The Susa Valley Experiment!

di ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora –

Quando facevo il militare, mi hanno insegnato che una delle cose più gravi che io potessi fare era togliermi le mostrine. Le mostrine erano la mia carta di identità: mi qualificavano come membro dell’apparato della Difesa, mi attribuivano una serie di doveri precisi e davano indicazioni sulla mia caserma di provenienza. Una divisa senza mostrine perdeva qualsiasi ufficialità, tanto che esistono in commercio divise militari che è possibile indossare, purché prive di mostrine. Un agente con le mostrine sta agendo in nome e per conto dello Stato. Un agente senza mostrine non è più un agente: è un uomo qualunque che può fare qualsiasi cosa.

Ieri, a Torino, il movimento No Tav ha tenuto una conferenza stampa, nel corso della quale ha mostrato alcune immagini che ritraggono agenti delle forze dell’ordine a viso scoperto, alcuni con bastoni e pietre in mano, intenti a tributare un trattamento non esattamente protocollare a un manifestante. Hanno raccontato poi che è stata data loro la caccia nei boschi, da agenti che si erano tolti le mostrine. Se ti togli le mostrine, non significa solo che non vuoi farti riconoscere: vuole anche dire che da quel momento in poi non sei più tenuto a seguire un regolamento. Da quel momento in poi, sei solo un predatore che insegue la sua preda.

E’ giustificabile la violenza da parte delle forze dell’ordine? E’ possibile accettare l’assunto che in situazioni di forte stress, in quanto esseri umani, possano reagire come un qualunque cittadino che si sente minacciato, e quindi con violenza? O non è forse proprio il forte stress una condizione che sono addestrati e pagati per gestire, in nome del rispetto di quella stessa legge che, se rivendicano l’autorevolezza di poter garantire, devono innanzitutto saper applicare a se stessi?

Qualcuno ricorderà l’esperimento di psicologia sociale condotto alla Stanford University dal professor Philip Zimbardo nel 1971, che si basava sull’assunto che gli individui di un gruppo coeso costituente una folla tendono a perdere l’identità personale, la consapevolezza e il senso di responsabilità, alimentando la comparsa di impulsi antisociali. Un gruppo di studenti equilibrati, maturi e assolutamente omogenei venne diviso in due squadre. In una finta prigione, ai membri della prima squadra venne assegnato il ruolo di prigionieri e ai membri della seconda quello delle guardie. Dopo soli due giorni, le guardie iniziarono a costringere i prigionieri a cantare canzoni oscene, a defecare in secchi che non avevano il permesso di vuotare, a pulire le latrine a mani nude e altre amenità. La situazione degenerò presto a tal punto e così velocemente da costringere Zimbardo a sospendere l’esperimento.

In Val di Susa ci sono uomini che probabilmente non hanno nulla di diverso tra loro. A separarli ci sono una divisa e un’illusione. Forse dovrebbero solo iniziare a cercare quello col camice bianco che osserva dietro ai vetri a specchio.

http://www.byoblu.com/post/2012/03/28/The-Susa-Valley-Experiment.aspx

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