Regione Piemonte – Sanità: Ridurre i servizi? Si, grazie!

“Rientreremo dal deficit senza tagliare i servizi” dichiaravano Cota e Monferino al momento di discutere il piano di riforma del Servizio Sanitario Regionale, nessuno degli operatori sanitari ci credeva. Nei fatti questi sono i risultati proposti dall’ex AD di IVECO Paolo Monferino oggi assessore alla Sanità Regionale.

Ospedale Valdese di Torino ridotto a poliambulatorio, via le emodinamiche di San Luigi e Ciriè, scompaiono gli investimenti su Venaria. Incredibile notare che nella Federazione TO3 Torino Ovest scompaia il reparto di Geriatria e sembra anche l’Unità di Valutazione Alzheimer (UVA), visto che le aspettative di vita aumentano e che la popolazione anziana cresce, la chiusura di queste strutture significa non prevenire le malattie correlate all’età per risparmiare in prospettiva sulle cure.

Le riduzioni però riguardano solo una parte del Piemonte. A Novara (feudo di Cota) e Vercelli confermato l’attuale impianto (che strano sic!). Opposizione: “Una riforma dettata da interessi politici”.

L’ospedale Valdese di Torino cesserà la propria attività ospedaliera, mantenendo esclusivamente il poliambulatorio, che oltre a radiologia e cardiologia riabilitativa ospiterà le attività di screening dei tumori della mammella. L’Oftalmico trasferirà le proprie attività assistenziali alla Città della Salute e della Scienza entro il 30 giugno 2013. Sono alcuni degli effetti della riorganizzazione della rete ospedaliera varata dall’assessore regionale Paolo Monferino e comunicata oggi ai componenti della Commissione Sanità. Tra i tagli più significativi adottati fuori dalla provincia di Torino, lo spostamento dell’emodinamica da Ciriè a Ivrea e la chiusura di quella del San Luigi, con il trasferimento del robot urologico alle Molinette «indebolendo, di fatto, un ospedale sul quale si era deciso di investire» afferma il consigliere democratico Nino Boeti, che aggiunge: «Sul Valdese il buonsenso indurrebbe a concentrare lì tutta l’attività relativa alla patologia del seno, utilizzando le due sale operatorie nuove e dando anche un senso agli investimenti economici fin qui realizzati in quell’ospedale. Ma l’assessore su questo non mostra disponibilità».

Inoltre sembrano essere scomparsi i 18 milioni di euro per la prima parte dell’ospedale di Venaria, che perderà completamente la sua attività medico-chirurgica trasformandosi in un Poliambulatorio. Viene mantenuta una modesta attività di ricovero presso l’ospedale di Lanzo, mentre Torre Pellice e Pomaretto vengono chiusi. Una vera e propria scure spiegata con una similitudine quantomeno azzardata, retaggio del precedente mestiere dell’assessore: “I reparti una volta che ci sono si riempiono, proprio come i magazzini”. La riconversione dei cinque ospedali dell’area sovrazonale Torino Ovest (Venaria, Avigliana, Giaveno, Torre Pellice, Pomaretto) determinerà una riduzione di 108 posti letto (148 totali – 20 trasferiti a Rivoli e 20 a Pinerolo).

Quel che pare evidente è che manca un quadro organico. E non ci si può neanche trincerare troppo dietro il decreto Balduzzi visto che dopo la protesta delle Regioni i tagli sono stati fortemente ridimensionati. La filosofia che pare sottendere l’impianto del documento (frutto della ricognizione effettuata dai direttori generali) e dell’azione di Monferino è, tutto sommato, di una disarmante semplicità: chiusura uguale risparmio. Una equivalenza che, forse, può essere vera un ambito industriale, ma che non sempre trova riscontro nella gestione della salute pubblica. In verità, secondo molti operatori del settore, la situazione è assai più complessa. Facciamo un esempio: l’emodinamica del San Luigi funziona con un service, un macchinario in affitto, ma l’interruzione del contratto comporterà il pagamento di penali. Altro esempio: Ciriè e Ivrea, realtà su cui opera lo stesso cardiologo e ci sono due reparti di emodinamica, perché non si può pensare a servizio su due sedi visto che tanto i macchinari ci sono? E perché non far convergere al Valdese, fiore all’occhiello della sanità regionale, diagnostica, chirurgia e ginecologia per quanto riguarda l’oncologia femminile a partire dalla senologia?

Borgomanero caput mundi. C’è poi una questione tutta politica. I tagli draconiani previsti a Torino fanno il paio con una situazione destinata a rimanere uguale a se stessa a Novara, feudo politico del governatore Roberto Cota: “In attesa della nuova Città della Salute – si legge nel documento – non sono previste azioni di riordino significative, ma semplice consolidamento dell’attuale modello organizzativo, ritenuto funzionale per espletare l’attività di riferimento per l’Area sovrazonale di pertinenza. Di qui le rimostranze dell’opposizione: «Laddove le pressioni politiche  del centrodestra sono state più forti (come a Novara o Vercelli) la riorganizzazione è blanda, o non esiste». Ed è un caso che il nosocomio di Borgomanero, ai confini del territorio piemontese, ma regno del parlamentare leghista Gianluca Buonanno, continui la propria espansione?

Tempi. Dopo questa prima fase di ricognizione e, forse, di confronto con le forze consiliari, l’assessore conta entro Natale di presentare il piano definitivo – a cui occorre aggiungere la parte relativa alle strutture complesse –  ai sindaci. Per poi concludere l’iter entro fine gennaio. Sempre che il governo della Regione sia ancora in sella. [Fonte: Lospiffero.com]

Clicca qui per leggere il documento integrale!

Qui il piano socio sanitario 2012-2015.

La Rete Ospedaliera programmata.

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

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3 risposte a Regione Piemonte – Sanità: Ridurre i servizi? Si, grazie!

  1. Pingback: Pinerolo – 18 dicembre 2012 – Manifestazione contro tagli alla sanità piemontese della giunta Cota. | Riprendiamoci noi stessi. Un blog per riflettere!

  2. Pingback: Regione Piemonte – Sanità: ASLTO3, sindaci, cittadini e sindacati sul piede di guerra per la riduzione dei servizi sanitari territoriali. | Riprendiamoci noi stessi. Un blog per riflettere!

  3. Sergio Olisterno ha detto:

    Giusto ridurre i servizi fino a che c’è qualcuno che rema contro, pensionati io e mia moglie abbiamo eseguito il test prevenzione serena, abbiamo ricevuto anche gli esiti e in data odierna abbiamo ricevuto un’altra lettera per effettuare un altro test! Se c’è qualcuno che non ha niente da fare, chieda un altro lavoro se è onesto!

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