Regione Piemonte – Bilancio consuntivo e di assestamento 2011 fantasma!!

Siamo al 28 giugno: del bilancio consuntivo e dell’assestamento neppure l’ombra. Un andazzo che mette a repentaglio la buona gestione contabile dell’ente e la certezza degli investimenti.

Che in Regione Piemonte regni ormai la più ampia libertà politica è sotto gli occhi di tutti: partiti che si spezzettano, maggioranze sostenute da minoranze, componenti di raggruppamenti politici che litigano vivacemente tra loro, individualità spinte fino al punto di trasformarsi in gruppo. Tempi, insomma, che sembrerebbero preludere al: “rompete le righe”. Non era immaginabile che potesse esistere analoga libertà in materia di conti. Eppure, guardando l’agenda dei lavori della Regione in tema, sembrerebbe che ciò sia possibile.

L’articolo 68 dello Statuto della Regione Piemonte dispone: “L’approvazione del rendiconto avviene con legge entro il 31 luglio di ogni anno, sulla base di un disegno di legge presentato dalla Giunta regionale entro il 30 aprile dell’anno successivo all’esercizio cui si riferisce. L’assestamento del bilancio è approvato dal Consiglio regionale con legge entro il 31 luglio di ogni anno, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio”. La norma ripropone quanto previsto per tutte le amministrazioni pubbliche tenute alla predisposizione di un bilancio di previsione. Infatti questo documento contabile, dovendo essere approvato entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello al quale si riferisce (anche se ciò accade con sempre minore frequenza), contiene, in prevalenza, ipotesi di entrata e di spesa. Poiché tuttavia è impensabile che ogni anno faccia storia a sé dal punto di vista finanziario, il legislatore dà all’impianto contabile gli strumenti occorrenti per consentire che i risultati del bilancio dell’anno prima si colleghino con quelli dell’anno successivo (la continuità dell’azione amministrativa è una regola assolutamente imprescindibile non solo dal punto di vista giuridico, ma anche da quello dell’amministrazione concreta. Se non esistesse, al 31 dicembre di ogni anno si cadrebbe nella paralisi della gestione). Stabilisce, quindi, che si chiudano i conti dell’anno prima (rendiconto) e, sulla base dei risultati contabili certi offerti dal rendiconto, nonché di eventuali esigenze accertate durante i primi mesi dell’anno in gestione, si proceda alle correzioni dei crediti e dei debiti (residui attivi e passivi), indicati presuntivamente nel bilancio di previsione, e alle ridefinizioni di stanziamenti del bilancio in corso. Tutte queste operazioni costituiscono l’assestamento del bilancio. Maggiore chiarezza e razionalità di percorso non è possibile, se si vuole che i conti siano costantemente certi ed attendibili. E la certezza dei conti garantisce che la gestione avvenga con regolarità poiché le risorse finanziarie assicurano la copertura degli oneri occorrenti per lo sviluppo dei programmi e dei progetti.

Risulterebbe che, nel 2011, il disegno di legge di assestamento del bilancio della Regione non sia mai arrivato in porto. Se così è stato, ci sarebbe intanto una grave violazione non soltanto delle norme contabili ma dello stesso Statuto regionale – che rappresenta la più alta legge della Regione. Inoltre, sarebbe venuto meno uno degli anelli necessari affinché si realizzi la continuità della gestione nei termini sopra ricordati, con ciò lasciando nell’incertezza anche il consolidamento dei conti per il 2012.

Nel 2012, sembra che il termine del 30 aprile per la presentazione del disegno di legge per il rendiconto 2011 sia stato superato senza che sia accaduto nulla. E’ vero che i termini previsti dallo Statuto non sono tassativi e che, pertanto, è ancora possibile presentare tutti i documenti: rendiconto e assestamento, per l’approvazione, entro il 31 luglio. Però le esperienze dell’anno passato, se confermate, non depongono certamente bene, e quanto constatato fino ad ora non fa sperare in accelerazioni per l’anno in corso. Ma non è possibile giudicare prima del tempo.

Dal punto di vista del cittadino, c’è l’auspicio che tutti gli atti da porre in essere in tema di gestione dei conti regionali non avvengano in libertà, ma siano compiuti nel rispetto delle norme di legge ed alle scadenze da esse previste, e che su essi ci sia il rigoroso controllo della Corte dei conti.

Se si vogliono evitare fallimenti, contabilità naïf sono sconsigliabili nel privato ed a maggior ragione nel pubblico. E, anche in questo caso, per non suscitare l’orrore di Cavour (un po’ suggeritore del titolo di questo scritto), già richiamato in altre occasioni.

Scritto da Carlo Manacorda, economista, Università di Torino

[Fonte: Lospiffero.com]

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Notizie e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...