Comune di Torino – Inceneritore, in fumo l’asse Fassino-Saitta!

Provincia e Ato chiedono a Torino di mantenere il controllo su Trm. Sulle stesse posizioni anche gli altri sindaci della zona. Entro luglio la gara e Palazzo Civico sta valutando di cedere solo il 49%.

L’inceneritore del Gerbido deve rimanere in mano pubblica. Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e il numero uno dell’Ato Rifiuti Paolo Foietta hanno intensificato negli ultimi giorni il forcing nei confronti del Comune di Torino per scongiurare la dismissione dell’80% delle quote di Trm, la società che dovrà gestire l’impianto. Gli strumenti che hanno in mano per dissuadere il sindaco Piero Fassino sono in parte spuntati: l’associazione d’ambito ha il solo compito di vigilare sull’affidamento in essere, assicurandosi che il nuovo soggetto, quando subentrerà, abbia i requisiti previsti dalla legge. Insomma, non ha potere di veto, ma certo rappresenta un attore di cui non si può non tenere conto in questa partita.

Sono giorni decisivi: entro la fine del mese Palazzo Civico pubblicherà la gara per la cessione di una parte delle azioni, ma ad oggi non vi sono certezze. Da un lato la volontà di seguire un percorso intrapreso nel 2002 senza stravolgerne i presupposti (controllo pubblico, appunto), dall’altra la disperata necessità di Torino di far cassa per sistemare i conti – “io devo trovare 60 milioni per rientrare nel patto di stabilità” avrebbe confidato Fassino a uno dei suoi interlocutori -. Ci sono poi gli istituti bancari che hanno finanziato l’opera – a partire dalla francese Bnp Paribas, a capo della cordata, ma anche la Bei, Banca d’investimenti europea e, con quote inferiori, Intesa San Paolo e Unicredit – anche per via delle garanzie che poteva offrire una città come Torino: le stesse garanzie che pretendono qualora subentrassero altri soggetti.

Entro la prossima settimana con ogni probabilità l’Antitrust si esprimerà su una delibera di ricognizione assunta dall’assemblea dell’Ato per verificare la regolarità dei passi finora assunti, tenendo presente che, per legge, al 31 dicembre prossimo non esisteranno più le cosiddette società in house – quale è Trm – e che il socio pubblico è tenuto comunque a cedere almeno il 40% delle proprie quote a un privato, il quale dovrà avere caratteristiche di partner industriale e non solo finanziario: insomma un socio operativo, non certo un fondo di investimenti

Intanto il fronte del no alla cessione del controllo pubblico si allarga, a partire dai sindaci dei comuni limitrofi – i più coinvolti sono Grugliasco e Beinasco – che hanno condiviso con Torino questa impresa, accollandosi l’onere di doverla far digerire ai propri cittadini: finora sono rimasti in silenzio, ma hanno già fatto sapere di non gradire affatto la decisione del capoluogo di cedere l’80% delle sue quote azionarie. E in questo contesto si inserisce anche il comitato di controllo, nato per creare un collegamento tra i cittadini e l’amministrazione, la cui presidente Erika Faienza, che è pure consigliere provinciale, da tempo ormai è in fibrillazione e minaccia vibranti proteste.

Le pressioni aumentano giorno dopo giorno, mentre all’interno del Consiglio comunale di Torino già molti esponenti della maggioranza hanno palesato più di una perplessità nei confronti di questa operazione, anche all’interno della maggioranza di governo. I rifiuti sono materia troppo delicata per affidarli a privati, è il ragionamento di molti di loro. E da Palazzo di Città trapela la voce secondo la quale il sindaco Fassino starebbe tornando a ragionare sulla possibilità di mettere sul mercato solo il 49% di Trm conservando il controllo pubblico sulla società.

[Fonte: Lospiffero.com]

Comune di Torino – Inceneritore del Gerbido (Trm): “Vendiamo l’80%”.

Provincia di Torino –  Inceneritore del Gerbido: ecco le verità nascoste!

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