TAV: Oui alla Torino-Lione ma con fondi UE!

La Francia conferma l’impegno ma chiede un nuovo accordo che preveda consistenti finanziamenti europei. Un’opera i cui costi continuano a lievitare esponenzialmente e sarà tutta a debito.

Falso allarme? Non proprio. La Francia ha ribadito questa mattina il carattere strategico del progetto per la costruzione della linea ad alta velocità tra Torino e Lione indicando tuttavia che occorrerà «un nuovo accordo che tenga conto dei finanziamenti disponibili, soprattutto a livello europeo». Sul piano delle affermazioni pubbliche, l’opera resta «un grande progetto con evidenti benefici a livello ambientale e di integrazione europea», ha dichiarato un portavoce del Dipartimento dei Trasporti del governo Hollande, ma sono necessari dei correttivi. Questo progetto, ha spiegato il funzionario, è legato «da accordi internazionali e da un trattato. La parola dei nostri due paesi è stata data e non si è mai pensato a rimangiarsi la parola». Però occorrono più soldi, e soprattutto che a farsi carico del badò sia la comunità europea.

La Francia e l’Italia hanno firmato un accordo quadro nel 2001 e questo accordo è diventato trattato nel 2002 dopo la ratifica da parte dei parlamenti dei due paesi. Un secondo accordo, firmato lo scorso gennaio, fissa le linee guida del progetto e le condizioni di gestione della linea una volta che questa sarà stata completata. L’accordo del 29 gennaio 2012, ha precisato il funzionario, non rappresenta tuttavia il passo finale della vicenda. «Ci vorrà ora un altro accordo – ha detto – che terrà conto dei finanziamenti disponibili, soprattutto a livello europeo”. Questa mattina il ministro dei Trasporti francese, Frederic Cuvillier, ha intanto avuto un colloquio telefonico con il ministro Corrado Passera in cui ha confermato la posizione del suo paese in merito alla questione.Lo ha reso noto lo stesso Passera durante il suo intervento all’assemblea dell’Ance: «Ho appena parlato col ministro francese – afferma Passera – e non c’è in nessuna delle loro ipotesi alcuna modifica agli impegni già presi a livello nazionale quindi il progetto Torino-Lione così importante della rete dei corridoi europei è totalmente confermato sia da parte nostra che da parte del governo francese».

LA GENESI – Nel 2007 il Governo francese aveva proposto la costruzione di 14 linee ad alta velocità per un totale di 2.000 chilometri e 260 miliardi di euro di investimento. Cifre che, adesso, il nuovo esecutivo guidato da Hollande sembra non potersi più permettere, stando a quanto riportato ieri nell’articolo de Le Figaro. Per questo motivo una commissione di parlamentari ed esperti francesi sarà nominata per stabilire, entro la fine dell’anno, quali siano i progetti a più alta priorità e che, quindi, meritano di essere finanziati. La più a rischio è proprio la Torino-Lione, il cui costo previsto è di 12 miliardi di euro (parte francese). E non sarebbero solo gli alti costi a spingere i transalpini al ripensamento: la linea potrebbe infatti andare a servire un traffico merci che è sceso a circa quattro milioni di tonnellate all’anno, secondo dati 2011, contro i circa 11 milioni di tonnellate di vent’anni fa. E, inoltre, a dar retta alle stime 2012, i treni passeggeri internazionali che vi transitano sono solo 3 per direzione al giorno, a fronte di un progetto dimensionato per circa 24 treni.

IL PROGETTO – Un progetto che, secondo il primo studio di fattibilità del 1991, si snoda per 270 chilometri di cui 81 sul nostro territorio (il 30 per cento). Nel corso del tempo, il progetto ha subito numerose modifiche, ma la versione definitiva della linea Torino-Lione dovrebbe arrivare a Bruxelles nel gennaio del 2013, mentre la fine dei lavori della tratta internazionale comune Susa – Saint Jean de Maurienne è prevista per il 2023. Complessivamente, la linea Torino-Lione dovrebbe costare fra 17,5 ed i 23 miliardi di euro. La Francia, appunto, spenderebbe 12 miliardi di euro, e quindi l’Italia spenderebbe da 6 a 11 miliardi di euro.

LA GALLERIA ITALO-FRANCESE – Anche se il progetto ha subito molte trasformazioni dall’inizio degli anni Novanta, uno dei punti rimasti immutati è la realizzazione di una nuova galleria di base italo-francese di 57 chilometri (originariamente 52) a doppia canna, ovvero con due tunnel a binario semplice, fra la valle di Susa, in Italia, e la Maurienne, in Francia. E sono ben definiti i costi di questa tratta transfrontaliera, gestita dalla Lyon Turin Ferroviaire (Ltf). I 57 chilometri del maxitunnel che va da Susa a Saint Jean, si snodano per 44,5 chilometri in Francia e per 12,5 in Italia. Un tunnel che costa 8,5 miliardi di euro, ma che è finanziato dalla Ue per il 40 per cento (3,5 miliardi). Dei restanti 5 miliardi, 2,7 sono a carico dell’Italia e 2,3 miliardi di euro sono a carico della Francia. Fra il 2001 e il 2011 sono già stati impegnati 842 milioni di euro per finanziare gli studi di progetto e i lavori di ricognizione realizzati da Ltf, il general contractor per la parte internazionale, società creata nel 2001 e partecipata di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) e Rff (Réseau Ferré de France) responsabile della tratta francese. Lo scavo delle tre discenderie in territorio francese è costato 370 milioni.

COSA DIVIDE FRANCIA E ITALIA – Le differenze fra Francia e Italia, partner in questo progetto, non sono solo economiche, ma anche di burocrazia e di struttura generale dell’opera. Il nuovo progetto preliminare, che poi dovrà essere seguito da quello definitivo e da quello esecutivo, per la costruzione della Tav in Val di Susa, quindi della parte comune italo-francese (la tratta internazionale) e relativamente alla tratta in territorio italiano, è stato presentato nel giugno del 2010. La linea, nella tratta italiana, è in galleria per l’84 per cento del percorso: 68 chilometri su 81 di tracciato, compresa la porzione di 12,5 chilometri in territorio italiano del tunnel di base.  Per quanto riguarda la tratta francese, a ottobre 2011 erano ancora in corso gli studi per definire quali e di che tipo fossero i migliori tracciati. Questo perché le linee francesi ad alta velocità esistenti non prevedono il trasporto di merci né si ipotizza di modificarle a questo scopo: dai lavori dell’Osservatorio governativo(l’organo di emanazione del Governo Italiano sede tecnica di confronto di tutte le istanze interessate presieduto dal commissario straordinario del Governo Mario Virano) e dallo stato attuale della progettazione di Rff risulta che la Francia intende realizzare un tracciato solo passeggeri Tav ad alta velocità Lione-Chambery (che quindi non raggiungerebbe il tunnel di base), e un tracciato separato e in parte diverso per le merci Lione-St. Jean de Maurienne. Il nuovo programma d’attuazione è stato proposto nel giugno 2011. Il progetto preliminare modificato della tratta tra Lione e Saint Jean de Maurienne è stato approvato nell’autunno 2011, mentre l’inchiesta pubblica si è svolta ad inizio 2012. La sezione francese, fra l’area metropolitana di Lione e Saint-Jean de Maurienne, lunga 140 chilometri, avrà il 60 per cento in opere sotterranee, e consentirà la circolazione dei passeggeri e delle merci.

A oggi, In Francia (dove si è scavato finora per nove chilometri) sono stati chiusi già tre cantieri e, a causa anche dell’ opposizione in Valsusa, da entrambi i lati delle Alpi gli scavi non sono ancora cominciati.

Quindi si potrebbe ancora risparmiare questo denaro da destinare ad altri scopi ben più nobili. Magari potenziando il trasporto pubblico locale sempre più trascurato!

[Fonte: Lospiffero.com]

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