e al divieto di assumere personale oltre il limite del 20% della spesa corrispondente alle cessazioni dell’anno precedente. La regione, con la legge n. 7/2011 finita nel mirino della Consulta, aveva tentato di sottrarre dalle tenaglie della manovra Tremonti non solo i contratti che non comportavano un aggravio per il bilancio regionale, ma anche tutta una serie di rapporti contrattuali di diritto privato. Dalle assunzioni finanziate con fondi Ue agli uffici di diretta collaborazione con gli organi politici (comunicazione, portavoce, capo di gabinetto, oltre a svariate professionalità esterne di supporto alla giunta e al consiglio) fino alle sostituzioni di maternità negli enti strumentali». A rimetterci saranno anche gran parte di quei collaboratori che, ingaggiati nel 2010, all’inizio della legislatura, con contratti di un anno, con l’entrata in vigore del decreto Tremonti non sarebbero più potuti essere confermati e che quindi già dalla prossima settimana rischiano di decadere.

[Fonte: Lospiffero.com]

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