Trm resta pubblica. Almeno per ora!

Passa la linea del Pd (e della Provincia). Fassino accetta il compromesso: sarà ceduto il 49% delle quote, con una clausola per il restante 31. Tutti auspicano l’intervento di Iren.

Il Comune di Torino manterrà il controllo pubblico di Trm, la società che gestisce l’inceneritore del Gerbido. Almeno in una prima fase. Al termine di una delicata riunione interna al gruppo Pd, i consiglieri del principale partito della coalizione sono riusciti a far passare una posizione fino a qualche settimana fa lontana da quella dell’amministrazione, da tempo decisa a cedere l’80% della società. La cessione del controllo a un partner privato era necessaria per sistemare le casse cittadine e rientrare all’interno del patto di stabilità, ma avrebbe provocato una serie infinita di reazioni a catena. Anche perché gli attori in campo sono tanti, a partire dall’Ato Rifiuti presieduta da Paolo Foietta che dovrà dare il proprio responso sull’operazione, agli altri comuni interessati fino agli istituti bancari finanziatori, Bnp Paribas in testa, che hanno finanziato il termovalorizzatore con 400 milioni di euro proprio sulla scorta delle garanzie pubbliche. Nessuno di loro vede di buon occhio la perdita del controllo pubblico da parte del Comune di Torino. In particolare i sindaci di Grugliasco e Beinasco, Roberto Montà e Maurizio Piazza, rivendicano i vincoli legati al teleriscaldamento: perché il termovalorizzatore, oltre che smaltire spazzatura, produce energia che i comuni limitrofi, secondo accordi già sottoscritti, dovrebbero avere a un prezzo decisamente favorevole per il teleriscaldamento.

Già entro la fine del mese il Comune dovrebbe predisporre la gara per la ricerca del partner industriale. Gli occhi ora sono puntati tutti su Iren, la multiutility partecipata da Palazzo Civico che vive un periodo storico di grandi difficoltà finanziarie, con il titolo in borsa che crolla a picco, costringendo i vertici a un imponente piano di dismissioni. Il sindaco Piero Fassino si è detto fiducioso e convinto che la situazione sia in fase di lento ma progressivo miglioramento, ma è difficile capire se in questo momento sarà in grado di sostenere un investimento così imponente. «L’operazione è subordinata al fatto che il 49% sia sufficiente per rientrare nel patto di stabilità – dice Silvio Viale, radicale eletto nel Pd -. Se non sarà sufficiente si alzerà la quota. In ogni caso la decisione strategica è stata quella di cedere oltre il 50%. Io venderei il 100%, ma condivido il pragmatismo di Fassino». Dal canto suo il primo cittadino si è riservato di inserire una clausola per la cessione di un ulteriore 31%, vincolata alla sottoscrizione di alcune condizioni che il partner privato dovrà discutere direttamente con l’amministrazione. Ora al Comune resterà da capire dove trovare le risorse necessarie per rientrare nel patto di stabilità.

[Fonte: Lospiffero.com]

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