Regione Piemonte – Sanità: 118, il pacco rifilato da Monferino!

Passa in Regione il modello “aziendalistico” del servizio di emergenza: zero risparmi ma diminuisce l’efficienza e si riducono i mezzi in dotazione. “Un colpo di mano ai danni dei piemontesi“, denunciano i camici bianchi della Fimmg.

La riforma del 118 in Piemonte non comporterà alcun risparmio economico, ma sarà causa di una grave riduzione di efficienza del servizio. Ancora una volta la Fimmg, la principale organizzazione sindacale dei camici bianchi attacca senza riserve il piano dell’assessore Paolo Monferino, approvato nella giunta del 28 dicembre scorso. Nei disegni della giunta di Roberto Cota il servizio di emergenza dovrebbe venire centralizzato, costituendo nei fatti un’azienda sanitaria a se stante, con base al Cto di Torino, incrementando le funzioni di primario di altre due unità da aggiungersi alle attuali quattro. “Un pacco” secondo i rappresentanti dei medici, che paventano il rischio di una diminuzione dei mezzi medicalizzati.

Il modello proposto e varato dall’esecutivo di piazza Castello comporta secondo la Fimmg l’attribuzione del finanziamento vincolato per il 118 all’azienda sede del dipartimento per poi redistribuirlo alle altre aziende. La nuova organizzazione prevede inoltre la “creazione ex novo di due ulteriori strutture complesse e relativi primariati che si vanno ad aggiungere alle quattro già esistenti”. Un piano, peraltro non condiviso con gli operatori del sistema e le forze sociali “Il modello aziendalistico  del sistema 118 che oggi ci ritroviamo  è già stato bocciato più volte sia dalle parti sociali che dalla stessa politica (febbraio 2011, febbraio 2012, stralciato dal piano sanitario 2012-2015, rinviata in ben due sedute consecutive di Giunta a dicembre 2012 a seguito delle contrarietà emerse nella stessa maggioranza). Questa delibera ripropone de facto una nuova azienda che gestisce autonomamente risorse economiche e personale” afferma il segretario Fimmg Roberto Venesia.

A essere criticato, in particolare, è il tentativo di accentrare in un’unica azienda il servizio d’emergenza. Una grande centrale operativa che processa le chiamate ed invia mezzi di soccorso, “ma che grado di complessità richiede tale struttura per giustificare un primario?

[Fonte: Lospiffero.com]

Qui il piano socio sanitario 2012-2015.

La Rete Ospedaliera programmata.

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

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