CSI Piemonte: amministrazione straordinaria e commissariamento!

Dietrofront dell’assessore Giordano per favorire la mediazione con Comune e Provincia. All’assemblea dei soci il mandato per decretare l’amministrazione straordinaria.

È rimasta in vita neppure una settimana la riorganizzazione “duale” del Csi. Di fronte allo sbarramento di buona parte delle forze politiche (di maggioranza e di opposizione) e, forse, all’accertata impossibilità di far nascere, stante la legislazione attuale, un nuovo soggetto pubblico, l’assessore regionale all’Innovazione Massimo Giordano ha fatto un (ennesimo) passo indietro, ritirando la proposta. Mossa necessaria per sbloccare, speriamo definitivamente, uno stallo che perdura ormai da molti mesi e che rischia di pregiudicare seriamente il futuro della più importante azienda dell’Ict piemontese. «Più che un passo indietro – chiosa l’assessore – lo definirei un passo di lato, proprio per favorire la più ampia convergenza possibile».

Niente “Agency”, quindi, l’organismo che – secondo il documento elaborato dal direttore Roberto Moriondo, dal numero uno di corso Unione Sovietica, Stefano De Capitani, e da Giordano – avrebbe dovuto assumere i compiti di indirizzo, governo e controllo. Un soggetto separato dai ruoli di progettazione, realizzazione e gestione che, sempre nei piani originari verrebbero affidati a una seconda entità, la cosiddetta “Factory”, destinata a finire sul mercato per essere parzialmente o interamente alienata: «La seconda fase – recita il progetto – prevede la dismissione della Factory mediante ingresso totalitario di capitali privati previo conferimento di un adeguato volume di commesse garantite nell’importo (certamente superiore a quello attuale), nel contenuto (di livello e valore aggiunto non inferiore all’attuale) e nella durata (non inferiore a 5 anni secondo quanto previsto dalla legge 135/2012). In questo modo la domanda di servizi in-house da parte degli Enti, si trasforma in un servizio complessivo e integrato che la Agency acquisisce dalla Factory a condizioni competitive e per un durata predefinita. Solo queste condizioni, accompagnate da eventuali vincoli tali da non limitare eccessivamente l’autonomia gestionale dell’imprenditore, potranno assicurare l’esito positivo del collocamento sul mercato».

Ora la patata bollente passa all’Assemblea dei soci che, in linea con la mediazione trovata nelle ultime ore (particolarmente attivo è Giovanni Ferrero, plenipotenziario del Pd e, soprattutto, di Piero Fassino), darà mandato per dichiarare l’amministrazione straordinaria dell’ente. Tradotto: commissariamento. Una soluzione lasciata ancora volutamente generica, poiché vi sono ancora divergenze sulla natura del commissariamento: monocratico oppure, com’è più probabile, composto da una troika in grado di assicurare la paritetica rappresentanza dei soci maggiori (Regione, Comune e Provincia di Torino). Prossima puntata giovedì in Commissione.

[Fonte: Lospiffero.com]

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