Regione Piemonte – Sanità: “Spending Review” o “Cutting Spending”?

Una notte in ospedale per il senatore chirurgo Ignazio Marino, senatore del PD, è stato portato venerdì sera al pronto soccorso delle Molinette dove ha parlato a lungo con i medici e gli infermieri che lo hanno assistito.

Marino: “L’effetto dei tagli alla Sanità?. L’ho provato sulla mia pelle”.

Marco Accossato, La Stampa, Torino

Da presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale ha visitato numerosi ospedali e manicomi criminali in tutta Italia, per rendersi conto della situazione. Dal Nord al Sud, sovente a sorpresa.

Venerdì sera, Ignazio Marino, chirurgo e senatore Pd, a Torino per «Torino Spiritualità», ha varcato – sempre a sorpresa – la porta del Pronto Soccorso delle Molinette. Stavolta, però, come paziente in Chirurgia, per un ascesso tonsillare. «È difficile descrivere il divario tra l’abnegazione e la passione del personale che ho visto e l’impressionante carenza di risorse economiche e umane – racconta -. Mi hanno spiegato che il numero di infermieri in questo pronto soccorso di Chirurgia è diminuito in un anno di 14 persone. Così, nei turni di notte, non c’è un attimo di pausa, neppure per bere un bicchier d’acqua».

Marino, che ha annunciato una lettera a Cota, ha parlato con infermieri e medici del turno di notte: «Mi ha turbato – prosegue – scoprire che per ridurre i costi della Sanità è stata tolta anche la distribuzione dell’acqua durante i turni di notte: se gli infermieri o i medici hanno sete, devono comprarsi una bottiglietta…». Anche questo – dice – «è il risultato dei 21 miliardi di tagli al fondo sanitario nazionale tra il 2011 e il 2014».

Il senatore-chirurgo riconosce che questa situazione «non è responsabilità di una singola regione o di un singolo ospedale». Ma, osserva, «tagli così drastici feriscono mortalmente uno degli elementi che ci rende tutti uguali in questo Paese». Perché «non si può continuare a pretendere di colmare le carenze con l’abnegazione del personale». Abnegazione che, ribadisce, «alle Molinette ho toccato con mano, a esempio in un gesto d’affetto dimostrato da un infermiere che tranquillizzava la moglie anziana di un uomo più anziano di lei, andato in choc anafilattico dopo la puntura di un calabrone».

Marino ha visto le barelle spinte con una mano sola, «perché l’altra doveva sorreggere la sacca della flebo». Ha visto «i bagni dei pazienti senza sapone». Non ha visto sprechi, «ma tanta attenzione ai risparmi: usare un solo ago quando è possibile evitare di utilizzarne due, ad esempio». Che è un «comportamento virtuoso», per la Regione in crisi di risorse. «Ma ho anche percepito, e questo mi allarma – conclude – il senso di lontananza che c’è ormai verso la classe dirigente. Medici e infermieri costretti a turni massacranti per mancanza di personale o a risparmiare su tutto, persino su una bottiglietta d’acqua, hanno ormai l’impressione che non ci si possa aspettare più nulla da questa classe politica».

marco.accossato@lastampa.it

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