Spending Review in Piemonte: Dirigenti pubblici troppi e costosi!

In tempi di spending review occorre rivedere il numero e le retribuzioni dei manager della PA. A partire dagli automatismi salariali. Ecco il confronto tra Comune, Regione e Provincia.

Scritto da Carlo Manacorda, economista, Università di Torino

Per ridurre i costi all’osso, Comune di Torino e Regione Piemonte stanno valutando di effettuare anche tagli alle spese di personale (è un capitolo della spending review, in fase di avvio). Il sindaco Piero Fassino pensa a prepensionamenti (potrebbero servire a stabilire il giusto rapporto tra dipendenti degli enti locali e popolazione), ed anche a riduzioni degli stipendi dei manager di Palazzo Civico. L’assessore Giovanna Quaglia intende rideterminare le piante organiche della Regione in funzione dei reali fabbisogni di personale. Vuole cioè ridurre gli esuberi di personale, evidentemente oggi presenti nell’amministrazione, comprese le partecipate. Non parla (almeno per ora) di tagli alle retribuzioni. Assente, ma non giustificata, da questo dibattito la Provincia di Torino. Incerta sul proprio destino, non annuncia alcun processo di revisione della spesa. Uniche dichiarazioni da parte provinciale quelle del presidente Antonio Saitta per assicurarsi un futuro non da pensionato (neppure un pensiero all’invocata esigenza di un ricambio della classe politica). Naturalmente non c’è ancora nulla di definito nei piani di Comune e Regione per contenere le spese di personale. Tuttavia, indipendentemente dagli sviluppi che potrà avere questo argomento, non guasta qualche riflessione sui trattamenti economici dei dirigenti delle tre amministrazioni, mettendoli a confronto con quelli dei “colleghi” del settore privato.

Nel novembre 2009, Confindustria ha rinnovato con Federmanager il contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti delle aziende industriali valido per il periodo 25 novembre 2009 – 31 dicembre 2013. Il trattamento minimo complessivo di garanzia, cioè lo stipendio minimo, è stabilito per il 2012 in: 61.000 euro per i dirigenti con anzianità di servizio con qualifica di dirigente fino a 6 anni, e in 76.000 euro se la qualifica di dirigente è superiore a 6 anni compiuti. Per il 2013, utilizzando gli stessi criteri, lo stipendio minimo è di 63.000 euro e di 80.000 euro. Senza grandi differenze i trattamenti economici dei dirigenti del commercio. A questi importi vanno aggiunti gli scatti di anzianità, gli eventuali premi e (poche) altre integrazioni stipendiali. Ed infatti gli osservatori lamentano come buona parte della retribuzione dei dirigenti sia rimasta rigida (una statistica indica soltanto nel 18,5% la parte variabile di queste retribuzioni, cioè quella corrisposta per il raggiungimento di obiettivi legati ai risultati aziendali, parte che in altri paesi costituisce la componente principale della retribuzione del manager). Questo sarebbe anche il motivo del basso numero di dirigenti nelle imprese italiane (Regno Unito: 15 ogni 100 dipendenti. Italia: 0,85, superiore solo a Grecia e Portogallo). Nel settore privato vengono date utili indicazioni allorché, parlando delle retribuzioni annue lorde della dirigenza, si precisa qual è il costo aziendale totale di esse: mediamente 40% in più.

Guardiamo ora alle retribuzioni dei dirigenti dei tre enti sopra indicati.

Regione (situazione: maggio 2012). Direttori (15, tutti con uguale trattamento): totale retribuzione annua lorda 162.145 euro (di cui 132.145 di trattamento fondamentale). Dirigenti (100, con trattamento pressoché identico): totale retribuzione annua lorda 113.000 euro. Non emergono differenze dovute a maggiore o minore anzianità di servizio in posizione dirigenziale. Nessuna indicazione sul costo totale per la Regione di ciascun dirigente.

Provincia di Torino (situazione: maggio 2012). Complessivamente, 49 dirigenti. Retribuzione annua lorda: si va da un minimo di 78.000 euro ad un massimo di 148.000 euro. 27 dirigenti superano i 100.000 euro. Non emergono differenze dovute a maggiore o minore anzianità di servizio in posizione dirigenziale. Nessuna indicazione sul costo totale per la Provincia di ciascun dirigente.

Comune di Torino (situazione: agosto 2012). Complessivamente, 162 dirigenti. Retribuzione annua lorda: escludendo la retribuzione del city manager (276.500 euro), si va da un minimo di 70.000 euro ad un massimo di 173.000 euro. 24 dirigenti superano i 100.000 euro. Non emergono differenze dovute a maggiore o minore anzianità di servizio in posizione dirigenziale. Nessuna indicazione sul costo totale per il Comune di ciascun dirigente.

Nei dati di base e nel complesso, il confronto vede vincente la retribuzione del dirigente pubblico. Inoltre, nel privato, crisi aziendali o altro possono far trovare il dirigente in mezzo alla strada dalla sera alla mattina (quanti casi negli ultimi tempi), mentre ciò non è possibile nel pubblico. Quindi – tranne che per i pochi dirigenti assunti dall’esterno dell’amministrazione – totale sicurezza del posto di lavoro (anche se talora senza rinnovo della qualifica dirigenziale).

Saranno state certamente molte le ragioni che hanno determinato il sorpasso. Alcune sono immaginabili: contratti collettivi nazionali di lavoro che sbracavano (e soltanto ora ci si accorge di dove si è finiti in termini di debito pubblico e di costi della pubblica amministrazione, e si cerca affannosamente di correre ai ripari); accondiscendenza da parte delle classi politiche nazionali e locali per acquisire consenso al momento elettorale, e via cantando. Sarebbe anche interessante sapere come qualche volta, in assenza di programmi e senza assegnazione di obiettivi, sia stato possibile corrispondere retribuzioni di risultato (infatti – ad esempio in Regione – sono date a tutti in misura uguale, con buona pace della funzione incentivante che esse dovrebbero avere). Oggi i tempi si sono fatti duri. Tenendo conto degli elementi che si sono riferiti, sembra che la spending reviewpossa procedere serenamente anche nei confronti delle retribuzioni dei dirigenti pubblici. Godranno le casse degli enti e ci saranno meno tensioni tra i lavoratori.

[Fonte: Lospiffero.com]

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Una risposta a Spending Review in Piemonte: Dirigenti pubblici troppi e costosi!

  1. TORRAZZO ha detto:

    ma siamo pazzi ma cosa producono questi signori? Nulla usano i soldi di altri lavoratori che son produttivi! SUBITO UN TAGLIO DEL 50% AGLI STIPENDI DI DIRETTORI E DIRIGENTI !

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