Regione Piemonte – Sanità, la Regione fa la cresta sugli anziani!

“Tagli insostenibili nel socio assistenziale” denuncia l’Anaste, nonostante le indicazioni provenienti dal ministero “che elargisce contributi in base a un servizio ridotto all’osso”.

E’ ormai guerra aperta tra l’Anaste, associazione che raggruppa le strutture private dedicate all’assistenza degli anziani, e la Regione Piemonte. Al centro della diatriba i tagli al settore socio-sanitario e socio-assistenziale, che avrebbero, secondo quanto denuncia l’associazione, notevolmente ridotto la disponibilità di posti letto convenzionati. «L’addendum sul piano di rientro aveva previsto il finanziamento di 19 mila posti letto convenzionati, pari al 2% della popolazione ultra 65enne del territorio piemontese – spiega Michele Assandri, numero uno piemontese dell’Anaste -. In base a questa risoluzione il Ministero della Salute elargisce dei contributi economici, peccato, però, che ad oggi i posti letto attivati siano 12.800». Ovvero incassa risorse che non impiega per la finalità a cui sono destinate: una sorta di “cresta” sui trasferimenti ministeriali. Un’accusa pesante quella rivolta dal presidente dell’associazione alla giunta guidata da Roberto Cota, in particolare al suo assessore alla Sanità Paolo Monferino. Per un fatto simile, accaduto nel 2009, l’Anaste inoltrò un esposto e, dopo l’intervento dei Nas dei Carabinieri, cinque direttori di Asl vennero denunciati per abuso d’ufficio.

Anche perché le indicazioni provenienti da Roma parlano chiaro: sollecitato proprio dalla tignosa associazione, il ministro Renato Balduzzi ha spiegato che nel decreto 95, approvato lo scorso luglio dal Consiglio dei Ministri, non sono previsti tagli a “prestazioni socio-sanitarie e socio-assistenziali a favore di anziani non autosufficienti fornite in regime di accreditamento, quali ad esempio le prestazioni di residenzialità extra ospedaliera”. «Anche nel Piano di rientro sottoscritto con il Ministero della Salute e dell’Economia nel 2010 – conclude Assandri – l’esecutivo regionale si era impegnata a redistribuire le risorse sull’assistenza territoriale e invece continua lo spreco clientelare nella rete ospedaliera. Malgrado il Tar Piemonte con una recente ordinanza abbia ribadito l’esigibilità del diritto alle cure socio-sanitarie, e il Parlamento con l’appoggio del Governo ricordano il dovere di finanziare le cure ai disabili, in Piemonte sono ancora presenti in lista d’attesa 13.000 utenti che hanno diritto all’assistenza domiciliare o residenziale».

[Fonte: Lospiffero.com]

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