TAV: Torino – Lione tutti in carrozza!

Si sperava che un governo tecnico analizasse in modo tecnico e super partes le ragioni che sconsigliano la realizzazione di quest’opera ed invece….con tutto il denaro che si spenderà per un opera faraonica ed inutile si potrebbe dare  lavoro a migliaia di persone per mettere in sicurezza il nostro territorio compromesso dal punto di vista idrogeologico invece probabilmente queto intervento lo destabilizzerà ulteriormente a favore di chi? Ma dei soliti noti naturalmente.

Firmata ieri mattina 30 gennaio 2012  la clausola aggiuntiva all’accordo con la Francia. Il costo complessivo per l’Italia sarà di 2,7 miliardi. Il prossimo anno l’avvio dei lavori che si concluderanno nel 2023.

2,7 miliardi di euro questo l’impegno del Governo italiano per realizzare il nuovo collegamento ferroviario tra Italia e Francia. Il paese transalpino contribuirà, con  2,2 miliardi mentre l’Europa parteciperà con 3,3 miliardi fino a un ammontare complessivo di 8,2 miliardi di euro. Queste le cifre presentate oggi dal viceministro delle Infrastrutture e Trasporti, Mario Ciaccia, nel firmare la clausola aggiuntiva dell’accordo franco-italiano sulla TorinoLione che dovrà, ora, essere ratificato dai rispettivi parlamenti nazionali. Da parte francese era presente alla firma il ministro dei Trasporti, Thierry Mariani, che ha sottolineato come, dopo la firma di oggi, si sta per aprire il più grande cantiere d’Europa.

Dopo la prima firma del 29 gennaio 2001 si è giunti oggi sostanzialmente all’avvio dell’apertura dei cantieri di quest’importante opera che si inserirà a pieno titolo nella rete delle infrastrutture europee, migliorando anche i collegamenti fra le due regioni frontaliere: il Piemonte e la transalpina Rhone-Alpes. In particolare con questa la firma si tiene conto dell’evoluzioni intervenute sul territorio italiano per migliorare l’inserimento della linea dal punto di vista ambientale.

Il ministro francese ha sottolineato che la diminuzione significativa dei tempi di percorrenza tra Torino e Lione e la modificazione profonda delle condizioni del trasporto merci, fanno sì che le Alpi “si cancellino” e che si creino le condizioni per spostare traffico dalla modalità stradale a quella ferroviaria con notevoli vantaggi ambientali. Anche il viceministro Ciaccia ha sottolineato che la nuova linea rappresenta un segmento importante della rete europea e questo renderà il Vecchio Continente più competitivo. «Già sulla Torino –Trieste il nostro paese – ha sottolineato Ciaccia (foto) – ha investito finora 11,5 miliardi e si continuerà ad investire fino a che l’intero segmento non sarà completamente adeguato ai  massimi livelli  di capacità e di velocità. L’Italia è impegnata in 4 corridoi strategici europei, dei ben 10 programmati sul continente».

In particolare il braccio destro di Corrado Passera  ha anche sottolineato che partiranno quest’anno le opere di completamento nel cantiere Maddalena, mentre l’avvio dei lavori della linea ferroviaria Torino-Lione  avverrà il prossimo anno per concludersi entro il 2023. «In tal senso – ha auspicato riferendosi al movimento No-Tav – spero che l’opposizione al progetto si attenui progressivamente in quanto una minoranza non può sovvertire  la programmazione nazionale e comunitaria».

[Fonte: Lospiffero.com]

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