Regione Piemonte – Ferrero: “Ecco la mia Sanitopoli”!

L’ex assessore regionale racconta la sua versione, alla luce della chiusura delle indagini. A suo carico restano due sole imputazioni: tentata turbativa di gara e concorso morale in abuso d’ufficio.

Dopo sette mesi di silenzio Caterina Ferrero (nella foto a sinistra) ha ripreso la parola. Lo ha fatto davanti ai giornalisti convocati in un hotel di Torino per una conferenza stampa nella quale l’ex assessore regionale alla Sanità ha fatto il punto della vicenda giudiziaria scattata nel maggio scorso a seguito dell’operazione “ Dark Side” ed ora giunta alla conclusione delle indagini preliminari. «Sono stata sette mesi in silenzio in attesa degli sviluppi dell’inchiesta, nonostante mi sia capitato di essere individuata come un politico pericoloso ed influente tanto da richiedere, per bloccare la mia scellerata attività, e nonostante la mia immediata remissione delle deleghe, addirittura la misura cautelare degli arresti domiciliari».

Finendo nel tritacarne dell’informazione che si è buttata come un molosso sulla preda. «Sono stata silenziosa spettatrice di un’informazione che in diverse occasioni lasciava intendere in modo allusivo, ma molto efficace che la mia persona sarebbe stata coinvolta in situazioni di corruzione, concussione, appalti truccati e mafia. Anche in questi giorni la notizia di chiusura delle indagini è stata riportata citando argomenti di assoluta irrilevanza rispetto ai fatti che mi vengono contestati e utili solo a fare confusione e gossip politico». Per l’ex inquilina di corso Regina Margherita, in tailleur grigio su una dolcevita, c’è stata un evidente sproporzione tra l’impatto mediatico e l’esito giudiziario. Delle iniziali ipotesi di reato restano in piedi solo due addebiti: la tentata turbativa d’asta relativo a un accordo, poi non concretizzato, con Federfarma per far distribuire i pannoloni e il concorso morale in abuso di atti d’ufficio in merito alla emodinamica dell’ospedale di Chivasso. Azioni che rivendica come assolutamente lecite «e che ripeterei», giacché lo svolgimento dell’attività amministrativa  è sempre stata improntata «all’interesse pubblico» e, nel caso dei presidi per l’incontinenza «al vantaggio economico per la Regione». Nel merito della scelta: «L’obiettivo che mi sono posta era piuttosto quello di non precludere alla Regione la possibilità di fruire, ove ci fosse stato vantaggio economico e miglior servizio per gli utenti, di un sistema di distribuzione alternativo a quello diretto delle Asl quale quello che proponevano i farmacisti e già sperimentato in altre Regioni e nella Provincia di Novara. Solo bloccando la gara era possibile verificare non inutilmente l’eventuale vantaggio dell’ipotesi alternativa». Ed è sicura che «possa essere escluso qualsiasi aspetto di rilevanza penale nei miei confronti».

Ma oltre agli spetti giudiziari c’è il risvolto politico al centro delle riflessioni della Ferrero: «Ho provato per molto tempo un forte senso di solitudine nello svolgere il mio ruolo di assessore regionale, in più i segnali politici che quasi quotidianamente ricevevo erano spesso convergenti nello spingermi dentro un quadro di sostanziale indebolimento personale, ad una situazione di sostanziale isolamento». Anche le voci che si accavallavano sui comportamenti del suo braccio destro Piero Gambarino non trovavano mai corrispondenza, nonostante lei stessa – afferma – avesse più volte sollecitato il riscontro. Anzi, oggi «mi dà ulteriore amarezza il constatare che, mentre la precisa richiesta di fornirmi un minimo riscontro ad accuse generiche rivolte al Gambarino, accuse che sempre venivano accreditate alla sottoscritta come voci, non veniva soddisfatta, contemporaneamente quegli stessi riscontri a me negati venivano forniti alla Procura, sia nella forma di informazioni confidenziali che di vere e proprie verbalizzazioni». Certo, fa capire, alla luce dei fatti emersi oggi la fiducia nel suo antico collaboratore è venuta meno.

Sul ruolo svolto dal “presidente” (non lo chiama mai per nome e cognome) ha preferito tenersi sulla vaghezza diplomatica, sostenendo di aver sempre colto positivamente l’interesse del governatore ad occuparsi della Sanità.  Anche se «ci fosse stata meno diffidenza le cose sarebbero andate diversamente». Ha liquidato come ipotesi “prematura” l’eventuale rientro in politica: «Sono iscritta a un partito, il Pdl, se e quando ce ne sarà la possibilità non mi tirerò indietro. C’è un tempo per tutto ed oggi è tempo per gli affetti familiari e per chiarire la mia posizione».

A maggio, quando scattò l’operazione giudiziaria condotta dalla Procura torinese, si parlò di Sanitopoli piemontese. La maxinchiesta su presunte malversazioni nella Sanità regionale è giunta ora a una fase cruciale: concluse le indagini preliminari, e formulate le ipotesi di reato per i 14 indagati, si attende il rinvio a giudizio. Molte delle iniziali ipotesi di accusa sono state ridimensionate e il quadro che traspare dalla lettura degli atti non pare essere quello di un sistema dominato dalla corruzione e dal malaffare. Peraltro perfettamente in sintonia con le avvertenze espresse a suo tempo dal procuratore capo Gian Carlo Caselli che definì l’azione della magistratura «un’operazione chirurgica che riguarda fatti specifici e non la sanità piemontese nel suo complesso, dove operano funzionari onesti e leali che, in queste vicende, hanno impedito la commissione di altri reati». Parole emblematiche che, rilette oggi, contribuiscono a rendere meno oscura la genesi del ciclone giudiziario e dei suoi risvolti politici che ha portato in carcere un pugno di persone (tra cui il faccendiere Piero Gambarino, un sindaco, un direttore Asl, i vertici torinesi di Federfarma e un imprenditore) e agli arresti domiciliari l’assessore pidiellino.

Vi fu un input partito dall’interno all’amministrazione regionale, magari – come si vocifera – attraverso un esposto partorito dopo un pranzo dalle parti di Alba tra alcuni alti dirigenti? Addirittura con la copertura “politica” delle alte sfere di piazza Castello? Congetture, rumors, supposizioni che meriterebbero riscontri.

[Fonte: Lospiffero.com]

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