Regione Piemonte – Sanità: I conti non tornano, duello Monferino-Bresso!

Battibecco a distanza tra l’assessore e l’ex presidente sulla reale situazione economica e finanziaria del comparto, principale responsabile dell’indebitamento della Regione.

La situazione finanziaria del comparto Sanità è sotto controllo, i numeri sui quali la Regione si basa per delineare i propri interventi sono certi, verificati e soprattutto aggiornati al primo trimestre dell’anno in corso. Lo garantisce l’assessore Paolo Monferino replicando a Mercedes Bresso che, dopo aver scoperto il cronico ritardo delle aziende sanitarie (Asl e Aso) nell’approvare i rispettivi bilanci (fermi al 2009) si è chiesta «come sia possibile riferire dati sui debiti delle Asr privi di alcun fondamento di ufficialità, in quanto non suffragati da documenti approvati dagli organi amministrativi e non ancora certificati dai revisori dei conti. Anzi, da alcune precisazioni fornite per via telefonica, è stato specificato che se lo schema di conto economico (costi e ricavi già trasmessi alla Regione) può essere ritenuto attendibile, lo stato patrimoniale sarà probabilmente soggetto a modifiche prima dell’approvazione formale. Così come si chiede come sia possibile diffondere gli stessi dati riferiti all’esercizio 2011 della Regione (che segnano una riduzione della spesa sanitaria di 100 milioni di Euro) quando al Consiglio non è stato ancora sottoposto il rendiconto dello stesso anno (doveva essere approvato entro il 30 aprile scorso!)».

L’assessore ammette che «è vero che la presa d’atto formale da parte della Regione (e in particolare della Giunta) avviene sempre con un ritardo anche significativo (tanto che gli ultimi bilanci formalmente approvati dalle Aziende Sanitarie sono quelli del 2009), ma questo non impedisce di avere a disposizione i documenti contabili e patrimoniali aggiornati, se non proprio in tempo reale, quasi». Ad esempio, riferisce l’assessore, «disponiamo ad oggi dei documenti contabili del primo trimestre 2012 non formalmente approvati dalla Regione ma la cui presa d’atto formale non modificherà nella sostanza gli ordini di grandezza delle chiusure trimestrali annuali». Atti che sono visionati dai collegi sindacali «che hanno l’obbligo di monitorare la gestione economico – patrimoniale in corso d’anno». Del resto, sottolinea l’ex manager Iveco, sarebbe «impossibile per la Regione “governare” la Sanità, così come lo sarebbe per qualunque altra azienda del mondo, facendo riferimento a dati contabili vecchi di tre anni». Così come sarebbe altrettanto impossibile «dialogare con il Ministero dell’Economia per il Piano di Rientro che viene monitorato trimestralmente dal tavolo Tecnico del Ministero dell’Economia e del Ministero della Sanità, se non ci basassimo su dati recenti».

L’ultimo appunto ai rilievi formulati dall’ex presidente, Monferino attiene alla composizione del debito denunciato dalla Regione che per Bresso parrebbe frutto della sommatoria di fattori non cumulabili: liquidità di cassa (valore finanziario) e risorse di competenza (valore economico).  «È esattamente il contrario – nota l’assessore – in quanto tale assunto trascura il fatto che le riduzioni di impegno, e la mancata ricostituzione negli esercizi successivi, a fronte di somme comunque dovute alle aziende sanitarie, ha impedito di fatto l’erogazione delle stesse, comportando sicuramente ulteriori tensioni finanziarie. Tutto ciò dovrebbe essere ben noto a chi ha governato la Regione».

L’ex presidente, che attende sulla questione una risposta formale all’interrogazione presentata nei giorni scorsi a Palazzo Lascaris, controbatte rilevando una buona dose di superficialità, dettata in primo luogo dall’inesperienza, nelle parole dell’assessore. «Un conto sono le “trimestrali”, un altro conto è l’approvazione formale dei bilanci da parte delle Asl, che per molte non è ancora avvenuta per l’anno 2010 i cui dati, per esplicita affermazione di alcune, risultano ancora suscettibili di modifiche nello stato patrimoniale». La stessa presa visione dei dati contabili da parte dei revisori, proprio perché fatta su documenti incompleti, «non rappresenta un parere formale di approvazione dei conti delle Asl ma, come sostiene lo stesso Monferino, di soli “ordini di grandezza delle chiusure trimestrali annuali”. Il governo delle aziende sanitarie si fa con i bilanci e il “rendere conto” è un dovere imprescindibile di tutte le organizzazioni, soprattutto di quelle  che funzionano con risorse pubbliche. Forse questo concetto non è ancora ben compreso dall’assessore e dall’attuale giunta regionale che hanno adottato comportamenti inadempienti, sia per quanto riguarda l’assestamento 2011, sia per il rendiconto dello stesso esercizio, mai  portati alla discussione  del Consiglio Regionale».

Per l’ex presidente in piazza Castello (e in corso Regina, quartier generale della Sanità) la confusione regna sovrana: «Mettere sullo stesso piatto pagamenti di fatture che hanno copertura finanziaria con spese da rifinanziare perché nel frattempo sono diventate prive di copertura,  è come sommare le pere con i carciofi! E spesso la confusione fa perdere di vista i numeri – quelli giusti – perché anche i carciofi sono diventati pere, ma l’assessore non se n’è mai accorto. Se è vero che negli anni 2007 e 2009 sono stati ridotti impegni di spesa da destinare alla sanità per 823 milioni di euro (prossimi alla perenzione e da liquidare non prima del 2009) è altrettanto vero che la ricostituzione di tali somme è avvenuta nel 2008, 2009 e 2010 anche in misura quantitativamente maggiore, precisamente per un totale di 1.782 milioni di euro. Tanta è stata infatti la differenza tra le  risorse assegnate in quegli anni  con delibera CIPE al sistema sanitario regionale piemontese e le stesse risorse iscritte nei relativi bilanci regionali».

In coda la stoccata: «Conosco molto bene gli adempimenti sui bilanci pubblici, per formazione da economista, in primis, poi per esperienza amministrativa. Forse certe sfumature – non cosi piccole – all’assessore sfuggono ancora. Di fatto il suo operato, annunciato come un avvento miracoloso per la sanità piemontese sta mostrando – fino ad ora – solo i limiti dell’inesperienza».

Qui il piano socio sanitario 2012-2015.

La Rete Ospedaliera programmata.

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

[Fonte: Lospiffero.com]

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