Regione Piemonte – Sanità: Federazioni sovrazonali abrogate, inutili ed inefficaci!

Confermata l’abrogazione definitiva delle sei Federazioni sanitarie sovrazonali, architrave del piano dell’allora super assessore. La giunta cambia modello, incalzata dalle richieste di ministero e Tavolo Massicci. Ma i conti sono ancora ballerini (e parecchio).

Erano l’architrave della “riforma epocale”, simbolo dell’esprit innovatore del governo regionale. Oggi si scopre, invece, che le “Federazioni sovrazonali”, le sei strutture poste dall’allora assessore Paolo Monferino a capo di Asl e Aso, non solo sono inutili ma addirittura avrebbero provocato un ingorgo nel funzionamento complessivo del settore. Da qui la decisione di cancellarle, attraverso un disegno di legge ad hoc, comunicata formalmente in IV Commissione di Palazzo Lascaris, nel corso dell’illustrazione del piano di rientro del debito sanitario, proprio alla vigilia della consegna della documentazione al Tavolo Massicci di domani.

«Ci sarebbe da ridere – commenta la capogruppo della Federazione della sinistra, Eleonora Artesio – se questi continui giochetti non avessero già prodotto instabilità nel sistema, preoccupazione negli operatori e anche esborsi di denaro. Solo la settimana scorsa, avevo presentato un emendamento alla finanziaria per abolire queste società consortili, senza che la maggioranza avesse la sensibilità di capire che quei carrozzoni erano già destinati a sparire. Ora è l’amministrazione stessa che, sulla base degli esiti del tavolo Massicci, è costretta ad ammettere che avevamo ragione e a smentire clamorosamente l’impianto stesso della riforma tanto cara a Monferino e a Cota».

E se l’assessore Ugo Cavallera e il suo direttore Sergio Morgagni hanno recitato in coro il de profundis della riforma Monferino nella sua parte strutturale, non pare mutata in meglio la situazione dei conti. «Nonostante i sacrifici già pagati dai cittadini piemontesi e dagli operatori della sanità – spiega il capogruppo Pd Aldo Reschigna -, Cavallera per evitare il commissariamento dovrà mettere in atto una cura da cavallo. Senza questa cura, ha spiegato, nel 2013 la sanità presenterebbe un disavanzo di 162 milioni, nel 2014 di 248 milioni, nel 2015 di 360 milioni di euro». Per l’opposizione i conti non sono affatto sotto controllo: «Oltre ai tagli già effettuati, altri si preparano sul personale e sui servizi. Il piano prevede a detta di Cavallera risparmi, cioè tagli, per 170 milioni nel 2013 (ma siamo già a maggio), 369 nel 2014 e ben 583 milioni nel 2015. Una cura insomma  che si propone di recuperare in due anni e mezzo quasi 600 milioni di euro. Sono cifre che appaiono irrealistiche, che la Giunta Cota vorrebbe risparmiare per il 24% dai privati, il 32% dall’acquisto di beni e servizi, il 14% sul personale e il 30% sui farmaci».

A questo punto occorre ridisegnare l’architettura del sistema sanitario piemontese, poiché le loro funzioni passeranno a Scr, anche se i tempi non sono stati comunicati. Ma per Andrea Buquicchio, capogruppo IdV, sarebbe necessario a questo punto rilanciare la proposta di un ragionevole e sostenibile accorpamento delle Asl su tutto il territorio regionale: «Guardando senza pregiudizi le esigenze della sanità piemontese appare evidente che ci sono attualmente Asl con manager efficienti ed altre molto meno – spiega -. Nella rivisitazione del numero delle Aziende occorrerà sacrificare le meno essenziali ai fini dell’efficientamento del sistema. Come ribadito più volte dal nostro gruppo, solo attraverso la riduzione graduale delle Aziende sanitarie, iniziata timidamente nella scorsa legislatura, sarà possibile ridurre quella parte del costo della sanità imputabile all’eccessivo numero delle strutture, senza intaccare i servizi fondamentali. Una governance così impostata gioverà non solo alle casse, ma anche alla percezione dell’utente». Chiosa Reschigna: «La verità è però oramai evidente: si sono persi tre anni, si ricomincia da capo come se finora si fosse giocato: naturalmente sulla pelle dei cittadini e degli operatori».

[Fonte: Lospiffero.com]

L’ASL METTE AL BANDO IL VINCITORE DELLA GARA DI FORNITURA DEI SERVIZI INFORMATICI DELL’ASL TORINO 3. La denuncia di Dedalus: “Ci siamo aggiudicati l’appalto ma non otteniamo il contratto”. L’offerta farebbe risparmiare oltre 3 milioni in 9 anni all’azienda sanitaria, eppure resta tutto nelle mani del più costoso Csi. Missiva a tutti gli assessori: senza risposta... CLICCA QUI PER LEGGERE IL RESTO DELL’ARTICOLO.

PIEMONTE: BUQUICCHIO (IDV), UN’INTERROGAZIONE PER FARE CHIAREZZA SULL’ APPALTO PER I SERVIZI INFORMATICI DELL’ASL TORINO 3. Un appalto congelato da circa un anno, il miglior offerente messo nelle condizioni di non lavorare, il tutto mentre l’Asl Torino 3 (ente della Regione piemonte) continua a rinnovare un analogo incarico sulla gestione del sistema informatico al Csi… CLICCA QUI PER LEGGERE IL RESTO DELL’ARTICOLO.

Scarica i documenti deliberati del piano di riordino della sanità:

DELIBERA      ALLEGATO      TABELLE

Qui solo l’elenco delle chiusure degli ospedali e delle strutture con la data di cessazione!

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Notizie, Sanità e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...