Regione Piemonte: SEL pronta a voltare le spalle a PD e IDV!

Sinistra Ecologia e Libertà pronta a voltare le spalle a Pd e Idv in comuni importanti come Avigliana e Rivalta, al voto fra tre mesi. Secondo alcuni è Torino il laboratorio in cui Vendola sperimenta il “Piano B” delle alleanze.

E se Torino diventasse il laboratorio politico per una nuova sinistra “nuova”? Uno scenario, forse solo una suggestione, ma intanto se ne parla e il disegno appare verosimile. A guidare uno schieramento quanto mai eterogeneo e frastagliato potrebbe esserci Sel, o meglio la versione più estrema del partito di Nichi Vendola. Perché, nonostante quanto ribadisca ogni giorno il parolaio di Terlizzi – ancorato con la sua creatura al centrosinistra di Vasto – all’ombra della Mole si sperimentano alleanze alternative e convergenze ardite quanto potenzialmente imbarazzanti.

Come ad Avigliana, dove il neonato circolo cittadino di Sel si appresta a varare una coalizione assieme ai No Tav e agli attivisti del Movimento 5 stelle, in netta alternativa con la coalizione tradizionale di centrosinistra. Una Grosse Koalition  del radicalismo fortemente voluta dal segretario provinciale Michele Curto, volta anzitutto ad  azzerare il potenziale del suo predecessore, Antonio Ferrentino, che attraverso un suo fedelissimo controlla il circolo Valsusa, decisamente più propenso a un’alleanza con Pd e Idv. Ma non si tratta di un caso unico. La rottura con i democrat si sta consumando anche a Rivalta, cittdina dell’hinterland torinese, nella quale i vendoliani hanno già annunciato la corsa in solitaria al primo turno. E allora la foto di Vasto? Sempre più mossa e sbiadita? Non è detto. Secondo chi vanta o forse millanta contatti con Roma – o direttamente con Bari – si tratta di una scelta ben precisa. Insomma Torino potrebbe essere il piano B di Vendola, da attuare qualora il Pd scaricasse gli ultimi eredi di falce e martello privilegiando un accordo al centro. A quel punto le strategie di Nichi verrebbero stravolte: ci sarebbe da costruire un polo alternativo a sinistra del Pd con chiunque ci sta. E dove poter sperimentare questa seconda opzione se non nella città della Tav e della Fiat? In questo contesto potrebbe essere inserita, trovando una spiegazione compiuta, anche la defenestrazione del segretario filo-Pd Antonio Ferrentino, sostituendolo, grazie al decisivo avallo della Fiom.

Proprio il ruolo del sindacato-partito dei metalmeccanici della Cgil non può e non deve essere trascurato. Il leader piemontese Giorgio Airaudo (foto accanto) pare avere finalmente trovato la propria dimensione in una formazione – Sel per l’appunto – all’interno della quale in molti sostengono sia lui a dettare la linea in pieno accordo con i vertici nazionali. Lui smentisce, ma intanto ha iniziato a presenziare a ogni iniziativa del partito a livello locale dissertando sull’intero scibile umano, superando gli angusti confini imposti dal ruolo di sindacalista. Sarà lui, secondo i più a capitanare la pattuglia vendoliana a Roma, nelle prossime elezioni politiche.

[Fonte: Lospiffero.com]

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2 risposte a Regione Piemonte: SEL pronta a voltare le spalle a PD e IDV!

  1. Federico Fiandro ha detto:

    Mah, la “defenestrazione” di Ferrentino cosa sarebbe? forse il fatto che all’assemblea provinciale ha democraticamente vinto un’altra mozione?

  2. Sergio ha detto:

    Non so e non conosco chi abbia scritto il documento e se quanto indicato sia frutto delle sue “elocubrazioni” od anche suggerito da qualche altro che aveva proprie “rivendicazioni personali”.Per quanto a me noto Vendola e SEL hanno sempre rivendicato la netta preferenza all’Accordo Base di Vasto e la propria disponibilità ad un allargamento anche ad Associazioni e Realtà appartenenti alla Comunità Civile basato su programmi ed Idealità condivise che costituissero comunque una netta discontinuità con la precedente Politica di Destra portata avanti dal precedente Governo ed una “visione” totalmente alternativa della Società Italiana che a tutt’oggi nemmeno l’attuale Governo sta mettendo in atto.Venendo poi alle situazioni locali ciò che comunque io mi auguro è che mai si debba stringere accordi con i Catto-Integralisti rappresentati dai Moderati e dai “falsi” Riformatori,più interessati alle proprie “cadreghe” che al Bene dell’Italia.

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