Regione Piemonte – Sanità – Monferino: “Federazioni sanitarie, tutto in regola”.

L’assessorato replica al ricorso presentato da FedirSanità: “Sono organi di diritto pubblico e svolgono funzioni di committenza, perfettamente in linea con i dettami della legge”. Di tutt’altro avviso gli avvocati dei ricorrenti che controbattono in punta di diritto.

Le Federazioni sovrazonali introdotte dalla riforma sanitaria della Regione sono società di committenza, la cui natura giuridica di “organismi di diritto pubblico” è prevista dalla normativa vigente. È quanto sostiene Sergio Morgagni, direttore regionale della Sanità piemontese, rispondendo al ricorso sulla loro costituzionalità presentato da FedirSanità. «Le Federazioni sovrazonali istituite contestualmente al nuovo Piano socio sanitario regionale 2012-2015 – spiega Morgagni – sono a tutti gli effetti organismi di diritto pubblico poiché i loro soci sono esclusivamente le Aziende sanitarie regionali afferenti all’area sovrazonale coincidente con ciascuna Federazione». Una configurazione giuridica confermata anche dal ministero della Sanità, il quale rispondendo a un quesito posto dall’assessorato il 10 ottobre scorso ha dichiarato che «Le Federazioni sovrazonali possono essere inquadrate nella nozione di “organismo di diritto pubblico”, quindi possono configurarsi come “amministrazioni aggiudicatici” ai sensi dell’articolo 3 comm. 25 e 26 del d.lgs. n. 163/2006. In conclusione è possibile sostenere la riconducibilità delle Federazioni sovrazonali alla nozione di “centrale di committenza”, atteso che l’articolo 3, c. 34 del d.lgs. 163/2006 definisce quest’ultima come “un’amministrazione aggiudicatrice che acquista forniture o servizi destinati ad amministrazioni aggiudicatrici o altri enti aggiudicatori, o aggiudica appalti pubblici o conclude accordi quadro di lavori, forniture o servizi destinati ad altre amministrazioni o altri enti aggiudicatori».

Ciò significa, conclude il direttore, che tali organismi «sono vere e proprie società di committenza, in quanto considerate organismi di diritto pubblico. Le Federazioni sono a tutti gli effetti enti strumentali delle Aziende sanitarie regionali in quanto svolgono su delega delle stesse funzioni tecnico amministrative che porteranno i benefici più volte annunciati in termini economico finanziari e sull’intero Sistema sanitario regionale».

A stretto giro di posta elettronica è arrivata la contro replica dei legali di FedirSanità. In una nota gli avvocati Domenico Tomassetti e Maria Cristina Manni scrivono che la precisazione della Regione circa la natura delle Federazioni quali centrali di committenza  «non esclude la fondatezza del ricorso della Fedir Sanità. Infatti – quand’anche si dovesse far rientrare le Federazioni nell’alveo delle centrali di committenza (e ferma restando la violazione del riparto di cui all’art.117 Cost, nell’averle create, in ambito sanitario, con legge regionale e non statale) – le funzioni alle stesse attribuite, comunque, esulano quelle specificamente previste, dal D. Lgs. n. 163/2006, per le centrali di committenza che sono limitate all’acquisto di forniture o servizi  ed all’aggiudicazione di appalti pubblici». Anzi, in questo caso ci si troverebbe dinnanzi «all’ennesimo “strappo”, operato da una legislazione regionale, con il quale – dietro il presunto usbergo di un istituto astrattamente previsto da una norma generale (quale il codice degli appalti) – si trasferiscono ad una neo istituita struttura privata funzioni pubblicistiche ben più ampie e rilevanti di quelle eventualmente consentite dalla norma nazionale». Secondo i legali, basterebbe la semplice lettura delle funzioni attribuite alle Federazioni «per capire che le predette Federazioni Regionali assommano attribuzioni pubblicistiche (quali la programmazione degli investimenti e valutazione delle tecnologie sanitarie, in coerenza con gli indirizzi regionali; la gestione e organizzazione dei centri di prenotazione; la gestione degli affari legali; etc.) che vanno ben oltre quelle di una centrale di committenza». In ogni caso, il ricorso proposto da FedirSanità al Tar Piemonte «intende sottoporre tale questione ai giudici amministrativi affinché valutino se rimettere o meno alla Corte Costituzionale la legge regionale n.3/2012 nella parte in cui permette la creazione di una nuova struttura privata che gestisca funzioni pubbliche ed interessi rilevanti quali quelli sanitari soprattutto in un periodo storico in cui il doveroso contenimento della spesa pubblica porta a ritenere perlomeno non opportuna la creazione, da parte della Regione, di ulteriori strutture che raddoppiano le funzioni già di competenza di enti pubblici creati con legge nazionale».

Qui il piano socio sanitario 2012-2015.

La Rete Ospedaliera programmata.

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

[Fonte: Lospiffero.com]

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