Regione Piemonte – Sanità, rischio commissariamento.

Il verbale dell’ultima riunione del Tavolo Massicci è una dura requisitoria nei confronti della Regione: debiti record, inadempienze formali, criticità. Il Governo minaccia provvedimenti.

La Regione Piemonte «è stata valutata inadempiente con verifica nel Piano di rientro», in quanto «non ha fornito tutta la documentazione richiesta», in particolare sulla “riconciliazione” del bilancio con i dati delle aziende sanitarie verso le quali la Regione ha accumulato un debito record di oltre due miliardi e mezzo di euro (precisamente 2.520,323 mln). Il Governo, attraverso il “Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali” (il cosiddetto “Tavolo Massicci”, dal nome del direttore generale del Ministero dell’Economia che presiede l’equipe di valutazione), vuole sapere se e come questo debito è contabilizzato nei bilanci «in quanto una mancata riconciliazione […] potrebbe configurarsi come una distrazione di fondi del SSR (Servizio sanitario nazionale, ndr.) da parte della Regione». Avvertendo che «qualora venisse confermata la situazione di criticità […], si profilerebbe un mancato conferimento di risorse al SSR (Servizio sanitario regionale, ndr.) che andrebbe ripristinato da parte della Regione». E in più si dovrebbero applicare le sanzioni previste «in materia di equilibrio economico nel settore sanitario dall’articolo 1, comma 174 della legge 311/2004 e s.m.i.». Tradotto: blocco dei trasferimenti nazionali, azione di recupero della prima tranche già erogata, copertura da parte della Regione dei fondi mancanti (attraverso l’imposizione di nuove tasse) e, in ultimo, il commissariamento.

La dura requisitoria sui conti della Sanità piemontese è contenuta nel verbale della riunione congiunta tra il Tavolo Massicci e la Regione Piemonte del 19 luglio scorso: resoconto custodito segretamente nei cassetti di piazza Castello e di corso Regina Margherita, di cui esiste solo uno stralcio, peraltro singolarmente datato 6 settembre, a cura del Governo. Secondo questo report la situazione è gravissima: altissimo indebitamento, scritture contabili incomplete, latitanza nel fornire dati, riscontri e documentazione. Da allora qualcosa è cambiato? Parrebbe proprio di no, e non per colpa del generale agosto che si è frapposto, se è vero che non più tardi dell’altro ieri, il 19 settembre, esattamente due mesi dopo la riunione, il direttore generale dell’assessorato alla Sanità, Sergio Morgagni, è stato redarguito con severità al tavolo tecnico del ministero proprio sulla perdurante inadempienza della Regione. Una scena che i presenti descrivono alquanto imbarazzante per l’alto burocrate di corso Regina.

In ultimo una serie di considerazioni. Alla luce dei rilievi mossi dal Governo (e ribaditi ancora nelle ultime ore in via informale) appaiono meno oscure le recenti mosse dell’assessore Paolo Monferino e il suo crescente disagio, arrivato com’è noto fino a paventare le dimissioni. A molti è parso che l’ex manager Iveco cercasse il proverbiale “incidente” in modo da costruirsi l’alibi perfetto per tagliare la corda. E scaricare le colpe sulla politica, oggi è un andazzo parecchio popolare. È cosi? Chissà. Infine, perché non è stata data notizia – alle forze politiche né tantomeno all’opinione pubblica – di queste criticità, preferendo continuare nelle rassicurazioni che addirittura descrivevano il Piemonte come una delle Regioni più virtuose? Urgono spiegazioni.

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[Fonte: Lospiffero.com]

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