TAV: Seconda canna autostradale del Frejus aperta al traffico di TIR e automobili.

Dopo la contestazione di Esposito e Foietta (Pd) alla lettera inviata al premier affermando che tra i 360 firmatari dell’appello a Monti nessuno si intende di treni, emerge la reale volontà politica di tasfreire il trasporto modale da gomma a ferro con questa richiesta di modifica del progetto della seconda canna del traforo autostradale del Frejus, originariamnet progettata per essere una via di sicurezza e che invece diventerà operativa. Il movimento NOTAV e molti cittadini avevano preannunciato che la motivazione della sicurezza fosse pretestuosa, e che l’obbiettivo primario fosse quello di aumentare la capacità del traforo. Con questa azione si conferma ancora una volta che non c’è vera volontà politica di trasferimenro modale delle merci, ma intanto si cerca di denigrare i sottoscrittori dell’appello invece di spiegare i motivi di questa variazione in corso d’opera. Cosa ci raccontano questa volta i sostenitori della Torino – Lione? Forse bisognerà dimostrare con i numeri la reale necessità di aumentare i traffici commerciali, ma probabilmente questi numeri è meglio non renderli noti se no il giochino non riesce più bene.

da La Stampa di Torino a cura di Roberto Travan

Frejus, raddoppio al posto del tunnel di emergenza

Ora nel tunnel i veicoli devono viaggiare distanziati di 150 metri e non superare i settanta chilometri l’ora.

Ci siamo. Parte il progetto per aprire a Tir e automobili la galleria di emergenza del Frejus. Lo ha deciso il Comitato internazionale che sovrintende alla sicurezza dei tunnel autostradali tra Italia e Francia. Dello studio si occuperà Sitaf, la concessionaria dell’A32: «Abbiamo ricevuto l’incarico di modificare la canna di servizio per aprirla al traffico» annuncia Giuseppe Cerutti, presidente della società. L’intervento eviterà l’attuale circolazione a doppio senso nel tunnel e farà decadere il «contingentamento» che dal 2005 limita la velocità massima a 70 chilometri orari e impone 150 metri di distanza tra un veicolo e l’altro.

Le restrizioni al traffico vennero decise dopo il tragico incidente che costò la vita a due persone (con decine di intossicati) rimaste intrappolate nel rogo del Frejus. La nuova galleria sarà lunga 13 chilometri, larga 8 metri e costerà 440 milioni di euro. I lavori per i sei chilometri del tratto italiano sono iniziati due mesi fa e per completarli saranno necessari cinque anni di cantieri e oltre 200 milioni di euro. In Francia si scava invece dal 2009 e la «talpa» è già avanzata di oltre 3 chilometri. Per aprire al traffico la nuova galleria sarà però necessario modificarne in corso d’opera la realizzazione. «Gli interventi riguarderanno principalmente gli impianti di illuminazione e ventilazione» spiega Sitaf. I progettisti sono già al lavoro perché la variante dovrà essere presentata entro il prossimo autunno alla Conferenza intergovernativa. Sarà infatti la Cig a valutarne la realizzabilità. «Spetterà invece ai governi di Italia e Francia decidere se procedere» precisa Cerutti.

Che però non ha dubbi: «Sarebbe un controsenso spendere tutti quei soldi solo per una galleria di sicurezza: meglio aprirla a Tir e automobili». Anche se il traffico sull’AutoFrejus negli ultimi dieci anni è letteralmente caduto in picchiata. E senza contare che nel frattempo le gallerie della «linea storica» sono state allargate per far passare i Tir sui convogli ferroviari (quasi sempre vuoti) del «ferroutage». E che a Chiomonte, a gran fatica, sono anche partiti i lavori per la Tav.

Qui il testo dell’appello.

Qui la contestazione di Esposito e Foietta.

[Fonte: Lastampa.it]

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