Regione Piemonte – S.C.R. Piemonte, un carrozzone di sprechi

La stazione appaltante della Regione nel mirino dei sindacati: poche procedure svolte, ma alti i costi di gestione. Un ambaradan che finora è gravato sui piemontesi per 85 milioni di euro. E intanto l’Agenzia delle Entrate apre un contenzioso su 28 milioni di crediti d’imposta.

Ha come mission la razionalizzazione della spesa pubblica e l’ottimizzazione delle procedure di scelta degli appaltatori pubblici nelle materie di interesse regionale, in realtà S.C.R. Piemonte «si è sempre occupata solo parzialmente degli appalti regionali, infatti la “mole” di lavoro consta di appena 34 procedure svolte in materia di opere pubbliche sanitarie, opere pubbliche di viabilità e fornitura di alcuni beni». Nelle intenzioni degli amministratori, in ultimo dell’assessore Barbara Bonino, fiera sostenitrice della sua utilità, dovrebbe essere una centrale di committenza su cui concentrare tutte le procedure regionali di gara e forniture, ma ha svolto solo parzialmente tale funzione. Lo denunciano i sindacati – in maniera unitaria, dai confederali Cgil-Cisl-Uil agli “autonomi” del Csa, dai “destri” dell’Ugl ai “sinistri” dell’Usb – nella seconda parte della loro campagna volta a mettere in luci gli sprechi della macchina regionale.

Dalla lettura dei bilanci di previsione, Scr è finora costata solo per i rimborsi nel 2010 9.700.000 euro, nel 2011 15.255.252 euro, lievitati a 22.289.777 nel 2012. A ciò vanno sommate altre voci: il fondo inizio attività di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni, il capitale sociale versato di 1.120.000 euro, le spese relative all’assistenza informatica (862.000 euro nel 2011, 360.000 euro l’anno successivo), le attività di promozione (100mila euro nell’anno corrente). Il tutto, «a fronte di 34 attività svolte nel 2011 la Scr è costata ai contribuenti negli ultimi 5 anni circa 85 milioni di euro». Ulteriore aggravante, sottolineano i sindacati, è il fatto «che quelle poche attività svolte rientrano nelle competenze di 5 Direzioni regionali (Trasporti, Sanità, Opere Pubbliche, Patrimonio e Comunicazione), composte da oltre 700 dipendenti della Regione Piemonte».

A cosa sono servite quindi questi ingenti risorse pubbliche se le funzioni sono cosi poche e facilmente espletabili dalle strutture interne? Da dove si ricava l’efficienza posta a fondamento della nascita di tale carrozzone? Ecco, per le organizzazioni sindacali, la risposta: «mantenere e supportare i costi di una sede prestigiosa sita in Corso Marconi a Torino; pagare i lauti compensi agli amministratori della società; pagare i dipendenti assunti in forma privatistica  e clientelare (48 unità, suddivisi in 8 dirigenti, 7 quadri e 33 impiegati per un totale di costi del personale pari ad euro 3.512.632,00 annui), con un dirigente ogni 6 dipendenti».

Infine, un’ultima domanda: il super consulente Ferruccio Luppi, ingaggiato dal presidente Roberto Cota ad un costo di 100mila euro per individuare gli sprechi nell’Ente («c’era proprio bisogno di lui? Non è proprio il suo lauto compenso un altro spreco?»), si è mai fatto un giro in C.so Marconi?

[Fonte: Lospiffero.com]

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