Regione Piemonte – Piemonte all’estero, fondi al lumicino!

Per la giunta regionale l’internazionalizzazione è una priorità. A parole. Nell’assestamento ha dimezzato gli stanziamenti e nel bilancio di previsione il capitolo è stato addirittura azzerato.

È uno dei ritornelli più in voga in piazza Castello: «La Regione è a fianco delle aziende che competono nel mondo», dice con enfasi ogni due per tre il presidente. «Per questo – gli ha fatto recentemente eco l’assessore Massimo Giordano – abbiamo lavorato fin dall’inizio della nostra esperienza di governo a creare un modello di supporto che andasse in favore della massima competitività possibile. Con i diversi piani adottati e con le relative misure messe a punto abbiamo inserito elementi importanti per l’internazionalizzazione delle nostre imprese». Belle parole, ripetute lo scorso 28 dicembre in sala Giunta, davanti a una selezionata platea di operatori del settore, insomma di fronte a quanti provano quotidianamente e sulla loro pelle la fatica di portare fuori dalla cinta daziaria Torino e il Piemonte. Erano presenti, tra gli altri, il direttore del Ceip, Giuliano Lengo, il segretario regionale della Confcommercio, Marco Gossa, la Federexport e molti altri rappresentanti della galassia consortile.

In quell’occasione il titolare delle deleghe allo Sviluppo economico ha assicurato la massima attenzione della Giunta al settore, confermando l’intenzione di inserire i Consorzi Export nel piano di internazionalizzazione istituito di recente dalla Regione. Ancora parole, giacché, alla prova dei fatti, tutto questo impegno è tradito dalle dotazioni effettivamente disponibili negli aridi numeri del bilancio. Andando a spulciare le cifre dell’assestamento 2011 (sparito dai lavori del Consiglio regionale, neanche più calendarizzato nella Commissione Bilancio) si scopre che il capitolo “internazionalizzazione” ha subito un taglio del 50 per cento, passando dai 30 milioni di euro previsti ai 15 milioni stanziati. Ma la sorpresa maggiore emerge dalla lettura del Bilancio di previsione 2012: nello stesso capitolo di spesa, c’è un unico numero a riempire le diverse caselle: lo zero. Ormai hanno capito tutti che le casse sono vuote e che le vacche da magre sono diventate anoressiche, ma fuor di metafora, la domanda rimane: perché non attuare quell’impegno di trasparenza per i cittadini (in questo caso operatori di categoria) tanto strombazzata dal Governatur in ogni occasione? Non è certo nascondendo la testa sotto terra che i problemi si risolvono e forse, con un’assunzione di responsabilità comune, qualche soluzione in più si potrebbe persino trovare. Assessore Giordano, batta un colpo.

Qui il link all’articolo “Cota nella Regione delle meraviglie”

[Fonte: Lospiffero.com]

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