Regione Piemonte – Sanità al collasso, privati al capezzale!

In una lettera della direzione generale si manifesta l’intenzione di esternalizzare alcuni servizi. La missiva inviata al presidente di Amos, società pubblico-privata, che negli anni è diventata un asso piglia tutto. La denuncia dell’Anaao.

Nella Sanità piemontese si starebbero avviando latenti processi di privatizzazione delle proprie attività. Le ragioni sono molteplici: necessità di far fronte a bilanci sempre più all’osso, vincoli posti dalle normative sul lavoro agli enti pubblici meno virtuosi (con il blocco delle assunzioni). Fatto sta che molti servizi sono già stati esternalizzati, altri sono in procinto, come testimonierebbe una lettera inviata dal direttore generale della Sanità della Regione Sergio Morgagni indirizzata a Cristiano Burdese, presidente di Amos, società consortile nata nel 2004 come sperimentazione gestionale ibrida pubblico-privato. “L’intendimento della Direzione è avviare un percorso relativo alla graduale estensione alle altre ASR della gestione di alcune attività, secondo il modello attualmente operativo nelle Aziende sanitarie regionali consorziate in Amos”, si legge nel testo della lettera consultabile qui. Lo denuncia l’Anaao, associazione dei medici dirigenti, che, ripercorrendo la trafila legata all’Amos manifesta tutte le proprie perplessità in merito a un processo dietro al quale si annidano molti punti interrogativi: « Sono state fatte, o verranno mai fatte, valutazioni di convenienza basate sulla qualità dei servizi erogati da Amos? Questa scelta è un espediente per aggirare il blocco delle assunzioni? Quali contratti verranno fatti? Sarà un nuovo fronte del precariato?» si chiedono i camici bianchi piemontesi.

Per evitare l’espandersi di interessi privati, nel 2008 l’ex assessore alla Sanità Eleonora Artesio aveva trasformato Amos in società interamente pubblica. L’ambito di intervento sembrava, infatti, allargarsi a dismisura, entrando anche in attività che rappresentavano il core business sanitario, con rilievi di illegittimità configurabili in intermediazione di manodopera, assistenza domiciliare, dialisi, radiologia e laboratorio. «Ora, l’avvicendamento ai vertici tra Carlo Marino e Antonio Marino, a vantaggio del secondo, lascia forti perplessità di garanzia sul servizio pubblico e sulla qualità. Antonio Marino, infatti, è amministratore di società che lavorano con tutta la Sanità regionale, già stato componente del consiglio di amministratore come socio privato».

[Fonte: Lospiffero.com]

Dal sito ANAAO: AMOS. L’Assessorato vuole diffondere il modello a tutte le aziende sanitarie. La lettera di Morgagni in esclusiva e i diversi retroscena.

Scarica i documenti deliberati del piano di riordino della sanità:

DELIBERA      ALLEGATO      TABELLE

Qui solo l’elenco delle chiusure degli ospedali e delle strutture con la data di cessazione!

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

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