Regione Piemonte – In ginocchio il socio-assistenziale!

Cota scarica sui Comuni la patata bollente dei servizi alla persona, trascurando gli impegni presi dalla Regione. Lepri: “Viola una legge da lui stesso votata”. Nel 2012 altri tagli.

“L’assistenza è prerogativa dei Comuni. Ognuno si assuma le proprie responsabilità”. Il governatore Roberto Cota l’ha detto e lo ribadisce oggi in una intervista alla Stampa. Ma è chiaro che dimentica alcune leggi da lui stesso votate e gli accordi sottoscritti dalla sua stessa amministrazione. Quattrini ce ne sono sempre meno, questo è assodato (il Fondo nazionale è passato da 32 a 20 milioni dal 2010 al 2011) ma come può proprio lui dare dello “scaricabarile” a chi lo richiama a tener fede agli impegni?

Innanzitutto c’è una legge – la numero 1 del 2004 – che norma i compiti della Regione Piemonte in questo ambito. All’articolo 35 comma 4 si legge: “La Regione concorre al finanziamento del sistema integrato di interventi e servizi sociali attraverso le proprie specifiche risorse”, e poi al comma 6: “Le risorse annuali regionali di cui al comma 4 sono almeno pari a quelle dell’anno precedente, incrementate del tasso di inflazione programmato”. Insomma, il governatore deve prendere atto che la questione non può essere liquidata con leggerezza: «I “suoi” contributi sono dovuti, secondo una legge da lui stesso votata quando governava Enzo Ghigo. Tagliare da un anno all’altro, non solo potrebbe essere politicamente sconveniente, ma è anche impugnabile» spiega Stefano Lepri, consigliere regionale del Pd.

Non è tutto. Il 18 luglio scorso è stato raggiunto un accordo tra Regione – in quell’occasione rappresentata dall’assessore Elena Maccanti – ed enti locali, che portò alla deliberazione numero 7 del 3/8/2011 in cui piazza Castello si impegnava a garantire una serie di fondi a favore degli anziani non autosufficienti, politiche per i minori e per la famiglia. Di questi, alcuni sono stati decurtati con delibere dirigenziali negli ultimi giorni dell’anno (vedi il fondo per gli anziani non autosufficienti tagliato del 20% il 27 dicembre), di altri, addirittura, non vi è più traccia. «Il vero problema è che questi provvedimenti sono stati varati quando ormai avevamo chiuso i bilanci e speso soldi che ora non sappiamo dove reperire» spiega Mauro Perino, direttore del Cisap – Consorzio intercomunale per i servizi alla persona – che opera nei Comuni di  Grugliasco e Collegno.

Negli ultimi anni le risorse regionali nel campo dell’ assistenza sono calate vistosamente. Utilizziamo ancora una volta il Cisap come esempio: nel 2008 i trasferimenti correnti erano 2,7 milioni di euro, mentre 1,5 milioni derivavano dal finanziamento su progetti mirati. Complessivamente 4,2 milioni, rispetto ai 2,6 del 2011. E non sempre i Comuni sono in grado di integrare le carenze della Regione. Per l’anno in corso non si può essere ottimisti: l’assessore alla Sanità Paolo Monferino – apparso parecchio a disagio ieri a Palazzo Lascaris nell’illustrare in Prima Commissione gli stanziamenti del settore – ha promesso di riservare all’assistenza circa 20 milioni di euro, risparmiati con il nuovo piano sanitario. Ma è troppo poco, se è vero che nel bilancio di previsione potrebbe calare l’ennesima mannaia. Una cosa è certa: la Regione non può e non deve lavarsene le mani.

Qui il nuovo Piano Socio Sanitario del Piemonte!

Altri approfondimenti nella sezione Sanità.

[Fonte:Lospiffero.com]

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