Regione Piemonte: Precari, la politica getti la maschera!

Missione romana dell’assessore per i 204 dipendenti della Regione in attesa di stabilizzazione. Quagliotti (Fp-Cgil): “Rinnovare subito i contratti”. Martedì seduta straordinaria del Consiglio.

L’ultima speranza è ormai la volubilità – peraltro assai accertata – di Roberto Cota. Poca cosa, ma quanto basta per tenere aperta la porta di ingresso per i 204 precari della Regione Piemonte – cinque dei 209 iniziali intanto hanno trovato di meglio – in scadenza di contratto a partire dal prossimo luglio. Anche perché solo ieri l’assessore al personale Giovanna Quaglia era a Roma a consegnare al ministro del Lavoro il faldone legato all’annosa questione. Di certo c’è che il governatore una posizione non ce l’ha: a mezza via tra la necessità di contenere le spese per il personale e il timore di essere trascinato in una polemiche che potrebbe scalfirne l’immagine. E’ stato possibilista, poi intransigente, ha chiesto aiutini esterni, per poi tornare a sposare la linea dura. Il carteggio con il ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi, da noi reso pubblico ieri, è in tal senso eloquente. Di certo c’è che in Consiglio la posizione contraria esiste, ed è rappresentata dai sette consiglieri pidiellini di Progett’Azione, che si oppongono con non poche ragioni di merito a un aumento della spesa corrente in tempi di crisi. Resta da capire se a portarne le conseguenze debbano essere i più deboli, le posizioni con meno reti di protezione, gli ultimi arrivati. E poi, non va dimenticato, che si tratta di un pasticcio che ha precise responsabilità nella precedente giunta e che quindi si presta a revanscismi di natura politica. Insomma, nulla di buono.

 «Rischia di passare l’idea che questi professionisti rappresentino solo un costo inutile per l’ente – denuncia Luca Quagliotti segretario della Fp-Cgil -. Nessuno sa che tra loro c’è il direttore responsabile della rivista Piemonte Parchi o la responsabile del laboratorio fitosanitario della Regione. Nessuno dice che 31 di loro sono impiegati su progetti strategici del settore Ambiente o dell’Urbanistica sui piani regolatore». Ma i precari sono solo la punta dell’iceberg: i dipendenti regionali sono in subbuglio anche in altri settori strategici, a partire dalla Sanità, dove il personale «è stato umiliato, affidando la redazione del piano sanitario interamente all’Aress, dove ci sono gli amici degli amici, con relativo incremento dei costi. Cota dovrebbe ricordare di essere in questo caso un datore di lavoro e non può continuare a parlar male dei suoi dipendenti». Da tempo in piazza Castello si discute di un piano di riorganizzazione del personale, sulla linea di quello varato a Palazzo di Città, ma per ora la giunta ha sempre procrastinato.

A porre un tetto sulle assunzioni nell’ente pubblico è la finanziaria del 2010, che ne stabilisce al 20% il limite della spesa corrispondente alle cessazioni dell’anno precedente. Di qui la proposta di Quagliotti: «Rinnovare subito i contratti in scadenza per poi procedere con una progressiva stabilizzazione». Di venti per cento in venti per cento. Ineccepibile dal punto di vista normativo, ma è dal punto di vista politico che va trovata un’intesa, soprattutto tra Pdl e Lega Nord.

 Martedì i precari torneranno al centro del dibattito, durante un Consiglio regionale straordinario in cui l’opposizione chiederà a gran voce la tutela di questi lavoratori, assunti a tempo determinato tre anni orsono, durante l’amministrazione di Mercedes Bresso, attraverso un’operazione, anche in quel caso, non del tutto condivisibile (perché redigere un concorso pubblico senza garantire l’assunzione a tempo indeterminato, promettendo la stabilizzazione dopo tre anni?). Verrà riproposto il disegno di legge 158 e a quel punto la maggioranza e l’esecutivo dovranno prendere una decisione.

[Fonte: Lospiffero.com]

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