Regione Piemonte – Trasporti pubblici, il doppio binario della Bonino!

Secondo il Pd l’assessore trucca le carte. Sarebbero molti di più i servizi tagliati, in accordo con Trenitalia, violando l’iter istituzionale. Per recuperare i 10 milioni mancanti nel suo piano.

Viaggia su un binario parallelo la riforma del trasporto pubblico locale, che l’assessore regionale Barbara Bonino, finita sotto il fuoco incrociato di maggioranza e opposizione, ha presentato nei giorni scorsi. Esisterebbe un secondo livello, sottratto dal confronto tra le parti politiche, le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali, in cui la razionalizzazione del trasporto pubblico locale sarebbe ancor più draconiano. “La Bonino non la conta giusta” secondo il Pd, che al termine di un fitto “lavoro di intelligence” avrebbe smascherato “le bugie” dell’assessore, a partire dai criteri che hanno ispiratoil taglio delle linee dei cosiddetti “rami secchi”. Con un paradosso: «Le linee più costose non vengono soppresse» secondo il consigliere Davide Gariglio che, nel corso di una conferenza stampa, ha presentato dati finora «tenuti nascosti».

Ma non è tutto. Le linee soppresse sarebbero molte di più di quelle annunciate da piazza Castello. Per raggiungere un risparmio complessivo di 30 milioni, infatti, si dovrà procedere anche alla soppressione di due treni sulla Pinerolo-Lingotto, di 4 convogli feriali sulla Torino-Asti-Alessandria-Voghera, alla riduzione del servizio al sabato della Chivasso-Novara e della Torino-Savona, alla eliminazione delle navette tra Fossano e Ceva, alla rinuncia di due treni sulla Torino-Cuneo e di quelli pomeridiani sulla Bra-Carmagnola, alla cancellazione del servizio festivo della Chivasso-Casale-Alessandria, alla riduzione del servizio nel weekend della Asti-Acqui, all’abrogazione totale dell’Alessandria-Savona, dell’Alessandria-Casale-Vercelli, dell’Alessandria-Mortara-Novara e della Domodossola- Novara. Ed infine alla riduzione del servizio tra Germagnano e Ceres (sulla linea Torino-Ceres) e della Rivarolo-Pont. Insomma, un vero e proprio stillicidio.

Di questa robusta sforbiciata – che dovrebbe garantire gli altri 10 milioni mancanti all’appello – nessuno ha mai parlato ufficialmente. Eppure pare che vi sia una lettera – riservatissima – firmata da Bonino con il presidente Roberto Cota dello scorso maggio indirizzata a Trenitalia. Salterà fuori, visto che anche il Pd pare esserne all’oscuro? «Non ci stiamo più a trattare con un assessore che trucca le carte» sbotta il capogruppo Pd Aldo Reschigna che aggiunge: «Bonino non può operare nel disprezzo della legge, con la Regione che continua a redigere propri atti sulla base di lettere da lei inviate». Infatti, nonostante il provvedimento non sia ancora passato in giunta e nonostante fino al 15 giugno non si avrà il parere, peraltro vincolante, delle autonomie locali, dall’assessorato ai Trasporti sono partiti da tempo input alle  Ferrovie sui servizi da sopprimere o rimodulare, visto che il 17 giugno entrerà in vigore il nuovo orario estivo che dovrà tener conto di quanto previsto dal nuovo piano regionale. «Due giorni sarebbero obiettivamente pochi per riorganizzare il servizio nel suo complesso» fa notare ancora Gariglio.

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[Fonte: Lospiffero.com]

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