Regione Piemonte – Sanità: Ma l’assessore Monferino sa cosa sta facendo?

La giunta regionale ha approvato la riorganizzazione della rete ospedaliera. Un provvedimento per rimettere in sesto le disastrate casse dell’ente. Opposizioni critiche: “Distruggono il sistema sanitario. E l’assessore evita il confronto”.

Nessun indugio o ripensamento. La giunta regionale del Piemonte ha approvato stamani la delibera che stabilisce la revisione della rete ospedaliera e che di fatto dà una sforbiciata netta ai posti letto che passeranno da 18mila a 16.300. Un taglio che dovrebbe essere ammortizzato dall’integrazione della rete ospedaliera con quella dell’emergenza-urgenza. Sono, inoltre, state approvate la riorganizzazione dei laboratori di analisi e l’adeguamento alle ultime norme nazionali dei criteri per la nomina dei direttori generali di azienda sanitaria. Un provvedimento che, come anticipato nei giorni scorsi dallo Spiffero, in seguito alla discussione in commissione nei giorni scorsi, ha fatto saltare sugli scranni i consiglieri di opposizione, che senza giri di parole parlano di “distruzione della sanità piemontese”.

Secondo il consigliere del Pd Nino Boeti, il riassetto del sistema sanitario piemontese porterà alla disattivazione del Maria Adelaide, dove ancora si svolge un’attività chirurgica in Day Surgery e Day Hospital, la disattivazione del punto nascite di Carmagnola, la disattivazione dell’emodinamica di Moncalieri e di Ciriè, assieme a quella del San Luigi di Orbassano, la chiusura di chirurgia a Lanzo e ancora di Pomaretto e Torre Pellice “con la diminuzione di circa 100 posti letto nell’Asl TO3 per la postacuzie, con conseguente permanenza degli anziani nei corridoi del pronto soccorso di Rivoli e di Pinerolo”. E ancora, la chiusura completa dell’ospedale di Venaria, mentre l’ospedale di Susa resta in piedi senza un solo primario perché vengono eliminate le strutture complesse di ortopedia, ginecologia, chirurgia generale, e anche i due posti letto di terapia subintensiva: “Un ospedale che viene di fatto trasformato in ambulatorio e al quale, nonostante l’apparente mantenimento del punto nascite, nessuno probabilmente avrà il coraggio di affidarsi”.

E’ questo il prezzo altissimo che paga la Regione per tentare di rientrare nei parametri economici e finanziari necessari per ridurre drasticamente la spesa sanitaria – che incide per oltre l’80% sulle casse regionali – ed evitare il default paventato ormai da più parti, con un debito aumentato dell’81% dal 2006 al 2011 e che oggi supera i 6 miliardi di euro.

Non meno critico è Andrea Buquicchio, capogruppo dell’Idv secondo il quale la giunta sta semplicemente adeguando il sistema sanitario piemontese a quanto previsto dalla spending review, «senza tener conto di quanto imposto dal Piano di rientro del debito sanitario siglato a Roma da questa stessa maggioranza insieme al Ministero della Salute (ai tempi retto dal Governo Berlusconi). I resoconti degli incontri periodici al tavolo che si occupa del Piano di rientro sono impietosi. Il Piemonte, unica regione del nord Italia, è ben lontano dall’adempimento di quanto previsto nel Piano, tanto da rischiare seriamente il commissariamento della Sanità nel giro di poche settimane in occasione della verifica finale». Per l’esponente dipietrista la riduzione dei posti letto non porterà né risparmi consistenti né servizi migliori ai cittadini ma «solo disagi ai perché non sarà accompagnato da un’adeguata riorganizzazione della sanità territoriale con l’introduzione dei Centri di assistenza primaria ed il potenziamento della rete dell’emergenza urgenza».

Ma dai banchi del centrosinistra si levano critiche riguardanti anche il metodo di azione dell’assessore alla Sanità Paolo Monferino: “Ci aveva detto che i documenti erano in divenire e che sarebbero stati discussi – prosegue Boeti -. Oggi l’ennesima beffa. Prendiamo atto che c’è un solo uomo al comando e che quell’uomo sta distruggendo la sanità piemontese”. Conclude il capogruppo democratico Aldo Reschigna: “Con che faccia il presidente Cota chiede aiuto alle minoranze di fronte alla situazione drammatica in cui versa la Regione, se il suo principale assessore non perde occasione per sbeffeggiarle?”. Anche il consigliere Mauro Laus (Pd) ha censurato il comportamento dell’esecutivo: «Nessuno degli impegni che Monferino aveva preso con la quarta commissione è stato onorato: la delibera per la riorganizzazione della rete delle Emodinamiche, ad esempio, non è mai tornata in giunta, come invece l’assessore aveva promesso un mese fa, forse al solo scopo di tacitare i malumori provenienti anche dalla maggioranza. E oggi abbiamo avuto conferma dai diretti interessati che nemmeno il previsto tavolo di confronto tecnico sulla materia è stato attivato. Ma non è mia intenzione arrendermi: martedì tornerò in aula a chiedere un passo indietro sulle decisioni arbitrarie prese dall’esecutivo. Chissà che stavolta i voti arrivino anche dai partiti di governo, oggi apparentemente indignati per il comportamento dell’assessore».

Qui la risposta dell’assessore.

[Fonte: Lospiffero.com]

Qui il piano socio sanitario 2012-2015.

La Rete Ospedaliera programmata.

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

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