Governo Monti: solo bastone, la carota la pagheremo ancora più cara.

Per avere il taglio dell’IRPEF sulle aliquote più basse è necessario porre un tetto alle detrazioni in essere. Porre un tetto alle detrazioni fiscali significa dare un ulteriore mano agli evasori fiscali. Quando un cittadino raggiungerà il tetto consentito sarà invogliato ad accettare un compromesso con il fornitore del servizio e quindi a pagare in nero per guadagnare quel 19% che prima poteva recuperare in dichiarazione dei redditi ed adesso non più.

Anzichè alimentare il conflitto di interessi si fa in modo che dopo una certa soglia gli interessi consumatore/venditore nei confronti del fisco coincidano ovvero l’ottenere un risparmio nei confronti dell’erario. Ma questi professori dove hanno studiato? Secondo quanto riportato nell’estratto dell’articolo de La Stampa riportato in fondo, resta evidente che il finanziamento della riduzione dell’IRPEF sulle aliquote del 23 e 27% viene finanziato riducendo le detrazioni, quindi quel risparmio di 280 euro per il contribuente viene vanificato dal tetto alle detrazioni semplicemente tagliando 2000 euro ad una spesa di 5000 euro. Il 19% di 2000 euro è 380, ben di più del beneficio dell’abbassamento delle aliquote IRPEF, inoltre si aumenterà l’IVA di un punto che graverà nortevolmente sulla spesa della famiglie e del reddito disponibile. Questo impoverimento causerà un ulteriore calo dei consumi innescando quella spirale perversa dove riducendo la propensione alla spesa automaticamente diminuiscono i consuimi e  diminuendo i consumi diminuisce ulteriormente la propensione alla spesa generando calo di produzione ed ulteriore riduzione dell’occupazione…. e così via…..

Continuando a togliere denaro a chi lo spende la crisi non passerà mai….. per alimentare l’economia bisogna rimettere in circolo il denaro che le banche stanno tenendo nelle loro casse…. in questo momento conviene chiedere prestiti alle finanziarie piuttosto che alle banche perchè hanno tassi più vantaggiosi e condizioni meno restrittive per la concessione di credito. Ma non sono le banche che dovrebbero fare il credito al consumo? Non hanno avuto denaro dall’Europa anche per questo?

Piccole considerazione che l’uomo della strada fa, senza bisogno di una laurea in economia…. basta semplicemente essere padri di famiglia e dovere fare i conti alla fine del mese per sapere come si fa quadrare un bilancio….. io a casa mia taglio il superfluo…. questo governo invece non taglia il superfluo ma taglia il reddito disponibile delle famiglie italiane che hanno sempre mantenuto questo paese, la cosiddetta classe media, che adesso sta iniziando ad avvicinarsi sempre di più alla soglia di povertà con tanti saluti alla fiducia nella politica e nell’onesta nei confronti dello stato. Insomma si stanno incentivando gli onesti a diventare disonesti.

Sempre più sfiduciato dai nostri governanti e dai rappresentanti in Parlamento!

Estratto da la Stampa di Torino.

“La questione più controversa, quella criticata financo dal più montiano dei montiani (Casini) era l’entrata in vigore già quest’anno (anche se gli effetti li si vedrà nella dichiarazione dei redditi del 2013) delle nuove regole su franchigia e tetto alle detrazioni. L’obiezione dei partiti – non infondata – è che per l’ennesima volta il governo sceglie di farsi beffa dello Statuto del contribuente che vieta norme fiscali retroattive. Il problema è che quella norma quest’anno vale due miliardi di euro. Ergo, se si eliminasse quel dettaglio, occorrerebbe rinunciare a qualcosa. Cosa? Palazzo Chigi ha fatto presente che quello è esattamente il gettito che viene meno con la riduzione di un punto della seconda aliquota fiscale (dal 27 al 26%) dal primo gennaio 2013. 

Lo scambio di Monti è chiaro: cari segretari, se volete rinunciare all’applicazione retroattiva delle nuove regole sulle detrazioni dobbiamo rinviare di un anno il taglio di uno dei due punti di Irpef. Il messaggio in codice, tipicamente montiano, è provocatorio: cari segretari non potete lasciarmi sempre l’onere delle scelte impopolari. Se i deputati vogliono modifiche benvengano, ma sia chiaro che i conti debbono tornare.”

Qui l’articolo completo de “La Stampa”

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