Regione Piemonte – Sanità: 118 merce di scambio?

Camici bianchi sul piede di guerra. Contestano la riorganizzazione del servizio di emergenza proposta da Monferino: “Un modello già scartato in passato che cela tentativi di lottizzazione”. La Fimmg chiede l’apertura di un confronto.

“L’emergenza sanitaria territoriale 118 è un settore strategico e delicato del Sistema Sanitario Regionale che non può e non deve essere alla mercé delle brame di pochi che lo vogliono plasmare a loro immagine garantendo a se stessi posti di potere”. Non usano perifrasi i vertici della Fimmg, la principale organizzazione sindacale dei camici bianchi, per motivare la posizione contraria di medici e operatori ai piani di riorganizzazione del comparto predisposti dall’assessore Paolo Monferino. Nei disegni della giunta Cota il servizio di emergenza dovrebbe venire centralizzato, costituendo nei fatti un’azienda sanitaria a se stante, con base al Cto di Torino, incrementando le funzioni di primario di altre due unità da aggiungersi alle attuali 4. A detta del sindacato Monferino ha tentato di far passare il provvedimento, ordendo un vero e proprio blitz nell’ultima seduta dell’esecutivo. «Apprendiamo con sconcerto dell’ennesimo e maldestro tentativo di far passare alla chetichella in Giunta Regionale l’11 dicembre  una delibera di riordino del sistema di emergenza sanitaria territoriale 118, senza che vi sia stata alcuna condivisione politica e sindacale», scrive la Fimmg in una nota. Delibera poi “sospesa”.

Il modello proposto da Monferino, attraverso l’organizzazione dipartimentale del 118 in stile aziendalistico (riproposta in questa delibera), secondo i medici «ha generato sinora solo sprechi ed inefficienze, non apportando alcun miglioramento al sistema sanitario regionale, essendo divenuto il 118 un sistema autoreferenziale e avulso dal sistema delle cure territoriali e dell’emergenza ospedaliera. Tale organizzazione peraltro è già stata bocciata nel recente passato quando, in occasione dell’approvazione del piano sanitario regionale fu stralciata la parte che prevedeva la costituzione dell’Azienda autonoma del 118». Perché allora insistere in questa direzione? La Fimmg ha qualche sospetto:  «Che il tentativo di condizionare la riorganizzazione del servizio anziché essere mirato alla ricerca di efficienza ed efficacia, sia orientato alla soddisfazione di interessi diversi? Magari la sistemazione di un dirigente, la creazione di un primariato, la gestione delle appetibili  risorse economiche?», si chiede il segretario regionale Roberto Venesia, tornando a sollecitare «un confronto tra il mondo politico e  quello della sanità territoriale e ospedaliera (di chi la sanità la fa);  solo dal costruttivo confronto tra le parti può nascere un progetto condiviso nell’ottica della razionalizzazione economica, nel rispetto degli operatori e nell’interesse dei cittadini».

Qui il piano socio sanitario 2012-2015.

La Rete Ospedaliera programmata.

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

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