Provincia di Torino: Saitta da Sì Tav a “No Frejus”!

Leggendo l’articolo che riporto sotto la domanda mi sorge spontanea: “Ma il presidente della provincia di Torino, in quanto azionista SITAF, ha intenzione di mettersi di traverso come fanno i NOTAV in merito alla Torino – Lione?”. E se si come giustifica questa posizione? I NOTAV argomentano in maniera scientifica la loro opposizione e Saitta ci spigherà scientificamente la le sue motivazioni o è semplicemente propaganda? Come potrete leggere di seguito le motivazioni addotte da chi deve realizzare l’opera sono stranamente le stesse motivazioni che dicono i promotori della TAV. C’è qualcosa che stride in tutto ciò non credete?

Lo Spiffero, 18 marzo 2012

I tatticismi del presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, che sogna di sedersi sulla poltrona di piazza Castello. Ma all’orizzonte lo attende un bel pesce d’aprile firmato “No Tangest”.

Non ci sono dubbi: il conte Mascetti della Cisterna, alias Antonio Saitta, vuole la poltrona di piazza Castello, forse anche per togliersi di dosso il personaggio dello scroccone, così ben tratteggiato da Ugo Tognazzi nella serie “Amici miei” di Mario Monicelli. Lo dimostra la sua ultima uscita sui giornali, studiata probabilmente in tandem con la sua ombra politica, la superdirigente Carlina Gatti.

Dopo aver appoggiato appieno la candidatura di Sergio Chiamparino alla Compagnia di  San Paolo, togliendosi così di torno un temibile concorrente alla Regione, constatato che la politica del “no” ha mediaticamente molta visibilità, vedi No Tav,  lo “scortato” di via Maria Vittoria ha deciso di inventarsi un suo “no” personale, bocciando il raddoppio del tunnel autostradale del Frejus. Per di più ponendosi – fra l’altro – di traverso agli azionisti privati di Sitaf, primo fra tutti quel gruppo Gavio da sempre fra gli odi personali del presidente della Provincia di Torino.

E così il campione del Si Tav vorrebbe diventare il leader del No Frejus, raschiando anche, in termini di voti, quel fondo di pseudoambientalisti della Val di Susa che non hanno mai digerito la presenza di Sitaf, pur avendo approfittato per anni della politica dei compensi così ben portata avanti a suo tempo dall’allora padre-padrone della società, Franco Froio. Pochi hanno fatto notare che il raddoppio del tunnel per aumentarne sicurezza, non solo realizzando una galleria parallela  (più piccola) per la fuga e per il passaggio dei mezzi di soccorso, può risolvere radicalmente i problemi. Le due canne a senso unico non solo annullerebbero il rischio dei possibili, e temuti, “frontali” ma permetterebbero di alzare la velocità nel tunnel, mentre, in caso di emergenza, renderebbero più facili gli interventi di soccorso.

Per il momento Saitta, che vorrebbe essere affiancato dagli altri azionisti pubblici (Comune e Anas), ha ricevuto un primo discreto ma sonoro schiaffo dall’amministratore delegato della Sitaf, Gianni Luciani, nipote di quel Luciani che fu papa per poche settimane: “Non siamo noi a poter decidere, ma i governi dei due Paesi”, ha detto. Situazione analoga a quella della Tav, dove c’è l’accordo fra Italia e Francia. Come dire che chi di “Si Tav” ferisce, di “No Frejus” perisce. E all’orizzonte del conte Mascetti ci sono già, sulla collina torinese, le bandiere dei “No Tangest” che il 1° aprile preparano un bel pesce per il sognatore delle holding autostradali, delle tangenziali… e anche della Regione Piemonte.

[Fonte: Lospiffero.com]

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