NOTAV – Testimonianza di un passegero del treno Torino Milano in partenza sabato 25 febbraio alle 19.50 da Torino Porta Nuova.

DICHIARAZIONE DI UN MIO NUOVO AMICO, “ANONIMO MASSIMO”: Sabato 25 febbraio 2012:  Ero sul treno 2027 nell’ultima carrozza al binario 20 (la prima per chi entrava in stazione) che doveva partire alle 19.50, treno che prendo regolarmente in quanto titolare di abbonamento annuale, il treno alle 19.30 era vuoto, per accedervi si doveva passare prima davanti a poliziotti in tenuta antisommossa e poi zigzagando tra transenne. Alle ore 20 circa il capotreno era al telefono per chiedere se poteva fare uno sconto di 10 centesimi ai manifestanti per problemi di resto in quanto il biglietto costava 11.10 euro. I manifestanti sono saliti spinti da poliziotti che li stavano manganellando, a mio parere senza alcun valido motivo, ho cercato di scendere dal vagone per vedere cosa stesse succedendo ma due poliziotti me lo hanno impedito, il primo con due violenti manganellate e con una violenza mai vista mi ha respinto all’interno, il secondo ha gettato all’interno un lacrimogeno, nel vagone oltre ad alcuni passeggeri erano saliti 3 ragazzi urlando che la polizia li stava massacrando. Non trova giustificazione il lancio di un lacrimogeno all’interno del vagone perchè non c’erano manifestanti armati di qualcosa, è stata una vile aggressione verso persone inermi, come chi spara alle spalle di qualcuno che scappa. Il poliziotto ferito ad un occhio, non penso affatto che sia stato ferito dai manifestanti che non avevano oggetti per attaccare e forse, anzi, sicuramente, è lo stesso che gettava lacrimogeni all’interno del treno a cui è esploso un lacrimogeno sul giubbotto. La polizia ha aggredito senza motivo e gettato lacrimogeni all’interno del treno, nel vagone dov’ero seduto contro viaggiatori inermi. Il verbale di pronto soccorso a cui ho dovuto ricorrere per le cure dalle botte e dai lacrimogeni a due ore di distanza dell’aggressione, una volta arrivato a destinazione, riporta 99 battiti cardiaci al minuto e una persona di 49 anni che rientra a casa dalla settimana lavorativa avrebbe anche potuto fare un infarto. Il capotreno a cui mi sono rivolto in seguito lamentando la sua assenza per l’aggressione subita all’interno del treno con manganellate e lacrimogeni mi ha comunicato che gli è stato detto da responsabili di trenitalia, della polizia e della digos di non intervenire e di non fare nulla. A freddo, dopo aver ascoltato i commenti dei manifestanti saliti sul treno ho avuto la sensazione di essere tra persone che stiano combattendo una guerra aggrediti senza motivo, combattenti di ogni età, e mi è venuta in mente la popolazione vista nei film di Robin Hood, persone comuni senza armi vestite in modi diversi con bandiere il cui unico scopo era quello di difendersi da una prepotente dittatura, ma disposti a portare avanti la loro battaglia a qualsiasi costo, anche della propria vita. Non vedo nulla di diverso dopo aver assistito a certe scene ed essere stato vittima di violenza, mentre seduto sul treno mi appressavo a far rientro a casa come, da sei anni a questa parte, da parte della polizia che dovrebbe agire in tutela e rispetto della legalità e del popolo italiano, che siamo noi cittadini e non le associazioni a delinquere costituite dai partiti che ci governano, da quello che succedeva in iraq, libia e siria in cui forze di polizia sparano sulla popolazione civile.

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