Regione Piemonte – Sanità: L’Arcivescovado tira le orecchie a Monferino.

“Sanità non è solo pareggio contabile”

L’Arcivescovo di Torino manda un preciso monito a Monferino, ai manager e all’amministrazione regionale: “Compito prioritario è la salvaguardia e la cura della salute integrale di ogni persona“.

Il Pdl lo manda a farsi benedire e lui li prende in parola, invitando addirittura il vescovo a intercedere in Alto per la buona riuscita del suo lavoro. Paolo Monferino in queste ore ha davvero bisogno di tutto l’aiuto del Cielo dacché la terra gli è particolarmente ingrata. E se ieri è sceso in sua difesa il governatore in persona – “Chi tocca Monferino, tocca me” – oggi spetta a mons. Cesare Nosiglia dare conforto all’anima in pena di questo manager prestato malvolentieri alla pubblica amministrazione e alla politica, e da queste vissuto come un intruso. Da impeccabile padrone di casa – la riunione si tiene a Villa Lascaris di Pianezza, casa di esercizi spirituali della Diocesi – l’arcivescovo di Torino, nel portare il proprio saluto al seminario dei vertici della Sanità piemontese, riconosce alla Regione risultati positivi in questi primi due anni di mandato: «Vi dico subito che apprezzo e seguo con interesse il proficuo dialogo e positivo rapporto di collaborazione che si è instaurato tra le Diocesi piemontesi e la Regione in questo ambito così delicato, ma anche determinante per la vita di ogni cittadino e comunità». Non risparmia però una tirata d’orecchie a quanti antepongono la quadratura dei conti ai reali bisogni dei cittadini.

Dice Nosiglia: «L’obiettivo primario del Servizio Sanitario è la tutela della salute di ogni persona di cui si fa carico, per cui anche le risorse economiche costituiscono certamente uno degli strumenti insostituibili per raggiungere queste finalità». Ma senza che queste logiche contabili prevalgano sulla vera finalità del servizio: «È necessario incentrare i compiti delle politiche socio-sanitarie regionali a partire non solo dal pareggio di bilancio, cui subordinare la programmazione socio-sanitaria stessa, ma soprattutto sulla salvaguardia e la cura della salute integrale di ogni persona».

E non ci devono essere limiti ai tempi di cura, «come purtroppo si intravede nella Delibera 45» della Regione dello scorso 30 giugno che delinea un “nuovo modello integrato di assistenza residenziale e semi-residenziale socio-sanitaria a favore delle persone anziane non autosufficienti”, che non trova l’approvazione del prelato: «La Sanità deve garantire la presa in carico della persona per tutto il percorso senza interruzione».

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[Fonte: Lospiffero.com]

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