TAV: La divisione Cargo del gruppo FS declassa lo scalo di Orbassano!!!!!

Dopo la presentazione in pompa magna del progetto della nuova linea ferroviaria AV/AC Torino avvenuta nelle settimane scorse la divisione Cargo del gruppo FS declassa lo scalo di Orbassano, terminale di partenza della ormai famosa e travagliata AFA (Autostrada Ferroviaria Alpina, che dovrebbe contribuire al trasferimento modale Gomma/Rotaia), da Centro operativo territoriale a semplice presidio perdendo le funzioni di coordinamento e di gestione del sistema delle linee merci e assumendo una funzione di semplice supporto, soprattutto nel campo della formazione, ai centri territoriali operativi di Genova e Milano.

Leggendo il contenuto di questo articolo sono sempre più convinto che l’operazione Torino – Lione sia sempre meno opportuna ed utile alle sorti del paese e che il denaro destinato a quest’opera serebbe molto più utile per andare a mettere in sicurezza un territorio compromesso dal punto di vista idrogeologico, a rilanciare il turismo alpino e le realtà produttive territoriali…. Inoltre viene evidenziato in modo molto chiaro la diminuizione dei traffici merci molto pesante. Con questi fatti vengono meno tutte le parole  fatte a favore dell’opera. Solo dei miopi non si rendono conto dell’inutilità manifesta dell’opera.

Riporto l’articolo pubblicato da La Stampa oggi 6 febbraio 2013 a cura di Maurizio Tropeano.

Lo scalo di Orbassano per le Ferrovie è di serie B!

Declassato nella riorganizzazione: meglio l’asse Genova-Milano.

Il piano di rilancio della divisione Cargo del gruppo Fs prevede di fatto il declassamento dello scalo merci di Orbassano (nella foto Mario Virano che illustra il progetto della valorizzazione dello scalo di Orbassano) che da Centro operativo territoriale si trasforma in semplice presidio perdendo le funzioni di coordinamento e di gestione del sistema delle linee merci e assumendo una funzione di semplice supporto, soprattutto nel campo della formazione, ai centri territoriali operativi di Genova e Milano.

Le conseguenze.

Personale in esubero – 140 dipendenti – e il rischio di un ulteriore diminuzione del traffico merci che ha registrato un picco negativo l’anno scorso quando sono stati cancellati 4466 treni programmati. L’allarme arriva da Carmine Esposito, segretario piemontese del sindacato Fast-Confsal. Le sue preoccupazioni nascono dopo la presentazione da parte delle Ferrovie del piano di riorganizzazione aziendale il 7 gennaio a Roma. Un piano che tutte le organizzazioni sindacali hanno respinto al mittente ma che ha lasciato il segno perché lo scalo di Orbassano viene dimensionato a favore di Milano e Genova.

«La nostra preoccupazione nasce dal fatto che il piano prevede l’unificazione delle due officine di manutenzione ma, soprattutto la perdita del ruolo di programmazione e gestione dei macchinisti, del personale tecnico e del controllo delle merci: formazione dei convogli e dei mezzi di trazione». Tutto spostato verso Milano e Genova che restano due dei cinque impianti operativi cargo in Italia. Ancora il sindacalista: «Purtroppo nel corso del 2012 abbiamo registrato un picco negativo del traffico merci sull’impianto di Torino: su 32290 treni programmati ne sono stati realizzati meno di 28 mila mentre nel 2011 e nel 2010 il delta negativo era di poche centinaia di treni». Aggiunge Carmine Esposito: «Il piano di riorganizzazione sembra privilegiare l’asse Nord-Sud quello che da Genova via Milano arriva fino a Rotterdam piuttosto che quello est-ovest».

La valorizzazione.

Per intenderci, il tragitto della nuova linea ad alta capacità Torino-Lione. L’Osservatorio guidato da Mario Virano ha previsto la valorizzazione dello scalo di Orbassano con un investimento di 500 milioni con l’obiettivo dichiarato di trasformare l’area di Orbassano nel polo più importante del Nord-Ovest. Resta da capire se questo progetto di valorizzazione del territorio tanto caro a Virano rimane valido a fronte del calo del traffico merci e di un progetto di riorganizzazione presentato dal gruppo Fs. Un altro Esposito, Stefano, parlamentare del Pd e uno degli ultrà del fronte Si Tav ha deciso di mettere nero su bianco questi dubbi: «A questo punto mi chiedo come il progetto Tav su Orbassano possa conciliarsi con il declassamento e la significativa riduzione di personale attualmente in discussione. Non vorrei che mentre enti locali e Osservatorio lavorano ad un obiettivo Rfi operasse in una direzione opposta».

Nella lettera che l’onorevole ha inviato al ministro Passera, a Virano e ai vertici di regione, provincia e comune di Torino Esposito sottolinea come «il declassamento di Torino e lo spostamento dell’asse verso Milano, sarebbe funzionale alla ulteriore valorizzazione degli scali di Novara e di Domodossola». Un progetto che negli anni passati le Ferrovie hanno accarezzato anche con il supporto di sponde politiche nel centrodestra. Da qui la richiesta di intervento: «Non devo certo spiegarvi quali sarebbero le conseguenze di una scelta diversa da quella che è stata faticosamente concordata».

Altre notizie correlate nella sezione “TAV in Val di Susa”.

[Fonte: Lastampa.it]

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