Processo Eternit: sentenza storica!

Pesanti condanne agli ex vertici della multinazionale per disastro doloso e rimozione di misure antinfortunistiche. Guariniello: “Si realizza un sogno” di giustizia per le migliaia di morti.

Il Tribunale di Torino ha condannato oggi a 16 anni di reclusione lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne in una sentenza storica nell’ambito del processo Eternit per le morti da amianto. I due, ex alti dirigenti della multinazionale, che non erano presenti in aula, sono imputati per omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e disastro doloso.

Alla Eternit è attribuita la morte di quasi 3.000 persone in quattro stabilimenti italiani a partire dagli anni 50. Nella lettura della sentenza in corso da quasi tre ore – per quella che è ritenuta la più grande causa in materia mai svolta in Europa – i giudici hanno riconosciuto una provvisionale da 25 milioni di euro di risarcimento danni al comune di Casale Monferrato, 20 milioni alla Regione Piemonte e 100 mila euro all’Associazione familiari vittime dell’amianto (Afeva). I risarcimenti ai parenti di vittime o malati costuitesi parti civile – oltre 2.000 – sono nell’ordine di una media di circa 30mila euro ciascuno.

«E’ una sentenza che senza enfasi si può definire davvero storica, sia per gli aspetti sociali che per gli aspetti strettamente tecnico-giuridici», ha scritto in una nota il ministro della Salute Renato Balduzzi. «Ma la battaglia contro l’amianto non si chiude con una sentenza, sia pure una sentenza esemplare, ma continua nell’attività amministrativa e nell’impegno delle istituzioni e dei cittadini, soprattutto nella consapevolezza da parte di ognuno che non si tratta di una battaglia locale, ma nazionale, anzi mondiale».

«Sto ancora sognando ad occhi aperti». È il commento a caldo del pm Raffaele Guariniello, dopo la sentenza Eternit, la cui lettura ha impegnato il giudice Giuseppe Casalbore per oltre 3 ore, in un elenco sterminato di migliaia di parti civili: «Un elenco terribile, che sembrava burocratico, freddo, ma che è invece un elenco di persone uccise», ha detto Guariniello, che ha coordinato l’inchiesta del Tribunale di Torino. «Quando abbiamo cominciato questo processo con Colace e Perelli pensavamo di inseguire un sogno, che ora si è realizzato almeno per la sentenza di primo grado», ha sottolineato il pm. Guariniello ha poi concluso: «Abbiamo dato, credo, a tante persone, alle vittime e alle loro famiglie il diritto di sognare più giustizia. Avere giustizia è diventato possibile. È una sentenza storica perché ha realizzato un sogno, che è quello di dare giustizia».

Secondo Bruno Pesce, presidente dell’Afeva, «è una sentenza che ha sancito colpevolezza dei responsabili e che costituisce un monito molto importante affermando che il dato economico è si importante ma la vita umana lo è di più». «Adesso – ha concluso – bisogna smettere di estrarre e lavorare l’amianto in giro per il mondo e tutelare i cittadini che lavorano».

[Fonte: Lospiffero.com]

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