Regione Piemonte – Sanità: 118, ora è vera emergenza (politica).

Protestano operatori e volontari. L’assessore Monferino rifiuta di incontrare le organizzazioni. Motta (Pdl) sollecita a dirottare i fondi stanziati per un sistema informatico.

Operatori, volontari e paramedici dei servizi di emergenza hanno sfilato in corteo per denunciare le sempre più difficili condizioni in cui sono costretti a destreggiarsi per svolgere il loro prezioso servizio: la Regione rimborsa le spese sostenute dalle pubbliche assistenze in tempi biblici e l’annunciata rivoluzione del 118 rischia di abbattersi come una scure, tagliando ulteriormente le risorse. Per mesi hanno chiesto inutilmente un incontro al presidente Roberto Cota e all’assessore regionale alla Sanità, Paolo Monferino: «Mai silenzio è stato così fragoroso – afferma Andrea Bonizzoli , presidente regionale Anpas, l’associazione che riunisce le 81 sigle con gli oltre 9mila volontari – da oltre un secolo assicuriamo con la nostra opera gratuita la gestione delle emergenze e sin dalla nascita del 118 in Piemonte siamo protagonisti qualificati e primari del sistema, ma la Regione non sente il bisogno di parlare e confrontarsi con noi su quelle che saranno le scelte che farà e che ricadranno su noi e su tutti i nostri concittadini».

Il 118, grazie all’insostituibile lavoro congiunto pubblico-privato svolto negli ultimi vent’anni, «è un elemento di eccellenza, di trasparenza e di garanzia per l’intera collettività. Eppure, a fronte dei continui proclami di un sostanziale piano di potenziamento del sistema stesso, la Regione in questi mesi sta annunciando, al contrario, tagli lineari ai convenzionamenti». Proprio per sopperire a questa grave situazione Massimiliano Motta (Pdl) propone di stornare gli oltre 15 milioni di euro, attualmente destinati all’acquisto di una piattaforma informatica per la contabilità, «ai servizi prioritari come il 118, gli anziani, l’assistenza ai disabili ed ai non-autosufficienti». Spiega il consigliere regionale: «Le protese di questi giorni ci invitano a riflettere circa le priorità dei cittadini. Non possiamo pensare di rimanere senza 118 o di lasciare senza servizi gli anziani ed i disabili. Il SIRAC, ovvero il sistema unico contabile, qualora fosse necessario, è un’importante innovazione per la pubblica amministrazione, ma non è prioritario rispetto a tanti altri servizi e forse nei fatti, rispetto ai Sistemi Informativi delle aziende sanitarie, è già di fatto unificato».

Infine, l’ennesima stoccata al titolare della Sanità, con il quale evidentemente permangono rapporti tesi, nonostante il “chiarimento” imposto dal governatore: «L’assessore Ing. Monferino, che gode la nostra fiducia del 150%, – conclude Motta – destini i fondi previsti per il SIRAC (9 milioni e 800 mila euro più iva, per un totale di oltre 15 milioni di euro), nuove risorse reperite, alle dotazioni dell’Assessorato. sarà altresì auspicabile il confronto in sede politica di programmazione delle politiche in campo sanitario della maggioranza, come promesso dall’assessore che spera, come tutti noi, una conduzione più collegiale delle scelte per l’applicazione del nuovo piano sociosanitario».

Qui il piano socio sanitario 2012-2015.

La Rete Ospedaliera programmata.

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

[Fonte: Lospiffero.com]

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