Regione Piemonte – Sanità, forti mal di pancia del Pdl.

Un documento redatto dal consigliere Motta smonta pezzo per pezzo l’intero piano varato da Monferino, dalla governance alla comunicazione fino alla gestione del 118. Aumentano i mugugni.

Come ti demolisco il piano sanitario. Per il governatore Roberto Cota è il fulcro della propria azione amministrativa: “Vi tronco se non lo approviamo entro il 31 marzo”, avrebbe detto nell’ultima riunione di maggioranza a consiglieri basiti, accompagnando queste parole con il basculamento della mano per significare che è pronto a mandarli tutti a casa. Eppure le perplessità, nella sua stessa maggioranza, iniziano a emergere con forza in modo preoccupante. In un documento redatto dal consigliere Pdl Massimiliano Motta (foto sotto) inoltrato ai colleghi di partito a Palazzo Lascaris, ogni criticità viene messa nera su bianco e il quadro è quanto mai fosco, visti i nodi ancora da sciogliere e i tempi relativamente stretti per l’approvazione del provvedimento. E il fatto che a esprimere dubbi e riserve sia il consigliere individuato come relatore di maggioranza del PSSR non può che far aumentare le fibrillazioni interne alla coalizione.

Sulla programmazione, per esempio, spiega: “Gli ambiti sovra zonali per acquisti ed attività amministrative devono essere organizzati in modo da non incrementarne i costi in termini di personale. Non è detto da alcuna parte su come si trasferirà il personale all’organismo sovra zonale: comando, trasferimento, convenzione, ecc. In realtà non è ancora specificato quali tipi di enti si verranno a creare (federazioni?), oppure se semplicemente si formalizzeranno tra aziende (con delibere?), le attività sovra zonali, e quali saranno i rapporti giuridici tra queste nuove entità e le attuali Asl. Si potrebbe correre il rischio di creare una nuova sovrastruttura che potrebbe rallentare l’azione delle Asl anziché dare efficienza: ora c’è sistema Regione e poi ASL, domani ci sarà sistema Regione poi sistema interaziendale e poi Asl”.

Sull’allocazione delle risorse finanziarie: “Rimane assolutamente da rivedere la questione delle quote capitarie che ad oggi presentano delle evidenti disomogeneità, al punto da non consentire una corretta preparazione dei budget per il 2012: è quasi impossibile per alcune aziende pareggiare il bilancio con quote capitarie che sono assolutamente ed ingiustificatamente sotto la media di altre Asl”. E ancora: “Non è chiaro se la regione gestirà direttamente il sistema amministrativo contabile a livello centrale oppure se l’unificazione significa azioni a livello strategico e di “holding” e quindi di cruscotto, lasciando libertà alle Asl di gestire all’interno con propri sistemi, seppure da adeguare per una integrazione ampia con il sistema centrale suddetto”.

Sul piano di comunicazione regionale da gestire a livello centrale, secondo il nuovo progetto, in modo da “rafforzare la percezione che gli utenti hanno del sistema sanitario regionale quale sistema unico” il giudizio di Motta è tranchant: “E’ lo stravolgimento totale delle indicazioni in materia espresse dalla commissione sanità del Pdl, unito all’intenzione già tentata dalla giunta Bresso di eliminare o marginalizzare il sistema di comunicazione delle aziende per controllare tutto dal centro”. Il consigliere, inoltre, auspica l’integrazione strutturale dei Dipartimenti Patologia delle Dipendenze (DPD) con i Dipartimenti di Salute Mentale (DSM), oggi non prevista dal piano dell’assessore Paolo Monferino (foto sopra) e sul 118 avverte: “Il sistema regionale non necessita tanto di alternative all’ingresso in pronto soccorso quanto di soluzioni in grado di sveltire l’uscita dei malati cronici dagli ospedali potenziando la possibilità di dimettere tempestivamente i pazienti ricoverati (indirizzandoli verso strutture di cura intermedie) e riducendo così i tempi di permanenza in pronto soccorso” e dunque “in questo quadro la prospettata creazione di un’azienda regionale autonoma per la gestione del sistema 118 comporterebbe un ulteriore aggravamento della situazione”.

La prossima settimana, convocata a tambur battente la IV commissione. Salta ancora una volta il Consiglio regionale per concentrare i lavori dell’aula sul piano sanitario. Le riserve tutte interne alla maggioranza, però, rischiano ancora una volta di dilazionare i tempi dell’approvazione. Quale sarà a questo punto la reazione di Cota?

Altri approfondimenti nella sezione sanità.

[Fonte: Lospiffero.com]

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