Crisi: La Pininfarina ci riprova con la BMW.

Secondo alcune indiscrezioni starebbe tentando di ributtarsi nella produzione. A San Giorgio Canavese sogna di veder uscire 15mila vetture della casa tedesca. Ma mancano i soldi.

Pininfarina ritenta la strada della produzione, nonostante che proprio la scelta di allontanarsi dal core business (la progettazione e il designer) sia stata la principale causa della crisi in cui è precipitata. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza il gruppo piemontese avrebbe un progetto per riavviare la produzione nello stabilimento di San Giorgio Canavese (To), impiegando tra i 400 e i 500 addetti. Forse non è precisamente ciò che Sergio Pininfarina, commemorato ieri in Sala Rossa da Piero Fassino, intendeva parlando della necessità di rimanere legati alle radici, come ha spiegato durante la cerimonia il figlio Paolo.

L’idea è realizzare nel sito in provincia di Torino un nuovo modello che Bmw ha deciso di esternalizzare. In ballo c’è un contratto per produrre 15 mila auto l’anno per dieci anni. Per individuare un partner la casa automobilistica tedesca ha lanciato un bando. Alla gara partecipano, oltre a Pininfarina, un gruppo finlandese e uno olandese. Il punto è che entro il prossimo 15 luglio i partecipanti al tender devono presentare una lettera d’intenti corredata dalle necessarie garanzie finanziarie a sostegno del progetto industriale. L’impegno per il sito torinese sarebbe di circa 100 milioni, non una cifra monstre, ma non facile da reperire per Pininfarina, che solo qualche mese fa ha riscadenziato, allungandoli al 2018, i suoi impegni con le banche.

Ora io mi domando se a fronte della crisi attuale la Regione Piemonte con l’assessore Porchietto e il governo Monti con il ministro Passera non possano prendere in seria considerazione di appoggiare questo progetto industriale, che in caso di successo, garantirebbe nel canavese circa 500 posti di lavoro per 10 anni, rilanciando un’azienda in crisi ed un made in Italy di cui siamo maestri al mondo sia per il design che per la qualità del nostro artigianato? Potrebbe essere questa la strada per rilanciare l’economia di questo paese? Inoltre si aumenterbbe il reddito di quelle pèersone che spendono e generano circolazione del denaro, invece che deprimerle ulteriormente o no!

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